Hunger Games Il Canto della Rivolta Parte 2: la recensione

19 novembre 2015
3.5 di 5
298

Oltre ai tanti strati di lettura, ciò che resta davvero è una storia intensa ed emozionante.

Hunger Games Il Canto della Rivolta Parte 2: la recensione

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 ricomincia esattamente da dove termina il precedente capitolo, senza interrompere la storia narrata nel terzo libro di Suzanne Collins. Siamo nella struttura segreta dei ribelli, nel sottosuolo del 13° distretto. Peeta è stato recuperato e messo in salvo, eppure Katniss è costretta a tenere le distanze perché qualcosa in lui è drasticamente cambiato. Il subdolo Presidente Snow, anziché ucciderlo, gli ha fatto il lavaggio del cervello innestando nella sua testa la convinzione che Katniss Everdeen sia il male e debba essere eliminata.

La saga di Hunger Games è cresciuta a dismisura sotto ogni profilo. Dal primo film, quasi un low budget movie rispetto a quest’ultimo, abbiamo visto giovani attori maturare diventando star, su tutti l’impressionante Jennifer Lawrence che nel frattempo ha vinto un Oscar per Il lato positivo. Altri attori di riconosciuta fama mondiale si sono aggiunti strada facendo. La regia di Francis Lawrence ha garantito il salto di qualità in termini artistici dal secondo capitolo in poi. Narrativamente si sono moltiplicati i livelli di lettura e gli argomenti trattati, le riflessioni e le sottotrame, i destini dei numerosi personaggi. Destinati ad un pubblico giovane, i film di Hunger Games si sono aperti una breccia nel pubblico di ogni età assumendo un’importante identità, quella di essere uno dei meno scontati e banali blockbuster in circolazione.

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2  continua l’esplorazione dei territori precedenti, dalla cieca malvagità della tirannia capitalistica di Panem, alle contraddizioni dei riottosi ribelli, fino al lato oscuro della democrazia. I media usati per manipolazione collettiva e propaganda sono sempre presenti, così come la riluttanza alla leadership di Katniss. E a proposito di contraddizioni è la presidente dei ribelli Alma Coin, interpretata da Julianne Moore, a trasudarne parecchie, a capo di una popolazione di insurrezionalisti in cui tutti sono uguali senza distinzioni, tuttavia con qualcosa di incolore. A cominciare dal grigio delle tute che indossano. La Collins, come abbiamo appurato precedentemente, riscrive pezzi di storia recente dell'umanità pescando molto dal fascismo e comunismo che hanno imperversato nel secolo scorso, ambientandoli nel suo futuro post-apocalittico.

Eppure ciò che colpisce guardando il film è l’emotività della storia che il film riesce a mantenere intatta fino alla fine. Intensità ed emozioni non abbandonano mai i personaggi, neanche nelle concitate sequenze d’azione durante la marcia verso Capitol. Come dentro un imbuto, il film arriva a conclusione sciogliendo le riserve soprattutto su di lei, il personaggio cardine. Katniss riesce a liberare le proprie emozioni che letteralmente esplodono una scena a pochi minuti dalla fine. E finalmente a trovare davvero se stessa, forse per la prima volta.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento