Matrimoni e altri disastri - recensione del film con Fabio Volo

21 aprile 2010
2.5 di 5

L’obiettivo del nuovo lungometraggio di Nina di Majo è esplicito fin dalle primissime scene: tentare di riproporre i toni e le situazioni della “sophisticated comedy” contemporanea inserendoli nel contesto della borghesia più altolocata del nostro paese.

Matrimoni e altri disastri - recensione del film con Fabio Volo

Matrimoni e altri disastri - la recensione

L’obiettivo del nuovo lungometraggio di Nina di Majo è esplicito fin dalle primissime scene: tentare di riproporre i toni e le situazioni della “sophisticated comedy” contemporanea inserendoli nel contesto della borghesia più altolocata del nostro paese. I riferimenti cinematografici sono evidenti e in almeno un paio di scene molto precisi: da Bridget Jones a Quattro matrimoni e un funerale, passando ovviamente per l’opera migliore di Woody Allen, l’autrice mostra di aver ben presente il cinema da cui vuole attingere. Anche l’ambientazione elegante se non addirittura prestigiosa di Firenze e delle circostanti, magnifiche campagne toscane, è chiaramente adatta al genere, e dota la pellicola di un’eleganza che indubbiamente molto del nostro cinema non possiede.

Dove però la commedia americana classica e quella inglese più recente hanno saputo dosare con estrema cura l’eleganza delle ambientazioni e lo stile di vita dei personaggi in scena, in Matrimoni e altri disastri l’estrazione sociale delle figure rappresentate è talmente ostentata da risultare fastidiosa, soprattutto nella prima parte del film. Se è vero che probabilmente in Italia non si è abituati a vedere un tipo di commedia come questa, che vuole essere dichiaratamente sofisticata, allo stesso modo però la “ricchezza” di ambienti, scenografie e costumi sembra in molti momenti essere più importante di personaggi o situazioni, o quantomeno appare preponderante rispetto ad essi. La di Majo ed i co-sceneggiatori Francesco Bruni e Antonio Leotti si sono sforzati di confezionare poi una sceneggiatura capace di mescolare dialoghi dal tono ironicamente gustoso con un ritmo narrativo adatto alle esigenze dei tempi comici: il tentativo, pur lodevole, denota fin dall’inizio la difficoltà a trovare il registro adatto per fondere con equilibrio queste due necessità. A nostro avviso uno sceneggiatore come Fabio Bonifacci, autore degli script dei più recenti Si può fare, Diverso da chi? e Oggi sposi, sotto questo punto di vista ha sicuramente raggiunto dei risultati più convincenti.

Pur avendo a disposizione un cast d’attori potenzialmente esplosivo, la di Majo non riesce poi a regalare loro dei personaggi adeguatamente stilizzati, figure che possano in qualche modo consentire una caratterizzazione più spinta verso l’umorismo proprio del genere. Margherita Buy in virtù della sua ormai consumata professionalità riesce ad approfondire la sua svampita Nanà, mentre lo stesso non riescono a fare Fabio VoloFrancesca Inaudi e soprattutto una Luciana Littizzetto sottotono, interpreti comunque per nulla aiutati da figure delineate a grandi linee, accennate ma poi non approfondite. Se Matrimoni e altri disastri poteva rappresentare un qualcosa di originale, in quanto va a cercare un genere comunque raramente esplorato da noi, l’esperimento si rivela purtroppo accademico, poco cesellato, squilibrato nei toni.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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