La Llorona - la recensione del film guatemalteco

19 febbraio 2021
4 di 5
1

Prosegue da quasi 2 anni il cammino internazionale del bellissimo film guatemalteco La Llorona, vincitore delle Giornate degli autori a Venezia 2019 e adesso nella shortlist degli Academy Awards. La recensione di Daniela Catelli.

La Llorona - la recensione del film guatemalteco

La leggenda della Llorona, la donna che piange, tipica delle regioni del centro e del Sudamericano, ci ha sempre affascinato. Popolarissima in Messico, conosce diverse varianti ed è molto antica, tanto che c'è chi riscontra somiglianze con la Lamia, demone notturno dell'Antica Grecia. Alla base c'è comunque sempre questa idea di una donna che ha annegato i suoi figli, per follia e vendetta, e si aggira velata in prossimità dei corsi d'acqua, dove coi suoi singhiozzi e lamenti attira esseri umani che subiscono la stessa sorte dei figli. È in ogni caso un personaggio doloroso del folclore, condannato a ripetere sempre le sue azioni, in alcuni casi identificata storicamente con la Malinche, la donna che fu interprete e moglie del conquistatore Herman Cortés e per questo considerata una traditrice del popolo atzeco, e ha anche caratteristiche simili al personaggio biblico di Lilith. Dopo esser stata protagonista di episodi di serie tv e di molri film – dal primo horror messicano del 1933 a quello americano, La Llorona – Le lacrime del male, del 2019, questo personaggio soprannaturale torna ne La Llorona di Jayro Bustamante, che dal Guatemala nello stesso anni ha compiuto un vero e proprio viaggio, partendo dall'anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia dove vinse le Giornate degli Autori, per attraversare i festival di tutto il mondo, continuando ad accumulare premi e menzioni, fino ad arrivare a essere il primo film guatemalteco a entrare nella shortlist degli Academy Awards. E con pieno merito.

Bustamante ci porta nel bel mezzo di un paese lacerato dove negli anni Ottanta del secolo scorso si è consumato un vero e proprio genocidio del popolo nativo, i Maya, durante una lunga guerra civile, il cui episodio più noto avvenne nel 1978 ed è il massacro di Panzòs, quando l'esercito aprì il fuoco su una folla di contadini indigeni, compresi donne e bambini, che manifestavano contro i grandi proprietari terrieri e le politiche di esclusione e sfruttamento delle classi più povere. Il regista, che aveva solo 1 anno quando si verificò questa strage, affronta con coscienza civile, rigore e una grande capacità visionaria, attraverso una narrazione che intreccia in modo coinvolgente realtà ed elementi soprannaturali (per questo si parla di realismo magico), un passato con cui il Guatemala, al pari di altri (troppi) Paesi, non ha ancora fatto i conti e che riaffiora dall'inconscio sotto forma di incubo, protendendo le sue crudeli mani sul presente. Si parla di traumi collettivi rimossi per comodità, insabbiati e messi a tacere, le cui vittime - in primo luogo le donne e i loro discendenti - non riescono ad ottenere giustizia.

La storia de La Llorona si svolge durante un processo che divide il Paese e che vede come imputato di genocidio l'ormai anziano generale Enrique Monteverde. Asserragliato nella sua lussuosa villa con la moglie, la figlia, la nipotina, le guardie del corpo e la servitù, viene dapprima condannato dalla giuria a seguito delle strazianti testimonianze di una serie di donne velate, vittime delle violenze militari, una sentenza però ribaltata dall'alto e annullata, che lo rimette in libertà scatenando le proteste popolari. La servitù che si prende cura della famiglia, con l'eccezione della fedelissima Valeriana, abbandona in massa il lavoro per quella che appare dapprincipio come una semplice superstizione, mentre il generale, sempre più paranoico e tormentato da un pianto di donna notturno, è convinto che qualcuno si sia introdotto in casa. Quando ad aiutare Valeriana arriva la giovane e bellissima Alma, una contadina dai lunghi capelli, che fa amicizia con la nipotina del generale e sembra stranamente connessa con l'acqua, le cose diventano sempre più strane.

La Llorona è un film esemplare, costruito con perfetta sapienza sia visivamente con l'alternanza di luci e ombre, giorno e notte, sia sonoramente, con un uso eccezionale di questo elemento, visto che buona parte dell'azione si svolge col continuo sottofondo dei cori e dei tamburi della gente indignata che assedia la villa del protagonista. È un film liquido come l'acqua, che ribalta la leggenda, la cui protagonista non a caso si chiama Alma e rappresenta l'anima straziata di un popolo, in cui galleggia l'inconscio dei protagonisti, come il fiume in cui vengono annegati gli innocenti, con i sensi di colpa e le vigliaccherie del passato che fanno di tutto per far tornare la verità alla luce del giorno. È un film popolato di fantasmi che ci gridano di ascoltarli, perché nessuno lo ha fatto.

Non è un horror in senso stretto, ma al tempo stesso lo è: non c'è il mostro che salta fuori all'improvviso a spaventarci, perché la paura è interiore e il vero orrore non è soprannaturale ma umano. La Llorona dedica inoltre una grande e giusta attenzione all'elemento femminile, in un'identificazione tra il personaggio della leggenda e le donne costrette a piangere lacrime infinite dalla violenza cieca dell'uomo, di cui è piena la storia. Alcune di loro sono state complici: hanno taciuto e fatto finta di non sapere per non perdere il loro status sociale, in nome di un'aberrante ideologia in cerca ovunque di un nemico, pur essendo anch'esse mogli e madri. Altre si risvegliano col dubbio e hanno difficoltà a comprendere che il padre per loro amorevole è un mostro per gli altri. C'è poi l'innocenza dell'infanzia, che non ha pregiudizi ed è quella che rischia di più. Coi suoi straordinari protagonisti (tutti bravissimi, a partire dal protagonista Julio Diaz, un uomo insignificante che esprime alla perfezione il concetto della banalità del male, Bustamante ci mostra con grande perizia le possibilità di un cinema che non conoscevamo, allargando i nostri orizzonti di spettatori e ricordandoci che le storie si possono raccontare in tanti modi e che nelle leggende più spaventose c'è sempre un fondo di verità: la parte oscura dell'essere umano.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento