Il cavaliere oscuro - la recensione del film di Christopher Nolan

23 luglio 2008
4

Incassi record, pubblico in delirio, critica entusiasta. Davvero Il cavaliere oscuro merita questo tipo di accoglienza? La merita eccome, per il suo essere intrattenimento intelligente, per la capacità di raccontare personaggi complessi e affascinanti, per gli stimoli che impone allo spettatore. E sì, anche per un Heath Ledger straordi...

Il cavaliere oscuro - la recensione del film di Christopher Nolan

Il cavaliere oscuro - la recensione

Bigger. Better. Darker. Non solo Il cavaliere oscuro rappresenta un ulteriore e netto passo in avanti rispetto al primo film dedicato al personaggio da Christopher Nolan, Batman Begins, ma è anche un film che conferma definitivamente l’inglese come autore intelligente, felicemente ambizioso e coraggioso, ricco di talento. Un film in grado anche di ridefinire il concetto stesso di blockbuster.

Nessun altro regista di cinecomic infatti è stato finora capace come lui di mediare ed esaltare al tempo stesso le caratteristiche e le necessità spettacolari del cinema hollywoodiano con una stratificazione di temi e contenuti di raro spessore, sociale e politico. In questo Il cavaliere oscuro si dimostra un film ambivalente e duale proprio come il suo protagonista. Un protagonista lontanissimo dallo stereotipo dominante dell’eroe hollywoodiano: un vero e proprio anti-eroe, un personaggio tormentato e ricco di ombre, in grado di abbracciare volontariamente la propria natura ambigua e persino il ruolo di perdente, di sollevare con tutto il film interrogativi etici e morali tutt’altro che facili e banali.

Affascinante, mozzafiato, cool e tecnicamente impeccabile, Il cavaliere oscuro è infatti soprattutto un film intelligente e frutto di un’osservazione attenta e mai superficiale della realtà che ci circonda, come individui e come società. La Gotham City di Nolan è idealmente, sociologicamente, politicamente e persino geograficamente una sintesi del mondo contemporaneo. Un mondo dove è il caos a dominare, squassato da disastri, egoismi, corruzione e criminalità. Un mondo bisognoso di speranze e di ritrovare nuovi punti di riferimento collettivi ed individuali dopo la sparizione di quelli tradizionali.

Ed è da questo mondo che vengono partoriti personaggi tragici, folli ed eroici come quelli che affollano la narrazione del Cavaliere oscuro. Dal ventre di Gotham (e quindi del mondo in cui viviamo) possono emergere solo figure polarizzate, tormentate e schizofreniche come Bruce Wayne ed il suo alter-ego mascherato, eroi senza macchia solo presunti come Harvey Dent, schegge dalla lucidissima follia come il magnetico e sconvolgente Joker di Heath Ledger, un vero e proprio buco nero della morale e dello sguardo, incarnazione di un male tanto estremo quanto, sotto sotto, familiare a tutti noi.

Non a caso, e non a torto, il regista ha definito il Joker come il catalizzatore di tutto il film: fin dalla sua prima apparizione in un incipit avvincente ed insolito, il personaggio di Ledger – protagonista di una performance straordinaria, sia detto una volta per tutte; e la sua morte non c’entra un bel niente – si fa centro e motore dell’azione, perno insostituibile di un coinvolgimento emotivo che attraversa trasversalmente e tridimensionalmente i personaggi ed il pubblico, per via di un processo sempre più esasperato di disvelamento delle false sicurezze e convinzioni delle quali si ammanta l’individuo contemporaneo, spettatori compresi.

Perché il Joker non è tanto l’aberrazione disumana, quanto quella tendenza al caos e al nichilismo che è parte integrante e spesso rimossa della natura umana. Ed ecco che allora, grazie al Joker (ma non solo), Il cavaliere oscuro diviene un film dagli echi epici e shakespeariani, nel quale vengono indagate la morale e l’etica, l’abbattimento delle barriere tra pubblico e privato, il rapporto tra establishment e cittadinanza comune. Fino ad un finale splendido e drammatico, costruito su paradossi e contraddizioni: quelle contraddizioni ineludibili con le quali ci dobbiamo (o dovremmo) confrontare quotidianamente.

Contraddizioni che Nolan si limita ad osservare e riportare, negandosi con intelligenza il ruolo del regista demiurgo con tutte le risposte in mano e lasciando che invece sia lo spettatore a farsi carico delle domande e delle eventuali risposte. E al giorno d’oggi un blockbuster che stimoli il cervello invece di spegnerlo e annichilirlo non è solo cosa rara. È una cosa preziosa.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento