Laguna Blu: recensione del film con Brooke Shields e Christoper Atkins che scoprono le gioie del sesso

14 agosto 2020
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Fenomeno di culto all'indomani dell'uscita in sala, Laguna Blu è una love-story che sfiora il soft porno e che ha portato fama e fortuna a Brooke Shields e Christopher Atkins, innamorati su un'isola.

Laguna Blu: recensione del film con Brooke Shields e Christoper Atkins che scoprono le gioie del sesso

Vedere o rivedere Laguna Blu in un contesto temporale diverso dagli anni '80, quando al cinema era tornata una certa pudicizia e nei film adolescenziali si ballavano i lenti e si parlava di pillola anticoncezionale con nonne ultramoderne, è un'esperienza a dir poco meravigliosa, un tuffo in un passato cinematografico che ormai è finito nell'immenso calderone del pop. La prima cosa che viene da dire è che Randal Kleiser, che era il regista del mega-successo Grease, sapeva il fatto suo, conosceva cioè la maniera per accattivarsi la simpatia e la curiosità degli spettatori cinematografici giocando per esempio al soft-porno. In realtà un soft-porno Laguna Blu non lo è e l'unico spettacolo scandalosamente bello da ammirare è una natura lussureggiante e incontaminata. Una natura fin troppo calma, però, niente affatto matrigna né ostile come ci è apparsa in una molteplicità di film di sopravvivenza.

Ma… , e qui casca l'asino, Laguna Blu può essere considerato un film di sopravvivenza? Non esattamente. Ai piccoli Emmeline e Richard non capitano certo le brutte avventure che rendono il Tom Hanks di Cast Away pelle e ossa e quasi pazzo in seguito alla perdita del caro amico Wilson. In più, e questo fa sorridere, i bambini hanno la fortuna di approdare sull'isola che sarà teatro del loro idillio insieme a un cuoco che, prima di uscire di scena (succede all'inizio, non stiamo spoilerando), ha il tempo di insegnare loro come costruirsi una capanna in stile bungalow di un resort ecochic e come pescare con le mani. Il realismo è insomma un illustre sconosciuto per Laguna Blu, perfino nella descrizione dei mutamenti a cui il corpo umano va incontro nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Di questo impianto un po’ favolistico non si può non tenere conto nella valutazione del film, nel quale Emmeline/Brooke Shields tratta con un pappagallo proprio come farebbe Biancaneve se non si trovasse in un bosco ma in un luogo esotico. Anzi è bizzarro che il personaggio non si metta a cantare, anche perché volatili, tartarughe e pesci hanno qui la funzione di una specie di coro greco. E chi sono allora i cattivi di Laguna Blu? I cattivi sono degli indigeni rappresentati come in un libro per bambini dell'800, quindi con la faccia dipinta e dei buffi gonnellini, e intenti a compiere sacrifici umani di fronte a una variante rozza di un menhir. Peccato che siffatti villain intervengano assai poco nell'economia della vicenda, lasciando che la melassa invada il lembo di terra su cui i piccioncini assaporano le gioie del sesso.

E’ proprio quest'ultimo tema, la scoperta del sesso, che attirò tanti spettatori in sala. Con tutto quello che si vede in giro, Laguna Blu oggi appare come un film castissimo, ma 40 anni fa un po’ pruriginoso lo era, e c'era chi comprava il biglietto solo per vedere le parti intime dei due protagonisti mentre nuotavano nudi nell'acqua. Tutto questo fece infuriare l’eminente critico Roger Ebert, che per poco non si lanciò contro lo schermo e che parlò del "peggior film dell’anno". E tuttavia, fra ingenuità e furbate varie (non ultima un'incredibile perizia nel nascondere seni e glutei con capelli e fresche frasche), un discorso intelligente Laguna Blu lo fa, anche alla luce del contesto da cui Emmeline e Richard provengono (l’800). Il film difende la libertà e il crescere secondo l'istinto e il desiderio, e ci racconta come diventerebbero due individui, che certamente partono da buone basi culturali, senza i condizionamenti di una società bacchettona e probabilmente maschilista. Certo, sul quell’isola oggi ci vorremmo stare tutti, lontani dalla tv trash e dai loschi figuri della politica contemporanea, ma questa è un'altra storia.

Nella nostra storia, invece, Brooke Shields non è mai stata così bella ma non si è certo distinta per grandi capacità attoriali, tanto che proprio a lei è andato il primo Razzie Award della storia per la peggior attrice dell'anno. Più a fuoco Christopher Atkins, che non a caso ha ottenuto una candidatura al Golden Globe. Laguna Blu ha avuto persino una nomination all'Oscar: per la fotografia di Néstor Almendros, che poi è l'elemento di maggior pregio del film, se non altro per il modo in cui illumina l'acqua e gli animali, in particolare quelle iguane con la cresta di cui nessuno conosceva l’esistenza prima che Kleiser portasse sullo schermo il romanzo del 1908 La laguna azzurra.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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