Il venditore di medicine Recensione

Titolo originale: Il venditore di medicine

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Il venditore di medicine: la recensione del film con Claudio Santamaria

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Il venditore di medicine: la recensione del film con Claudio Santamaria

Ci sono storie che non vorremmo mai ascoltare, storie che restituiscono una realtà inaccettabile che ci allontana da ogni forma di campanilismo, trionfalismo e orgoglio nazionale; storie che, come ci insegna Il venditore di medicine, sono però necessarie, perché solo da una durissima presa di coscienza può scaturire l’impulso al cambiamento.

La scomoda verità di cui Antonio Morabito si fa ambasciatore nel suo secondo lungometraggio è la corruzione delle industrie farmaceutiche, un argomento che un filmmaker abituato al documentario avrebbe potuto tranquillamente affrontare in un’inchiesta, alternando le consuete interviste a vittime e testimoni dei misfatti a incursioni nei “luoghi del peccato”.

Invece il regista sceglie il genere che meglio si adatta alla corsa verso la l’autodistruzione di un personaggio che si muove al di sopra della soglia della morale: il thriller. Il racconto dell’avverarsi del suo ineluttabile destino è infatti serrato e teso, claustrofobico nonostante l’ampiezza di alcuni spazi e sempre più angosciante, mano a mano che il protagonista si riduce a un topo in trappola.

Nei confronti di questo personaggio, che non ha l’allure del grande villain ma la meschinità della “piccola pedina”, l’atteggiamento di Morabito è ambiguo e altalenante.
I pochi momenti in cui lo commisera e lo capisce, pur senza giustificarlo, sono i migliori del film, perché restituiscono una maggiore impressione di verosimiglianza.
In altre scene la cattiveria di Bruno diventa eccessiva e immotivata, spingendo Il venditore di medicine nella direzione di un horror alla Rosemary’s Baby.
Forse però, quando si parla di malattia e di farmaci chemioterapici tanta durezza è giustificata, soprattutto se per la grettezza non esiste una punizione.

Claudio Santamaria è l’anima de Il venditore di medicine e fa bene il suo lavoro di attore, lavorando sulla paura e sullo smarrimento. Anche Isabella Ferrari è brava a interpretare una capo area algida e aggressiva.
E poi c’è il pittoresco girone dantesco dei medici venduti, dei politicanti fintamnte altruisti e dei professoroni malati di superomismo…
Possibile che l’Italia si sia ridotta cosi?
Certo che è possibile: non ci resta che correre rapidamente ai ripari.


Il venditore di medicine
Il trailer ufficiale del film - HD
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Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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