Elles, la recensione del film con Juliette Binoche

25 settembre 2012
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Diretto dalla polacca Malgoska Szumowska, arriva in sala il film che ha fatto discutere il 62° Festival di Berlino

Elles, la recensione del film con Juliette Binoche

Sentiamo tutti un profondo bisogno.
Di esprimerci, esistere ed essere riconosciuti. Spesso di riscattarci da un passato di non benessere, non amore, non accoglienza sociale. La libertà è nella scelta e negli strumenti necessari per farlo. Questo è il memento che permette di ingoiare e digerire con più facilità la vicenda raccontata da Elles, quinto film di Malgoska Szumowska, pupilla polacca classe 73 della Zentropa di Lars Von Trier dove lavora come regista e produttrice di documentari.

Il qui e ora è Parigi, città che stavolta nasconde le sue proverbiali raffinatezze déco dietro una storia di sesso e disperazione, di solitudine e riscatto sociale. La storia di “elles”, loro, tre donne differenti che si ritrovano protagoniste di tre solitudini profondamente simili. Juliette Binoche è Anne, giornalista impegnata in un’inchiesta sulla prostituzione studentesca, per la quale entra in contatto con due giovani universitarie che del sesso hanno fatto un mestiere e uno strumento di affermazione sociale e personale, ma anche di divertissement. Lei invece, regina delle cene pronte in tavola per il capo del marito, si muove dall’alto del suo elegante appartamento in un ambiente in cui dieci minuti di Radio Classique diffusa nella stanza rappresentano l’unico vero momento di evasione e godimento. Da quanto tempo il sesso sia diventato una rinunciabile modalità di coppia, non è dato sapere. Ma è sicuramente abbastanza. L’incontro di Anne, madre e moglie ingabbiata in una realtà che col suo essere donna ha ben pochi punti di contatto, con le due ragazze, le farà riconsiderare l’importanza del suo profondo bisogno di esistere.

Il fatto che si possa desiderare di offrire sesso senza rimorsi, solo come merce di scambio utile per vivere “meglio” e magari in un appartamento degno di nota, è una realtà attuale, quanto mai paurosa e insopportabile e Elles la centra fastidiosamente in pieno. Perché di desiderio si tratta. Desiderio che corre avanti e indietro su lunghe carrellate e si frammenta in piccoli dettagli di immagini piacevoli e dolorose. La Szumowska è brava nell’esplorarlo senza pregiudizi da tutte le prospettive. Quella delle due baby bocca di rosa che in fondo lo fanno (anche) per passione; quella dei clienti, a volte sadici amanti, più spesso mariti inappagati e in cerca di affetto; quella dello spettatore che insieme ad Anne diventa voyeur di scene volutamente crude ed esplicite. Tutti gli elementi sono ben dosati e stanno lì, brutalmente reali, a descriverci un sistema tanto scioccante quanto familiare.



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