Giulietta degli spiriti

Giulietta degli spiriti

( Giulietta degli spiriti )
Voto del pubblico
Valutazione
4.1 di 5 su 13 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1965
Paese: Italia
Durata: 120 min
Distribuzione: Cineriz, Domovideo, Mondadori Video, Multigram
Giulietta degli spiriti è un film di genere drammatico del 1965, diretto da Federico Fellini, con Giulietta Masina e Sandra Milo. Durata 120 minuti. Distribuito da Cineriz, Domovideo, Mondadori Video, Multigram.

TRAMA GIULIETTA DEGLI SPIRITI

Giulietta degli spiriti, film diretto da Federico Fellini, racconta la storia di una signora dell'alta borghesia romana, Giulietta Boldrini (Giulietta Masina). La donna è sposata con Giorgio (Mario Pisu) e la coppia è prossima a festeggiare il loro anniversario di matrimonio nella loro villa a Fregene. Il loro legame, però, non è più solido come un tempo, infatti, secondo lei, il marito spera ancora di trovare un nuovo amore. La cosa manda Giulietta in crisi e, non avendo nessuno con cui confidarsi, decide di affidarsi allo spiritismo, partecipando ad alcune sedute e consultando un veggente. In seguito su consiglio della sorella, decide di far seguire Giorgio da alcuni investigatori, così da provare un suo tradimento.
Di fronte alle prove inconfutabili che suo marito vede un'altra donna, Giulietta si smarrirà totalmente nella disperata ricerca di una soluzione. Ma col tempo la donna capirà che c'è solo un modo per mettere fine a questa dolorosa situazione: lasciare Giorgio e reagire senza abbattersi, grazie all'aiuto di una psicoanalista.

CRITICA DI GIULIETTA DEGLI SPIRITI

"La vena del film è barocca, ridondante, perfino congestionata: in alcuni parti, come nella festa di Susy, ci induce addirittura un vago senso di nausea. E' facile ammirare la continua ricarica delle invenzioni, la capacità di creare un universo assurdo (...). E' altrettanto facile rilevare, a tratti, una certa opacità che prende sopravvento (...). Il sentimento di chi a metà di un viaggio perde fiducia nel raggiungimento della meta". (Tullio Kezich, "Panorama", 30 ottobre 1965)."Una bellezza turgida e un po' ambigua, un sovrabbondare di immagini corposamente deliranti, un riverbero di manichini, spiriti, donne impennacchiate, bimbi; con le inquadrature mirabilmente affastellate di corpi e d'ombre. Fellini, liberato ormai dalle preoccupazioni ironico-realistiche degli esordi, si abbandona qui del tutto ai suoi istinti più profondi, che la maturità ha rivelato senza più inibizioni, così come gli spiriti rivelano a Giulietta 'liberata' le sue paure, i suoi fragili legami che un tempo le parevano così importanti, decisivi. Ecco il senso panico della natura in Fellini, la sua visione del mondo ironico-paganeggiante. Il suo amore per il gioco incontrollabile della memoria perduto verso le caligini magiche dell'infanzia, inteso tuttavia ad una religiosità disarmata e disponibile". (Claudio G. Fava, "Le camere di Lafayette" in "La Rassegna Editrice", Roma, 1974)."Non c'è da stupirsi se la povertà e il manicheismo di questa mitologia si gonfiano e dilatano in turgore liberty, dissipazione floreale, contaminazione viziosa di immagini oniriche, gusto incontrollato della deformazione che neutralizza e annulla la cattiveria dell'osservazione critica della società e del costume. Così, questo compiacimento (del resto così educato e accattivante!) dell'abnorme e del mostruoso (che, malgrado i tanti discorsi su un colore che ha ben poco d'inconsueto e di peregrino, non aggiunge nulla a quanto Fellini aveva già detto ne 'La dolce vita' e in '8 ½') si compone, è vero, come qualcuno ha scritto, in una sorta di 'catalogo illustrato dell'universo felliniano', ma un catalogo, si deve aggiungere, tirato a lucido con gelida impeccabilità, dove la stessa immaginazione del regista, in altre occasioni fluida e mobilissima sembra raggrumarsi e ristagnare.Per tale via, comunque, nessuna liberazione è possibile. Quando nel finale Giulietta disubbidisce per la prima volta alla madre e apre quella porta dietro la quale c'è la bambina di sempre, legata sulla graticola delle suore o schiacciata dalle ossessioni e dagli inganni del matriarcato, del matrimonio e del sesso, e si attua per una via tutta irriflessa e stupefatta la «rimozione» dei complessi, lo spettatore avverte che il regista declama una liberazione che non è stata sofferta e non cresciuta nel personaggio, ma sempre al di fuori, in un universo astratto e mitizzato." (Aurelio Ferrero, "Mondo Nuovo", 14 novembre 1965)."Un film importante, soprattutto per il fatto che, anche figurativamente, è tutto visto dall'occhio deformante della sua protagonista, un film in cui il colore, studiato in ogni sfumatura e in ogni significato, ci ha proposto quanto di meglio il cinema ci aveva forse mai dato in questo campo, ma un film con troppi simboli, con troppa psicanalisi e, soprattutto da un punto di vista stilistico, troppo sopraffatto in più momenti dai temi e dai vizi che intendeva criticare. E la vera Giulietta? Incaricata di dare al suo personaggio la sola misura 'reale' del film, Giulietta Masina si è tenuta ad una recitazione sobria e interiore, quieta e tranquilla, volutamente lontana da ogni 'effetto'; Mario Pisu è stato, con la dovuta fatuità, il marito tutto bugie e sotterfugi, Sandra Milo ha colorito, con sensuale malizia, tutte le raffigurazioni della voluttà che è stata chiamata a incarnare. Caterina Boratto è la madre bella e smaltata, Sylva Koscina la sorella frivola e vaporosa, Luisa Della Noce quella autoritaria; Valentina Cortese è l'intellettuale sofisticata: tutta sapienti miago

