Come ammazzare il capo 2: la recensione della commedia con Jennifer Aniston

08 gennaio 2015
3.5 di 5
3

Esilarante quanto il primo film, ma il rinnovo della trama perde mordente.

Come ammazzare il capo 2: la recensione della commedia con Jennifer Aniston

I risultati del box office americano parlano chiaro: Come ammazzare il capo 2 non ha trovato un grande riscontro da parte del pubblico e rispetto al primo film gli incassi sono dimezzati. Come ammazzare il capo… e vivere felici raccontava la storia di tre amici con una croce comune, quella di subire l’inettitudine, le molestie e la cattiveria dei loro capi sul lavoro. Da qui l’idea di escogitare un piano per farli fuori con la consulenza di un criminale da quattro soldi interpretato da Jamie Foxx. Il film era divertente e poteva contare sulla partecipazione dei pesi massimi Kevin Spacey, Colin Farrell e Jennifer Aniston nei ruoli degli odiati boss. Dovendo rinnovare la formula per il sequel, gli sceneggiatori John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein hanno pensato ad un’altra attività criminal-demenziale che soltanto quel terzetto di protagonisti poteva pensare di mettere in atto.

Jason Bateman, Charlie Day e Jason Sudeikis sono nuovamente sottomessi alla stupidità dei loro personaggi, con il primo che tenta di tenere a freno la vocazione cartoonesca degli altri due. Ora i tre sono in società con un prodotto (un soffione doccia equipaggiato di bocchetta shampoo) destinato ad andare a ruba alle televendite, ma il presidente dell’azienda che ha commissionato l’acquisto di centomila pezzi li sta legalmente truffando. Quest’ultimo è interpretato da Christoph Waltz il quale, rispetto al suo potenziale, è stato ampiamente sprecato per il ruolo. Il piano del trio è quello di rapire il figlio del magnate e con il riscatto coprire il prestito avanzato dalla banca per la produzione dei soffioni. Chris Pine interpreta il rampollo con grande vivacità e diventa la mina vagante del film, la cui storia procede a zig-zag con colpi di scena assurdi e dunque perfettamente a tono lo spirito inseguito dal regista Sean Anders (che subentra a Seth Gordon).

I dialoghi a rotta di collo, l’irriverenza entro i limiti, le gag fisiche e testuali e le battute a sfondo sessuale (ormai una cifra stilistica che in questo film vira anche sulla descrizione dei peni) garantiscono svariati momenti spassosi, che si amplificano nelle scene con Jennifer Aniston e Kevin Spacey, di ritorno nei panni della ninfomane dentista e dello psicopatico ex boss. A Come ammazzare il capo 2 manca il mordente che poteva vantare il primo film, quell’immedesimazione di tanti spettatori che vivono una routine lavorativa con dei boss insopportabili, ed è probabilmente uno dei motivi che ne hanno penalizzato l’impatto sul pubblico americano. Negli Stati Uniti il film è stato apprezzato meno delle commedie Io sono tu (con Bateman, diretto da Gordon) e Come ti spaccio la famiglia (con Sudeikis e Aniston), successive a Come ammazzare il capo… e vivere felici. La percezione per lo spettatore italiano potrebbe essere diversa, sganciata da collegamenti di questo genere e dunque libera per apprezzare il film per quello che è, una commedia esilarante.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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