Immortals - la recensione del film di Tarsem Singh

10 novembre 2011
2.5 di 5

Immortals, la recensione del film di Tarsem Singh con Henry Cavill, Freida Pinto e Mickey Rourke, dal 11 novembre al cinema

Immortals - la recensione del film di Tarsem Singh

Immortals - la recensione del film di Tarsem Singh


I film sugli dei dell'Olimpo sono sempre stati divertenti, nel senso anglosassone di entertaining. E visto che sono tornati di moda, come hanno dimostrato Scontro tra Titani e Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo, aspettavamo con una certa curiosità la versione di Tarsem, autore finora di due soli, bellissimi film (The Cell e The Fall). Il problema principale in Immortals sta nel copione, scritto dai fratelli greco-americani Parlapanides, che provengono dalla scena indipendente.
Non sappiamo cosa sia successo sul set di questo film, ma è facile immaginarlo quando lo stesso press-book riporta la notizia che la versione finale della sceneggiatura è arrivata pochi giorni prima dell'inizio delle riprese: da un lato Gianni Nunnari e Mark Canton, decisi a bissare il successo di 300 ( e fare un dispetto al suo regista, bruciandogli la presentazione del nuovo Superman, Henry Cavill, qua al primo ruolo da protagonista) riproponendone le atmosfere e la violenza splatter; dall'altra il regista Tarsem che arriva con la sua cartellina piena di riproduzioni del Caravaggio e un'idea esclusivamente visiva del film.
Tira e molla, i produttori non ottengono esattamente quello che volevano, ma un singolare mix tra una quest fantasy, un film bellico e un torture porn, dipinto dall'occhio fantasioso e barocco di Tarsem, con un inevitabile sguardo all'estetica gay di Tom of Finland (forse qui più presente che altrove): corpi nudi in pose plastiche e pettorali in bella vista. Come gli amanti della mitologia sicuramente già sapranno, in Immortals Teseo combatte con un Minotauro che non è quello del labirinto e di Arianna e i Titani non sono 12 ma una legione sterminata, più simili ad orchetti ipercinetici che alle creature della leggenda. Da uno di essi prende il nome Iperione, il sovrano/serial killer rappresentato con animalesco fascino da Mickey Rourke.
Il riferimento citato esplicitamente dai realizzatori è Charles Manson, ed è indubbio che l'attore emani davvero puzza di zolfo: la presentazione del suo regno fa assomigliare la Sparta di 300 a Disneyland. Dalla presenza del Toro di Falaride perennemente acceso e “abitato” da vittime, ai corpi appesi e straziati come nel regno del colonnello Kurtz, al cielo nero che ricopre un mondo senza colore, una Mordor peggiore dell'originale. Più spietati degli spartani, i suoi seguaci indossano maschere brutali e portano sul volto sfregi che sono il segno degli artigli taurini. L'Iperione del film giustifica la sua ribellione agli dei con il fatto che loro hanno abbandonato i suoi cari “rapiti da severo morbo”, come si diceva un tempo. Ma è difficile immaginare tanta malvagità come frutto di qualche dolore: Mickey Rourke tratteggia in modo veramente geniale un sociopatico senza lati positivi e di assoluta verosimiglianza.
Nel film c'è di tutto, e si dibatte di tante cose, sia pure superficialmente: libero arbitrio, fede, lealtà, coraggio. Teseo è un eroe agnostico, mentre Iperione è decisamente ateo. Ma quando gli dei appaiono loro, sono costretti a ricredersi. E qui casca l'asino. Tarsem sceglie di rappresentare degli dei giovani e belli, tutti d'oro addobbati, arroccati in un Olimpo che sembra più triste e solitario del mondo sottostante. Ma gli attori chiamati ad interpretarli non riescono ad emanare nessun senso di regalità o carisma, a partire dallo Zeus di Luke Evans, che arriva al top della scala gerarchica (era Apollo in Scontro tra Titani). Non è nemmeno colpa loro: forse sarebbe stato meglio in questo caso ricorrere alla computer graphic per creare delle figure ultraterrene più imponenti e memorabili. Freida Pinto nel ruolo della sibilla Fedra ha un ruolo poco più che decorativo, come spesso avviene in questi film che sono un concentrato di testosterone.
Non si sa cosa manchi a Immortals per sorprendere o destare meraviglia nello spettatore: probabilmente non è nemmeno questione di budget, visto che riuscivano a farlo i monster-movies mitologici a bassissimo costo con le creature di Ray Harryhausen. Quanto a Henry Cavill, dopo aver constatato che possiede il physique du role dell'Uomo d'Acciaio, aspettiamo di vederlo alle prese con mostri e nemici moderni, prima di pronunciarci sulle sue altre qualità. Su una cosa gli autori non hanno risparmiato: sui mille sgradevoli modi per uccidere un essere umano o divino. Molti si divertiranno per le bizzarre trovate degli autori, e la lunga sequenza di mutilazioni, automutilazioni, decapitazioni e squartamenti che si moltiplicano nello scontro finale coi Titani, ma noi che siamo cresciuti alla scuola del “troppo stroppia”, avremmo preferito un uso del digitale più parsimonioso. Certo non ci siamo annoiati, ma ci resta il rimpianto di vedere il talento di Tarsem piegarsi alle ragioni di mercato ed emergere solo in pochi ispirati momenti. Scopriremo l'11 novembre, data di uscita contemporanea di Immortals in tutto il mondo, se i risultati al box- office premieranno Nunnari e Canton. A Tarsem, per rifarsi, resta comunque Mirror Mirror, suo quarto film, in cui passa dal mito greco alla fiaba di Biancaneve: un progetto che ci sembra maggiormente affine ai suoi interessi e più nelle sue corde.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento