Ghosthunters - Gli acchiappafantasmi Recensione

Titolo originale: Ghosthunters

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Ghosthunters - Gli acchiappafantasmi, recensione della commedia fantasy per ragazzi

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Ghosthunters - Gli acchiappafantasmi, recensione della commedia fantasy per ragazzi

Sarebbe bello se, anche nel nostro paese, qualcuno si decidesse a dare la dignità che merita anche al cinema fatto e pensato per i ragazzi, allo stesso modo in cui si fa valicate le Alpi verso nord. Certo, il sistema cinema italiano ha talmente tanti problemi, da affrontare, che questo non appare forse prioritario: eppure, esperienze estere e risultati al botteghino indicano nei film pensati e rivolti con intelligenza a un pubblico di giovanissimi (ma magari non solo) una discreta forte di ritorno economico.
Tutto questo per dire che Ghosthunters – gli acchiappafantasmi (origine tedesca, radici letterarie in un libro firmato da una specialista come Cornelia Funke, una major come la Warner a supporto), in Italia, appare ancora un miraggio.

Niente di trascendentale, intendiamoci. Non ci sono le genialate della Pixar, o dei personaggi trascinanti come i Minions, e tutto è un po' scolastico e in scala minore rispetto ai modelli: ma il film di Tobi Baumann sapete cosa fa? Semplicemente, funziona.
Funziona la trama essenziale e archetipica che vede il bambino diverso trovare nuovi amici e coraggio per affrontare la vita; funzionano i riferimenti ovvi ed espliciti (non si nasconde nulla ostentando un'originalità che non si cerca) ai Ghostbusters di Reitman, ai Men in Black di Will Smith, perfino al Monsters & Co. della Pixar, in un fantasmino petulante ma d'indubbia simpatia che incrocia lo Slimer che smerdava Bill Murray all'altettanto verde e pasticcione Mike Wazowski; funzionano le emozioni e i sentimenti.

Preparatevi a vedere piccoli e piccolissimi appassionarsi alla storia al vostro fianco, senza spaventarsi mai davvero, che non è il caso, ma accumulando la giusta dose di tensione (e di risate esorcizzanti) lungo un racconto che contrappone l'Antico Fantasma di Ghiaccio che tutto vuole conquistare al nuovo calore di una sincera amicizia nata per caso tra un bambino solitario, un fantasmino pasticcione e un'acchiappafantasmi scorbutica.

I grandi potranno avere qualcosa da recriminare, forse, se non disposti a una momentanea regressione capaci di metterli in sintonia con un mondo più semplice (e per questo, più gradevole) della complessità alla quale siamo abituati, se non si accontenteranno dell'ennesima variazione sul tema della stessa fiaba. Ma un paio di risate se le faranno comunque, e magari potranno apprezzare il personaggio di Karoline Herfurth (la rossa di Profumo), la nevrotica capa di un'organizzazione segreta alla MiB.


 



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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