Endless: la recensione del dramma sentimentale fantasy con Alexandra Shipp

21 settembre 2020
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Un amore che continua nonostante la morte voglia dividere i due giovani protagonisti di Endless, sorta di Ghost degli anni '20 del nuovo secolo, diretto da Scott Speer e con Alexandra Shipp.

Endless: la recensione del dramma sentimentale fantasy con Alexandra Shipp

Il cinema americano sembra non poter farer a meno delle case tutte vetri, legno e cemento del nord ovest pacifico. Un thriller non è degno se non gioca sul vedo non vedo delle enormi vetrate di una magione ultra moderna, minimale e possibilmente affacciata su uno specchio d’acqua. Meglio l’oceano, ma anche un lago non è disprezzabile, in tempi di crisi. Va bene anche in altri generi, come casa di una giovane dai genitori professionisti molto benestanti, come è il caso di Riley, l’interprete in ascesa Alexandra Shipp (Tempesta in un paio di X-Men), anche produttrice di Endless, nuova romance per young adult particolarmente romantici, con esaltatore di sapidità zuccherina, diretta da Scott Speer, già dietro al sentimentale, decisamente più convincente, Il sole a mezzanotte, con Bella Thorne.

Riley è una brillante studentessa, in dubbio se tentare la strada di famiglia e perfezionarsi alla Scuola di Legge di Georgetown o seguire la sua passione per l’arte, con il disegno come suo principale passatempo. Chris è il suo ragazzo, inseparabile dalla sua moto, vive con la madre in un contesto modesto, con il padre che li ha abbandonati ormai da anni. I due sono innamoratissimi, ma un terribile incidente stradale provoca la morte di Chris, che in realtà si ritrova in uno strano limbo, capace di viaggiare nello spazio, di fare grandi sbalzi. Passa il tempo in compagnia di un ragazzo con la stessa sorte in cima a un palazzo della cittadina in cui viveva ed è morto. Riley è devastata dal senso di colpa - guidava lei - oltre che dalla morte dell’amore della sua vita.

Chris si rende conto per caso che riesce a comunicare in qualche modo con l’amata Riley, come viene visualizzato nel film attraverso un’immagine virata alla luccicanza come fosse un filtro in disuso di instagramEndless vorrebbe essere il Ghost degli anni ’20, con tanto di scena sulle note di una versione di Unchained Melody. Se in quel film l’amore era capace di superare la morte, permettendo a una viva e un defunto di comunicare cesellando un vaso fra arditi contorcimenti e movimenti sensuali, in un’era frigida e asessuata come quella che viviamo al cinema, Chris e Riley utilizzano gli schizzi al carboncino di lei in luoghi di particolare rilievo per la loro storia d’amore.

Smaccatamente sentimentale, Endless accompagna Riley verso la complessa elaborazione di un lutto terribile, sostenendo come, nonostante tutto, bisogna lasciare andare, ripartire e non rimanere ancorati a un passato e a un dolore che rende immobili. La Shipp ce la mette tutta, nonostante il contesto davvero non semplice in cui è costretta a muoversi, a partire dal suo partner sullo schermo, Nicholas Hamilton, visto in Captain Fantastic e i due It, e che crescendo sta diventando l’ennesima copia sbiadita di James Dean, incapace di rendere gli alti e bassi del suo personaggio. Emozioni col contagocce e una freddezza generalizzata allontanano lo spettatore emotivamente dalla storia.

Endless
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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