Kissing Gorbaciov: la recensione del documentario sull'incredibile incontro tra punk rock italiano e sovietico nel 1988

26 novembre 2023
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Di grande interesse storico e musicale il documentario Kissing Gorbaciov, di Andrea Paco Mariani e Luigi D'Alife, che riunisce i CCCP, i RATS e altri gruppi punk rock italiani per raccontare un incredibile scambio musicale nato nel 1988 in Salento ed esportato nell'URSS. La recensione di Daniela Catelli.

Kissing Gorbaciov: la recensione del documentario sull'incredibile incontro tra punk rock italiano e sovietico nel 1988

Melpignano, una cittadina in provincia di Lecce, in un Salento ancora rurale e non scoperto dal turismo, con poco più di 2000 abitanti, ben prima del successo de La notte della Taranta (ideata proprio da uno dei creatori dell'evento di cui parliamo). L’anno è il 1988, quando un gruppo di giovani, tra cui il sindaco Antonio Avvantaggiato, eletto nelle liste del partito Comunista Italiano, con Sergio Blasi e Antonio Princigalli, deciso a svecchiare le iniziative culturali, ha l’idea di un festival rock, Le Idi di Marzo, in cui invitare gruppi italiani e… sovietici. Sembra un’idea bizzarra, ma è l’era di Michail Gorbaciov, segretario del partito comunista sovietico, l’uomo che dal 1985 lavora per la glasnost, la trasparenza, e la democrazia, incrinando le ferree fondamenta di un regime che inizia a mostrare la corda dopo quasi 70 anni di assoluto potere. La proposta proposta presentata dai nostri all’Ambasciata russa a Roma piace al punto che Gorbaciov decide di finanziare il festival e l’incredibile diventa realtà. In due torridi giorni di luglio, in un piccolo stadio di paese polverosissimo, per la prima volta arrivano in Europa gruppi rock russi sconosciuti e fino a poco tempo prima semi clandestini come i Televizor, gli Igre, i Sekret e altri (con incursioni nel country e in altre imbarazzanti variazioni sul tema). Ma soprattutto arrivano gli eroi del punk rock italiano, a partire da quelli che all’Unione Sovietica si ispirano fin dal nome, i CCCP Fedeli alla Linea di Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, la performer/soubrette/ballerina Annarella (Giudici) e il suo corrispettivo maschile, Danilo Fatur, fino ai RATS, Mista & Missis, i Litfiba e altri oggi dimenticati.

Potrebbe finire tutto in due squinternate serate, seguite però da giornalisti musicali nazionali, se gli italiani appena qualche mese dopo non ricambiassero la cortesia volando a Mosca e Leningrado per esibirsi in una serie di concerti, durante una settimana nella quale possono finalmente entrare nel paese che è stato ammantato in Italia, nonostante tutto, di un alone leggendario. Nella capitale respirano un’aria di disfacimento, riconoscono i sintomi del crollo di un impero. Del resto di lì a un anno verrà abbattuto il muro di Berlino e l’Unione Sovietica si dissolverà nel 1990: tra vecchio e nuovo, si esibiscono di fronte a una platea di giovani e inconsapevoli soldati dell’Armata Rossa, che si alzano con la mano sul cuore quando i CCCP intonano uno dei loro cavalli di battaglia, A ja ljublju SSSR, sulle note dell’inno sovietico, in uno dei momenti più surreali del tour, assieme alle esibizioni sadomaso di Annarella e Fatur e alla performance/striptease da Matrioska della prima nella Piazza Rossa. A San Pietroburgo, all’interno di un vero club rock, l’atmosfera è più normale, le differenze si stemperano e nel viaggio per raggiungere la città più colta e occidentale dell'Unione Sovietica, i gruppi si avvicinano, dopo le liti a Melpignano per il palco, Ferretti stringe i rapporti con Piero Pelù (che infiamma il pubblico in sala) e Maroccolo, che poi lascerà i Litfiba assieme a Ringo De Paola e Antonio Aiazzi per unirsi ai CCCP e futuri CSI (sarà questo il motivo per cui se ne parla ma non compaiono in Kissing Gorbaciov?).

Se tutto questo raccontato fa già un certo effetto, il documentario di Andrea Paco Mariani e Luigi D’Alife - finanziato in parte col crowdfunding e prodotto da SMK Factory, in collaborazione con AAMOD - Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission, e distribuito da OpenDDB - fa molto di più. Ad esempio ripropone i video ritrovati non solo delle esibizioni di Melpignano, ma anche quelli, girati da Giovanni Lindo Ferretti, dei concerti russi, e rimette insieme per l’occasione gli originali CCCP Fedeli alla linea, facendo loro vedere, per la prima volta dopo 40 anni dalla formazione del gruppo, nella stalla di Cerreto di Ferretti, l’esperienza fatta insieme 36 anni fa. E’ bello rivederli come se si fossero lasciati pochi giorni prima, nonostante le diverse strade ideologiche e politiche che il frontman del gruppo, oggi 70enne, ha abbracciato in seguito. Le loro reazioni, spontanee, divertite, affiatate, gli aneddoti che raccontano, da sole basterebbero a fare il film. E invece ci sono anche i testimoni dell’epoca, i giornalisti musicali Alba Solaro, Gino Castaldo e Francesco Costantini, a dare la loro versione degli eventi di cui furono testimoni, e lo storico del rock russo Artemi Troitsky, autore del fondamentale e introvabile “Compagno rock”.

E’ un tuffo del passato non intriso - come avrebbe potuto essere - di una sterile nostalgia per un’epoca turbolenta, che avrebbe visto le illusioni di speranza, libertà e democrazia create dall’abbattimento del Muro di Berlino e dalla dissoluzione dell’Impero Sovietico, infrangersi nei nazionalismi e nelle smanie di ricchezza e benessere, chimere illusorie offerte dal capitalismo. Oggi sappiamo tutti come è andata a finire, ma il messaggio vitale del film è che la musica, la musica ribelle, per dirla con Eugenio Finardi, ha rappresentato per quella generazione il meglio di quell’anelito di libertà e rivoluzione che oggi sembra assopito. E se a molti degli spettatori più adulti quel ricordo farà spuntare una lacrimuccia all’angolo dell’occhio, ai più giovani potrebbe far capire molto di più del mondo in cui oggi viviamo. Kissing Gorbaciov è un documento storico, sociologico e musicale imperdibile: dopo l’anteprima al Festival dei Popoli, è partito in un tour il varie tappe il 24 novembre, noi vi consigliamo di vederlo se arriverà dalle vostre parti e di richiederlo se non lo farà: qua l’elenco delle sale, in aggiornamento, che lo proietteranno.

(foto Michele Lapini/SMK Factory)



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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