CURIOSITÀ SU GIULIETTA DEGLI SPIRITI

È il primo film a colori di Federico Fellini.

Il film ha ricevuto due candidature ai Premi Oscar come Migliore scenografia e Migliori costumi. Si è aggiudicato il Golden Globe come Miglior film straniero.

Giulietta Masina ha vinto il David di Donatello come Miglior attrice protagonista e si è aggiudicato il Nastro d'argento come Miglior attrice non protagonista a Sandra Milo, Miglior fotografia a colori, Miglior scenografia, Migliori costumi e due candidature come Rgista del miglior film e Miglior attrice protagonista a Giulietta Masina.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI GIULIETTA DEGLI SPIRITI

Attore Ruolo
Giulietta Masina
Giulietta
Sandra Milo
Susy/Iris/Fanny
Mario Pisu
Giorgio, marito di Giulietta
Sylva Koscina
Sylva, sorella di Giulietta
Valentina Cortese
Valentina
José Luis de Villalonga
José
Valeska Gert
Bhishima
Friedrich von Ledebur
Preside/Santone
Lou Gilbert
De Filippis, nonno di Giulietta
Caterina Boratto
Madre di Giulietta
Luisa Della Noce
Adele. sorella di Giulietta
Silvana Jachino
Dolores, detta Dolly
Milena Vukotic
Elisabbetta, la domestica/La Santa
Fred Williams
L'efebo figlio dell'amante di Susy
Anne Francine
La medichessa
Elena Fondra
Elena, amica di Dolly
Genius
Medium
Alberto Plebani
Capo dell'agenzia investigativa
Mario Conocchia
Avvocato di famiglia
Felice Fulchignoni
Dottor Raffaele
Dina De Santis
Amica di Susy
Elisabetta Gray
La cameriera di Giulietta
Dany Paris
Amica di Susy tentata dal suicidio
Yvonne Casadei
Lola
Cesarino Miceli Picardi
Amico di Giorgio
Alba Cancellieri
Giulietta bambina
Inna Alexeieva
Olga, nonna di Susy
Carlo Pisacane
Il fraticello
Jacques Herlin
Francese al party

PREMI E RICONOSCIMENTI PER GIULIETTA DEGLI SPIRITI

Golden Globe - 1966

  • Premio miglior film straniero

David di Donatello - 1966

  • Premio migliore attrice protagonista a Giulietta Masina

Nastri d'Argento - 1966

  • Premio miglior scenografia
  • Premio migliore attrice non protagonista a Sandra Milo
  • Premio migliore fotografia a colori a Gianni Di Venanzo
  • Premio migliori costumi
  • Candidatura miglior regista a Federico Fellini
  • Candidatura migliore attrice protagonista a Giulietta Masina
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