Miss Peregrine - La casa dei Ragazzi Speciali: recensione del film di Tim Burton

12 dicembre 2016
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Una buona ma non ottima trasposizione di un romanzo non facile da portare sullo schermo.

Miss Peregrine - La casa dei Ragazzi Speciali: recensione del film di Tim Burton

Ci sono storie da immaginare dietro le vecchie foto che ritraggono individui sconosciuti senza contesto, e andando in cerca per mercatini se ne trovano davvero di bizzarre. È quello che è successo a Ransom Riggs, giovane scrittore e regista di cortometraggi americano, che nel 2011, su suggerimento del suo editore, ha preso spunto dalle più strane che possedeva per costruirvi sopra una narrativa. È nato così Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (edito in Italia da Rizzoli), fantasy e racconto di formazione che affonda le sue radici nella Storia (la seconda guerra mondiale e i mostri che perseguitano il nonno ebreo del protagonista).

Questo libro complesso e dal ritmo dilatato, con due sequel, racconta la storia di comunità di ragazzi dotati di poteri eccezionali (la pirocinesi, la capacità di far crescere le piante, l'essere più leggeri dell’aria, far rivivere i morti, avere sogni profetici, poter diventare invisibili ecc.), che vivono in un loop o anello temporale all’interno del quale restano sempre giovani. In quello particolare in cui il giovane Jacob o Jake si reca in Galles sulle tracce del nonno Abraham, tragicamente scomparso, si ripete all’infinito un giorno della seconda guerra mondiale in cui un pilota sgancia una bomba che nella realtà storica ha distrutto la casa che ospita i ragazzi con la loro direttrice, Miss Peregrine, che è una Ymbrine, ovvero ha la capacità di trasformarsi in uccello, nel suo caso un falco e di aprire e chiudere il loop. Ma la serena esistenza dei ragazzi e e degli anelli è minacciata da mostruose creature gli Hollowgast, o Vacui, che si nutrono del loro potere (e graficamente dei loro occhi).

Nell’adattamento per il grande schermo -di cui Riggs si è dichiarato più volte entusiasta - Jane Goldman ha cambiato diverse cose, ma solo da metà in poi. I cambiamenti più cospicui (e meno intonati) avvengono nel finale, dettati dalla necessità di fare un film autoconclusivo e più spettacolare, con un’epica e caotica battaglia in un luna park tra la banda dei ragazzi al completo e i mostri capitanati dal Barron di Samuel L. Jackson. Sulla carta, proprio perché è nato da immagini che avrebbe potuto creare Tim Burton, questo era un film in cui poteva esprimersi tutta la poetica dei geniali losers burtoniani, ma – magari ci sbagliamo – abbiamo l’impressione che ultimamente il regista non sia più interessato a personalizzare le storie che racconta e si accontenti di lasciare la propria firma qua e là per non deludere i fan. Sono insomma lontani i tempi in cui il nostro amato autore aveva la capacità di appropriarsi di una storia anche non sua.

Visivamente il film è molto bello e ha momenti mozzafiato e deliziosamente burtoniani, come la scena della nave sollevata dalle acque, il pasto dei Vacui che ricorda la macabra ironia di Beetlejuice e la battaglia in stop motion tra le bambole. Anche i mostri sono belli e inquietanti e i ragazzi sono ben caratterizzati fisicamente. Ma un film di due ore con tanto da mostrare non può concedersi il lusso di scendere in profondità, quindi non si sofferma sulla storia di questi piccoli freak: se, come dice Burton, le storie raccontate dalle foto lasciano un senso di mistero, i personaggi sembrano comunque fotografie animate e l’empatia non è scontata, a meno che l'immaginazione dello spettatore non sia molto fervida.

Nell'insieme Miss Peregrine è un film gradevole e dalla visione originale, con una Eva Green gustosamente in parte. Ma le scene animate al computer, troppo insistite, non convincono, e l’equilibrio tra storia e spettacolo non si realizza a pieno. Ci consoliamo della parziale delusione pensando che Tim Burton non ha partecipato alla sceneggiatura e che questi difetti - che probabilmente molti nemmeno noteranno - sono più attribuibili a chi il film l’ha scritto, che a chi l'ha portato sullo schermo.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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