Ma Rainey's Black Bottom: recensione del film con Viola Davis e Chadwick Boseman

25 aprile 2021
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Uno dei film più premiati dell'anno, Ma Rainey's Black Bottom è una produzione originale Netflix adattamento di una pièce teatrale perfetto veicolo per le performance da Oscar di Viola Davis e il compianto Chadwick Boseman.

Ma Rainey's Black Bottom: recensione del film con Viola Davis e Chadwick Boseman

Ogni questione sociale in America, è una questione razziale. È una massima difficile da smentire, in questi ultimi tempi come non accadeva da molto, come negli anni ’80, quando il drammaturgo August Wilson, due volte premio Pulitzer, considerato il maggiore autore teatrale afroamericano, scrisse due dei suoi maggiori successi. Due lavori portati al cinema recentemente, grazie all’impegno di Denzel Washington, che ha diretto e interpretato Barriere nel 2016, al fianco di Viola Davis, che ha voluto da produttore in Ma Rainey’s Black Bottom, un film Netflix Original diretto da George C. Wolfe, regista fra teatro e cinema.

Siamo negli anni ’20, a Chicago, in quel “nord” che per i grandi musicisti neri del sud era un mondo a parte, in cui venivano ancor più trattati come alieni dagli immigrati polacchi o dagli wasp di sette generazioni. “Vogliono solo la mia voce, non gli interessa niente di me”, è quello che dice Gertrude Rainey, per tutti Ma, diva capricciosa, pioniera e matrona incontrastata del blues, che si fa seguire da un agente e una casa discografica di bianchi, e si è scomodata con la sua toy girl e il giovane nipote balbuziente per incidere un nuovo album. Il mondo sta esplodendo di vitalità dopo la fine della Prima guerra mondiale, i ruggenti Anni venti sono ancora ignari di quello che arriverà a fine decennio con la Grande depressione. È anche dal punto di vista musicale un momento di trapasso, in cui il blues tradizionale, figlio delle sofferenze degli schiavi di colore, quelli legali, ma poi anche di quelli di fatto, inizia a perdere di vitalità e il jazz sfrenato, ballabile e più in linea con la spensieratezza di quegli anni, sta per conquistare i primi posti della classifica e delle platee delle sale da concerto.

Ma Rainey è un idolo che inizierà a sentire la crisi per poi cadere negli anni ’30. È il trombettista Leeve, giovane ambizioso all’interno della band di Ma, a proiettarci verso il futuro delle sette note. È interpretato da Chadwick Boseman, in una performance uscita postuma che fa venire i brividi pensando di aver perso un talento del genere. Tutto fra sala prove e studio di registrazione, il film è un vivisezione senza particolari slanci delle dinamiche relazionali fra neri e bianchi, visti attraverso un prisma solo apparentemente distorto, rappresentato dal successo commerciale dei musicisti black, trattati con inediti salamelecchi, ma solo fino a che servivano a fatturare e vender dischi su dischi.

Ci sono tensioni anche fra di loro, generazionali e caratteriali. I quattro musicisti finiscono presto per ragionare (e rinfacciarsi a vicenda) il modo in cui si comportano con i bianchi “colonizzatori” senza bisogno di colonie. La parola chiave in questo senso è spook, traducibile come aver paura, usato però spesso come termine dispregiativo dal punto di vista dei bianchi, nel riferirsi ai neri. Una parola già al centro di un mirabile romanzo di Philip Roth, La macchia umana, che qui viene usato da Leeve che reagisce a chi nota l’ossequio con cui cerca di piazzare delle nuove musiche “moderne e ballabili” al loro impresario bianco. Lo fa ricordando un dramma tremendo subito dai suoi genitori, quando lui era piccolo. Un peccato originale che è suo, ma anche di tutti i neri d’America, segnati dal fratricidio interno, sempre vivo appena sotto la superficie nella società americana, ancora oggi

Un dramma che impedisce e impedirà anche al giovane di concretizzare le sue speranze per un futuro, di ambire a un sogno americano sensibile al colore della pelle, in un film doloroso eppure di maniera, recitato in maniera ineccepibile, ma incapace di spiccare il volo dal punto di vista cinematografico, rimanendo un po’ soffocato, costretto all’interno del testo teatrale

Ma Rainey's Black Bottom
Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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