The Last Face: recensione del film di Sean Penn in concorso al Festival di Cannes 2016

20 maggio 2016
1.5 di 5
13

Film autoassolutorio e patinato, buono per i galà umanitari e il pubblico delle anime belle.

The Last Face: recensione del film di Sean Penn in concorso al Festival di Cannes 2016

Wren Petersen è la figlia del fondatore di un'associazione umanitaria in stile Medici senza frontiere, che ora la dirige, e che si è prestata al lavoro sul campo in Africa, lasciando gli uffici e la politica di Ginevra per spirtito umanitario ma soprattutto per amore. Miguel Leon è uno che sul campo ha lavorato praticamente tutta la vita, un orfano diventato ottimo medico, un po' sciupafemmine, che conosce gli orrori della guerra e i piaceri della carne, affrontando entrambi col sorriso sulle labbra, spesso ma non sempre.
Wren e Miguel, di fronte all'ennesima emergenza straziante da affrontare, litigano. Lei vorrebbe tornare a Ginevra (e lo farà) perché non si può mica andare avanti così: il mondo va sensibilizzato, l'Occidente deve intervenire per fermare guerre e massacri, la politica umanitaria è necessaria; lui, invece, disincantanto, pensa che le cose cambieranno solo coi tempi dell'evoluzione, e che tutto quello che si può fare è salvare una vita alla volta, e restituire le persone alla vita che gli è toccata in sorte, per amare, giocare, danzare e sopravvivere pure nel mezzo dell'orrore.

Ci sono i medici, ci sono i politici, e ci sono i registi. Registi come Sean Penn, che ogni tanto vanno sul campo a vedere come funzionano le cose, e poi tornano a casa, e poi fanno dei film dal Grande Tema, per gli occhi degli spettatori che devono vedere, sapere, soprattutto piangere.
Film come The Last Face, con due belli bellissimi come Charlize Theron e Javier Bardem sempre perfettamente coiffati e plastici, anche in mezzo ai corpi, al dolore, ai guerriglieri e ai raid. Con ettolitri di sangue finto e l'estetizzazione pornografica della violenza, con gli sguardi languidi dei due amanti che in sorte hanno ricevuto destini diversi, ruoli diversi, attitudini diverse. Con gli accumuli di sventure, e i personaggi messi lì perché sai benissimo che sono destinati a fare una brutta fine dopo che te li hanno fatti conoscere e ti ci han fatto affezionare. Con le case bellissime e le baraccopoli più luride, la fotografia patinata e la musica solenne e onnipresente. Con le didascalie all'inizio che, in quel contesto lì, parlano della "brutalità dell'amore", e i climax emotivi un tanto al chilo. Con il voice over sussurrato della Theron, e i primissimi piani, e i dettagli, e la natura, e la narrazione frammentata ed ellittica, e le battute letterarie e goffe, nemmeno Sean Penn, adesso, volesse fare Terrence Malick.

Ci sono questi film qui, c'è The Last Face, e tu non sai bene cosa fare, dove guardare, cosa scrivere.
Non sai se ridere o piangere, non sai se valga nemmeno la pena di sottolineare la strisciante immoralità di un racconto di questo tipo, perché poi tanto c'è il tema, c'è il Grande Tema: l'Africa, con i suoi conflitti barbari e sanguinosissimi, la tragedia straziante (per davvero, quella vera) di orrori da far girare lo stomaco, e la tragedia delle donne, dei bambini, degli uomini, che muoiono lì o cercano di scappare, mentre qualcuno qui dice “rimandiamoli a casa loro”.
E però proprio perché qui le cose sono serie, e con tutta la teoria della relatività del mondo anche il cinema, a Cannes come altrove, è una cosa abbastanza seria, certe cose le devi dire. Lo devi dire, che non si fa così, che non va bene. 

The Last Face, buono per i galà dell'UNICEF, dell'AMFAR o dell'UNHRC, per quelle cose dove Charlize Theron (donna-idea che per sua stessa ammissione diventa "reale" solo grazie all'amore per un uomo: femministe, faite le vous jeux) va a fare il suo discorsino sponsorizzato kleenex, nelle scene che aprono e chiudono, tra due cuscini lussuosi e rassicuranti, tutto il film e l'uso strumentale e autoassolutorio del suo Grande Tema.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento