Il matrimonio che vorrei - recensione della dramedy con Meryl Streep e Tommy Lee Jones

17 ottobre 2012
3 di 5

Grazie a un uso originale e nuovo di tre mostri sacri americani, David Frankel racconta con delicatezza la vulnerabilità di una coppia in crisi.

Il matrimonio che vorrei - recensione della dramedy con Meryl Streep e Tommy Lee Jones

Prendete l'intensa Meryl Streep e il cowboy texano Tommy Lee Jones e mescolateli con il buffo Steve Carell, aggiungete poi un matrimonio trentennale in crisi e un pizzico di terapia di coppia.
Qualsiasi cosa otterrete seguendo alla lettera questa ricetta, sarà un film completamente diverso da Il matrimonio che vorrei di David Frankel.
In barba a una Hollywood siliconata e gerontofoba, e in linea con le cosiddette dramedy sull'amore a sessant'anni, il regista de Il Diavolo veste Prada evita infatti la facile strada della commedia un po' pepata o del melodramma lacrimevole, preferendo raccontare una storia di incomunicabilità e di vulnerabilità.
A renderla diversa dalle altre non sono tanto le dinamiche prese in esame, quanto l'uso, ai limiti del miscasting, degli attori che dovranno farla sembrare vicina e universale. Spieghiamo meglio.

Negando a  Steve Carell ogni possibilità di far ridere, chiedendo a Meryl Streep di chiudersi in imbarazzati silenzi e individuando in un Tommy Lee Jones goffo e tirchio il motore della comicità, Frankel prova a spiazzare lo spettatore, allontanandolo da cliché che ha finito per introiettare e invitandolo a stendersi sul divano dello psicanalista per seguire, con curiosità e un pizzico di voyeurismo, il riavvicinamento di due coniugi un tempo innamorati.
Ovviamente, nonostante la bravura dei protagonisti e la misura dei dialoghi, non tutti si lasceranno tentare, a cominciare da chi liquida Freud e soci come ciarlatani. Ma non importa, perché al di là delle varie sedute, ciò che si coglie e che conta nella storia di Kay e Arnold sono timidi lampi di profonda verità, impercettibili sfumature di umanità raccontate sempre con integrità e candore.

E’ un film delicato Il matrimonio che vorrei, un’opera attuale che ribadisce l’importanza dei piccoli gesti come unico possibile antidoto alla mancanza d'attenzione. E poi ci si diverte, molto e inaspettatamente, grazie a una serie di scene che però non vogliamo e non possiamo raccontare.





  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento