Che - Guerriglia: la nostra recensione

27 aprile 2009

A tre settimane dall'uscita de L'Argentino, sbarca nelle sale la seconda parte del double bill di Soderbergh dedicato a Che Guevara. Guerriglia è coerentemente lontano (a tratti antitetico) rispetto al primo capitolo, ma gli è fedele nel lavoro di introspezione psicologica di un personaggio che vuole essere raccontato oltre la sua stes...

Che - Guerriglia: la nostra recensione

Che - Guerriglia: la recensione

In Guerriglia, Ernesto Guevara detto Che non ha più quella tensione visionaria e positiva, quella distrazione nei gesti e nello sguardo, rivolta ad un futuro intimo e collettivo che tanto colpiva ne L’Argentino. O meglio, c’è ancora, ci sarebbe; ma è irrimediabilmente velata, offuscata, persino negata dalla miopia inflitta ad un uomo dal tempo, dagli anni, dalle disillusioni, dalla consapevolezza che il Sistema non allenterà più le maglie permettendo un’altra Cuba. Forse, dalla consapevolezza stessa della morte.

Lo sguardo del Che, in Guerriglia, è più aspro. Più secco e sfuggente, più dolente. Perché un uomo che ha vissuto per tutta la vita di ideali e che si scontra con una realtà dove oramai in pochi sono pronti a sacrificarsi per questo, dove Fidel si gode il potere parlando di mojito e besciamella, dove il partito comunista boliviano ha paura di sbilanciarsi, dove i contadini che vorrebbe aiutare lo tradiscono, ha spesso un’unica reazione possibile: quello di indurirsi, perdendo in tenerezza. E, seguendo i cambiamenti e i tormenti fisici e morali del suo protagonista, Guerriglia è un film assai più aspro, secco, sfuggente e dolente di quanto non fosse L’Argentino. La regia di Soderbergh si fa più nervosa e frammentata, la fotografia perde in calore e si desatura, le divagazioni malickiane sono cariche di ansie e senso del pericolo.

Più ostica (necessariamente) della prima, questa seconda parte del film sul Che è impregnata dall’odore ineluttabile della morte, di una morte che è tanto quella fisica quanto quella metafisica legata alla fine di sogno che, forse, già nelle sue ultime battute si era trasformato in una sorta di incubo. All’inizio di Guerriglia Guevara (e con lui lo spettatore) sono catturati alla periferia di un vortice, e iniziano un’inesorabile caduta verso il basso, dalla lentezza dapprima quasi esasperante, poi progressivamente e geometricamente più rapida, nella costante e reciproca consapevolezza di un destino ineluttabile: e a poco serve il nervosismo, il rinchiudersi in rigidità ideologiche quasi inedite, il negare a sé stessi la sostanziale inutilità di certe azioni.

E proprio in questa sua dolenza, nel suo incedere impervio e sofferente, Guerriglia è forse più significativo de L’Argentino nel ritrarre un uomo che la Storia e il Sogno hanno reso un’icona più banale e semplicistica della complessa realtà di un uomo e del suo pensiero.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento