Frank Miller - American Genius, la recensione del documentario sul grande cartoonist

22 ottobre 2021
3 di 5

Presentato alla Festa del cinema di Roma anche Frank Miller - American Genius, primo documentario dedicato all'uomo che ha reinventato i supereroi. La recensione di Daniela Catelli.

Frank Miller - American Genius, la recensione del documentario sul grande cartoonist

Non è facile raccontare la storia, sotto forma di documentario, di qualcuno come Frank Miller, che si definisce con semplicità un cartoonist, un fumettista, e che a 64 anni ha alle spalle una mole impressionante di lavoro, scritto e illustrato: ha iniziato giovanissimo coi supereroi Marvel, dando nuova vita al cieco Daredevil e inventando Elektra, è poi passato alla DC e al crociato mascherato con Batman: Anno Uno, e lo ha cambiato coi seminali Il ritorno del Cavaliere oscuro, dove rivisita l'eroe trasformandolo in un uomo di mezza età il cui ricordo ormai è sbiadito, cosa che all'inizio fa temere a Dave Gibbons un rivale del Watchmen a cui lui e Alan Moore stavano lavorando nello stesso periodo e Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora. Il suo ritratto del personaggio ha influenzato tutti i film contemporanei a lui dedicati, Joker incluso. Come indipendente Frank Miller pubblica vari lavori tra cui Ronin, influenzato dai manga giapponesi e dalla figura del samurai senza padrone, conosciuta grazie a Lone Wolf and Cub, per la cui edizione americana disegna alcune bellissime copertine. E poi la riscoperta della storia e del mito greco (con gli archetipi protagonisti di tutte le sue storie) in 300 e Xerxes, il grande noir americano rifatto a fumetti in Sin City, le pericolose derive antiislamiche di Holy Terror (Sacro Terrore), realizzato dopo gli attentati dell'11 settembre e dettato da una rabbia in un periodo cupo anche della sua vita e che ancora oggi lo ha reso persona non grata ad una fiera inglese del fumetto. Tutto questo, dagli inizi fino ad oggi in ordine cronologico, lo fa (con un po' di fatica) Frank Miller: American Genius, primo atteso ritratto di una delle star del fumetto mondiale.

Comunque lo si voglia vedere, Miller è un autore intellettuale, che assieme ad altri ha traghettato il fumetto e i supereroi con le loro avventure piene d'azione rivolte a un pubblico di adolescenti nel territorio adulto del graphic novel. Ma queste sono cose che chi ha seguito la sua carriera conosce: ci si aspetta di sentirlo parlare di epica, eroi biblici ed ellenici, ma ci sorprende e ci stupisce di più quando dice che la sua striscia preferita è Calvin e Hobbes di Bill Watterson, per la gioia espressa nel suo dinamismo, o quando lo vediamo incantarsi di fronte a una vignetta del grande Quino, che dice tutto senza bisogno di parole. La regista Silenn Thomas, produttrice conosciuta sul set di 300 e diventata sua collaboratrice, confessa di non sapere niente di fumetti, lascia la voce ai grandi che hanno lavorato con Miller, ai colleghi, al fratello che si è occupato dei font dei suoi titoli e a chi gli ha fatto da mentore: tra i tanti citiamo Bill Sinkiewicz, Neal Adams, Jim Lee, John Romita Jr., Chris Claremont, Dave Gibbons, e naturalmente, in filmati d'epoca realizzati in varie convention, Stan Lee. Anche i più anziani sembrano più giovani di lui, che a 64 anni ha il fisico devastato dall'alcolismo di cui parla a a lungo nell'unico momento intimo del film. Ci sono anche delle cospicue assenze: l'ex moglie e colorista dei suoi più importanti lavori, Lynn Varley e (se non ci siamo distratti, ma non ci sembra) David Mazzucchelli.

Molto ricca anche la parte dedicata al cinema, altra grande passione di Frank Miller, non sempre ricambiata: dalle prime deludenti esperienze hollywoodiane come sceneggiatore di Robocop 2 e Robocop 3 all'esperimento riuscito di Sin City e 300. Robert Rodriguez – che per fargli co-firmare la regia uscì dalla Directors Guild - e Zack Snyder, in un'altra perfetta trasposizione delle sue tavole disegnate sullo schermo, lo raccontano nelle interviste, assieme ad alcuni protagonisti in materiale d'archivio. C'è anche molta Italia in questo documentario, che si apre proprio con Frank Miller a spasso in una strada lucchese (alla sua presenza a Lucca Comics &Games, dove tornerà la settimana prossima, viene dedicato molto spazio) e lo vediamo anche al Comicon di Napoli. E ci sono le folle dei fan nelle convention mondiali, da Tokyo al Brasile alla Francia, tutti pazientemente in fila per ore con un libro, un disegno, un cimelio da fargli firmare, in una dimostrazione di affetto che il personaggio non sembra immediatamente suscitare. Forse perché, come tutti i grandi artisti, l'uomo resta un enigma innanzitutto per se stesso. Difficile pensarlo oggi a cinque anni, con la tuta di Superman cucita dalla mamma, che indossava sempre, anche d'estate, uscendo di casa di corsa e librandosi “in volo”, ma è forse l'immagine più bella di Frank Miller: American Genius, quella di un bambino innamorato dei supereroi, che da adulto ne ha continuato le storie, crescendo insieme a loro. Non sono molti i fortunati dotati di abbastanza talento da trasformare la loro passione nel lavoro di una vita, e in arte la propria ossessione.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento