Il Drago Invisibile Recensione

Titolo originale: Pete's Dragon

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Il drago invisibile: la recensione della nuova versione della storia Disney con Robert Redford

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Il drago invisibile: la recensione della nuova versione della storia Disney con Robert Redford

Il cinema della Disney non è solo legato all’animazione, ma anche alle storie per famiglie, garbate versioni fantasy di vicende dickensiane, con i bambini nel ruolo degli sfruttati che riescono a superare infanzie terribili. In loro aiuto spesso animali, nel caso di un classifico del 1977 addirittura un drago; molti di voi ricorderanno Elliott, il drago invisibile, immancabile parabola sull’amicizia e il superamento della diversità compagno tradizionale dei palinsesti televisivi delle feste. Realizzato a tecnica mista, live action e animazione, con molti momenti musical.

In periodo di remake assurti a teorema assoluto, la Disney con Il drago invisibile ha rimesso le mani su quel classico riproponendo la semplicissima idea di partenza - l’amicizia fra un bambino orfano e un drago - evitando i numeri musicali, ma cercando di riproporre una vicenda cristallizzata nell’infanzia, senza azzardare aggiornamenti di qualche tipo ai nostri anni. Un periodo della vita in cui ogni cosa può diventare un’avventura magica, e sembrare del tutto naturale, senza il pregiudizio che si insinua con gli anni.

L’ambientazione rurale aiuta a mantenere un senso generale poco contemporaneo: dalle macchine alle case. Robert Redford è un anziano intagliatore di legno che da decenni racconta ai bambini del Paese la storia di un drago che si nasconde nei boschi. La figlia Grace, Bryce Dallas Howard, è una guardia forestale e se l’è sentita raccontare da sempre, rimanendo sempre totalmente scettica. Per lei è una leggenda, fino a che non incontra il piccolo Pete, 10 anni, che dice con assoluta certezza di vivere nella foresta con un gentile drago di nome Elliott. Le descrizioni del gigante sono simili a quelle mai credute del padre, tanto che tutta la famiglia - con il decisivo aiuto del candore della figlia undicenne Natalie - si metterà in cerca della creatura. Le motivazioni sono diverse: c’è chi lo fa per farne una creatura da circo e monetizzare la cattura, chi invece si immedesima in Pete, sognando la possibilità di tornare bambino, di sognare un’amicizia pura e disinteressata.

Ogni istinto insito nei legami famigliari viene messo in moto: quello di protezione del padre/nonno, quello materno di Grace, quello dei bambini in cerca di quello che ritengono giusto. Il drago invisibile è uno di quei film in cui l’antagonista in fondo non è così cattivo, semmai aveva interpretato male la duplice qualità del drago: quella di incendiare chiunque e qualunque cosa, ma anche quella di farci volare sul suo dorso. Se nell’originale le fattezze animate di Elliott erano da irresistibile tenerone, in questa nuova versione la computer grafica ha ricreato una creatura ferale, capace di slanci d’amore assoluto verso il bambino cui ha fatto da chioccia, ma anche di reagire come ogni animale, violentemente, laddove aggredito dagli uomini.

Garbatamente fuori dal tempo è una favola morale nobilitata da un cast convincente e da una così evidente facilità nello schierarsi con il bene, nello scegliere la cosa giusta da fare, che in quest’epoca di complesse contorsioni etiche risulta una visione confortante, eppure malinconica.

Il Drago Invisibile
Trailer italiano ufficiale - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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