L'A.S.S.O. nella manica - la recensione della commedia per teenager

19 luglio 2015
3.5 di 5
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Tratta da un libro di Kody Keplinger, è una divertente variazione su un tema classico del genere.

L'A.S.S.O. nella manica - la recensione della commedia per teenager

Le commedie amorose per adolescenti, o come va di moda dire, Young Adult (termine con cui in America si definiscono libri e film diretti al pubblico tra i 14 e i 21 anni), seguono tutte necessariamente una serie di cliché. Spesso tratte da romanzi scritti da adulti, riscuotono gli entusiasmi dei giovani lettori proprio in virtù del pedissequo rispetto di queste regole: dopo una serie di incomprensioni e problemi iniziali, il brutto anatroccolo diventa cigno e conquista il più bello del reame, alla faccia delle stupide bellone popolari che rimangono con un palmo di naso.

Non fa eccezione a queste premesse L'A.S.S.O. nella manica, acronimo inesistente con cui si è tradotto l'originale The DUFF (Designated Ugly Fat Friend), usato dai teenager americani per definire la persona meno attraente e più abbordabile in un gruppo di amici. Quella, per intendersi, che pur non essendo necessariamente brutta o poco interessante come vuole l'espressione, resta sempre in ombra e permette agli altri di risaltare e che viene spesso abbordata solo come mezzo per arrivare alle femmine o ai maschi alfa cui si accompagna.

Nel film di Ari Sandel dal romanzo omonimo di Kody Keplinger (tradotto in italiano col poco attraente titolo “Quanto ti ho odiato”), per quanto sappia di essere diversa dagli altri, la spiritosa Bianca, brillante studentessa, amante del cinema e in particolare dei B-movies di zombi, non si fa alcun problema ad essere quello che è ed è da sempre amica di due ragazze molto popolari. Fino al giorno in cui l'amico d'infanzia Wesley, diventato campione di football del liceo, le rivela en passant, senza pensare di ferirla, la sua condizione di DUFF. Tutte le insicurezze di una ragazza di 17 anni emergono prepotentemente e per superare quella che scopre essere una condizione comune a molti gruppi di amici, è proprio a lui che Bianca chiede aiuto: gli passerà i suoi appunti di chimica se Wesley le insegnerà i trucchi per diventare popolare e conquistare il ragazzo di cui è infatuata. Dopo un disastroso inizio, che la vede diventare protagonista involontaria di un video diventato virale per colpa dell'ex di Wesley che non vede di buon occhio la loro amicizia, Bianca riuscirà a capire se stessa e chi vuole veramente accanto.

Quello che rende diverso questo film da altri del filone di cui dicevamo prima sono la qualità della recitazione e della scrittura, sempre garbata e ironica. Contrappuntata da continui riferimenti alla tecnodipendenza dei ragazzi di oggi, è una commedia brillante che non guarda i giovani con condiscendenza ma si mette al loro livello ed è in grado di far ridere e riflettere anche chi ha figli di quell'età. Anche se i protagonisti hanno tutti almeno 10 anni in più della loro età nel film, non lo si nota affatto, tanto sono affiatati e credibili nei panni dei liceali. Soprattutto Mae Whitman, ex attrice bambina nota in America anche come doppiatrice (è sua la voce di Trilly nei film originalii), che molti ricorderanno anche nella serie Parenthood, col fisico rotondetto e la faccia buffa di una ragazza normale, sprizza energia e simpatia da tutti i pori e non rende imbarazzante e poco credibile il lieto fine. Con lei ha un'ottima alchimia il canadese Robbie Amell (The Tomorrow People, The Flash), mentre tra gli adulti nel ruolo della mamma guru la sempre strepitosa Allison Janney si impone su tutti.

Gran parte del merito, a parer nostro, sta nella regia sicura e fresca di Ari Sandel, che ha vinto l'Oscar e numerosi altri premi col corto del 2005 West Bank Story. Alla sua prima regia hollywodiana, dimostra che non importa quanto una storia possa sembrare scontata o già vista: se ci si crede abbastanza e si ha il talento necessario, si può riuscire a renderla nuova e originale, tanto da dare l'impressione che a tratti aleggi sui suoi protagonisti il fantasma benevolo di John Hughes.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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