Chi ha incastrato Babbo Natale?: recensione della commedia di e con Alessandro Siani

15 dicembre 2021
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Alessandro Siani con Chi ha incastrato Babbo Natale? trova la migliore sintonia tra il suo desiderio costante di raccontare una favola moderna e il tema natalizio che diventa l'ambientazione perfetta per una storia di risate e sentimenti.

Chi ha incastrato Babbo Natale?: recensione della commedia di e con Alessandro Siani

È certamente un immancabile appuntamento per il mondo imprenditoriale che ruota intorno al business e al consumismo ma, a prescindere dall'impeto religioso con cui lo si voglia vivere, il Natale ci costringe a guardarci in faccia e a reagire. Con i familiari più stretti, vicini o lontani, adorati o detestati, e con noi stessi che percepiamo l'arrivo di quella immancabile sensazione di malinconia radicata ai ricordi d'infanzia di un tempo passato. E in sottofondo la consapevolezza del sottotesto della retorica frase che a Natale "siamo tutti più buoni", perché per la maggior parte dell'anno probabilmente non lo siamo abbastanza. Tutti questi, però, non sono motivi sufficienti per non abbracciare l'occasione imperdibile di proseguire la tradizione e rendere magico il Natale per i più piccoli o per chi ne ha bisogno. Avendo scelto di entrare nel mondo del cinema realizzando con i suoi film favole moderne, Alessandro Siani entra nel territorio natalizio trovandosi a suo agio e dando un significativo contributo alla tradizione di cui sopra.

Chi ha incastrato Babbo Natale? è il quinto film da regista dell'attore e comico napoletano. Sin dal primo film del 2013, Siani ha voluto portare nelle sale cinematografiche attraverso le sue storie, risate e buoni sentimenti senza volgarità, con l'intento di offrire un intrattenimento per un pubblico di ogni fascia anagrafica. Film dopo film, l'impegno produttivo per assecondare le sue idee è aumentato arrivando ad inserirsi nella scia del fantasy. Con quest'ultimo lavoro nataliazio giunge a compimento, in un certo senso, il suo disegno autoriale. Sì, perché quando si guarda un film di Siani bisogna essere consapevoli che tutte le fasi del processo artistico passano al vaglio del suo gusto sensoriale, nel bene e nel male.

Per Chi ha incastrato Babbo Natale? l'attore sceglie i colleghi con cui aveva precedentemenete lavorato cucendo su di loro costumi, trucco e personalità. Christian De Sica era stato suo co-protagonista su Il principe abusivo e Angela Finocchiaro aveva lavorato con lui in Benvenuti al Sud e al Nord. Con Diletta Leotta aveva invece collaborato in occasione di uno show televisivo e ne aveva intuito le potenzialità per farla recitare sul grande schermo. La conduttrice sportiva infatti, qui al suo debutto come attrice, spiazza tutti con un lodevole lavoro nel ruolo della nipote di Babbo Natale che non ricorre ad alcuna arma sexy.

La storia è costruita esplicitamente in funzione di due obiettivi: far ridere e far commuovere. Alessandro Siani si prende carico della prima parte del film nella presentazione del suo personaggio, un piccolo truffatore napoletano che opera a Roma. L'attore gioca tutte le sue carte cercando risate usa e getta in una sorta di one-man-show per poi iniziare la costruzione dell'impalcatura narrativa insieme agli altri personaggi. Le battute non svaniscono, ma si fanno elaborate perché costruite sulle vicende in evoluzione. Sempre efficace lo stratagemma del pesce fuor d'acqua, con Babbo Natale/De Sica trascinato nel contesto urbano per imparare le tecniche di sopravvivenza alla frenesia della città, una scena speculare a quella del maggiordomo/De Sica che tenta di imparare il napoletano ne Il principe abusivo.

Il film non teme il melodramma e punta diretto verso la ricerca di immagini poetiche per sugellare l'altra anima che rivendica, quella sentimentale che stavolta non implica una relazione tra protagonista maschile e femminile. Nella sua mente Siani si prefigura una Piazza di Spagna piena di gente con ombrelli luccicanti e con tanto di neve sui celebri gradini. Ed esattamente così la realizza. Il resto del lavoro estetico del film lo completano gli artigiani del cinema italiano con costumi e scenografia e gli esperti del computer con le magie digitali. Il regista fa ironia sulla discriminazione al contrario di elfi troppo alti che vorrebbero essere piccoli come gli altri (il film vanta una grande interpretazione di Leigh Gill a tal proposito, attore visto in Joker e nel Trono di Spade) e sottolinea anche l'attenzione ai cambiamenti in corso della società affidando alle donne un ruolo risolutivo che gli uomini, o meglio i personaggi maschili del film, non sarebbero riusciti a fare da soli. La missione del film è quella di essere un regalo sotto l'albero (al costo di un biglietto cinematografico) per le famiglie in cerca di serenità.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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