Doppio sospetto: recensione del noir belga diretto da Olivier Masset-Depasse

26 febbraio 2020
3.5 di 5
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Una delle sorprese del cinema di genere europeo di questi mesi, due donne vicine di casa dal rapporto sempre più morboso.

Doppio sospetto: recensione del noir belga diretto da Olivier Masset-Depasse

L’ambientazione suburbana cara ai melodrammi di Douglas Sirk, raggelata da una tensione e un utilizzo degli spazi chiaramente vicina col cuore a Alfred Hitchcock. Il tutto negli anni ’60 in un Belgio che poco somiglia a quello che siamo abitato a vedere su grande schermo. Una bionda e una bruna, Alice e Céline, sono due amiche la cui intimità è stata alimentata dal fatto di vivere in due villette a schiera contigue e gemelle, in cui con due passi si passa da una all’altra e in quanto a privacy si può parlare di intimità condivisa. I mariti di giorno sono al lavoro, le mogli si occupano più direttamente del percorso scolastico e dei giochi pomeridiani che vedono i bambini, uno per famiglia, anche loro praticamente fratelli, e che si spostano da un giardino all’altro attraverso un passaggio nella siepe, non poi tanto segreto, che li divide; una porta magica che li fa entrare e uscire dal loro mondo dei giochi.

Una cornice idilliaca, giornate placide trascorse all’insegna di serenità e condivisone di momenti piacevoli. Insomma, niente di meglio per farci accomodare rilassati in poltrona e poi piano piano farci insinuare sottopelle il tarlo del dubbio, una tensione che sale sempre di più, con un ritmo appena crescente, ma sempre presente, fino a penetrare nell’architettura stessa di queste case a due piani, in cui la verticalità è usata con grande sapienza per alimentare una visione distorta, che si guardino le cose dal basso o dall’alto, da una casa o dall’altra. Il doppio, così caro a Hitchcock, è semplicemente la presa d’atto di come ogni cosa possa essere vista da punti di vista opposti, possa sembrare naturale o morbosa, pacifica o frutto di un’elaborata strategia sottotraccia di violenza.

Gli abiti color pastello, il rumore dei tacchi sulle scale, tutto può essere una conferma rassicurante o una minaccia incombente, dal momento in cui la normalità è sconvolta da una tragedia. Doppio sospetto lavora lungo l’intero spettro cromatico e alterna con maestria temperature emotive opposte, il glaciale e il calore più assoluto, costruendo un thriller formalmente davvero ben congegnato, che però non dimentica per strada una costruzione narrativa impeccabile, che ci scuote e ci conforta, anche se per un attimo, senza mai essere scorretta, sfruttando la propria onniscienza. 

Paranoico al punto giusto, Doppio sospetto conferma il talento di Olivier Masset-Depasse, che ha avuto la buona idea di trasporre la vicenda, racconta in un romanzo, agli anni ’60, ma anche di interpreti sempre all’altezza, specie le due donne, la bionda Veerle Baetens (Alabama Monroe) e Anne Coesens, le protagoniste dei duelli a cui si riferisce il titolo originale, Duelles.

Doppio sospetto
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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