Carmen y Lola: la recensione del film di Arantxa Echevarría

26 giugno 2019
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Una delicata storia d'amore fra due ragazze della comunità gitana di Madrid a metà fra cinema verità e melò.

Carmen y Lola: la recensione del film di Arantxa Echevarría

C'è un fatto realmente accaduto dietro Carmen y Lola, che arriva dal Festival di Cannes 2018 e che in Spagna si è aggiudicato due premi Goya: la vicenda di due ragazze di una comunità gitana di Granada che, anni fa, convolarono a nozze dopo essersi scoperte innamorate. La loro storia non è stata una favola romantica, ma un duro percorso di autoconsapevolezza segnato dal pregiudizio e dal rifiuto altrui. Ed è proprio dal rifiuto di una libera scelta sentimentale da parte di un mondo chiusissimo e patriarcale che Arantxa Echevarría si è mossa, e solo per questo il suo esordio in un lungometraggio di finzione merita attenzione, perché ci introduce in un universo retrogrado e certamente da biasimare in cui chi ha la sfortuna di appartenere al sesso femminile ha il dovere di sposarsi, riprodursi come un coniglio e cucinare per mariti spesso e volentieri ottusi, in altre parole un microcosmo nel quale già è difficile essere donna, figurarsi lesbica.

Nel rappresentarlo così com'è, senza mai edulcorarlo, la regista però non lo demonizza né lo condanna con furia, né tantomeno cerca e fornisce spiegazioni. Da documentarista qual è, osserva ciò che ha di fronte alla fratelli Dardenne-maniera, pedinando i suoi personaggi, riprendendoli spesso da dietro e a tratti distanziandosi da loro, alla ricerca di oggettività. Fa un po’ di cinema verità, insomma, la madrilena classe '68, che ci tiene a mostrare anche le tradizioni del gruppo etnico che descrive, a cominciare dal canto e dalla danza, dalla frequentazione della chiesa e dal modo di vestirsi di molte adolescenti, tutto lustrini, paillettes e tacchi altissimi.

E proprio questo sguardo curioso e attento impedisce al film di trasformarsi in una sorta di banale favola nera in cui i padri sono i lupi cattivi e le madri le streghe con la mela avvelenata. E tuttavia, nonostante il tentativo di non manipolare la realtà, in Carmen y Lola non manca qualche concessione al melò. Nel film c'è affetto per i personaggi, anzi tenerezza. Sono dolcissime l'aspirante maestra e writer Lola e l'allegra e flamboyant Carmen, e le scene di scambi di effusioni hanno dalla loro grande delicatezza, ma non si può non ravvisare dell'ingenuità nel racconto della nascita di un sentimento e un'eccessiva semplificazione nello sviluppo della love-story, e proprio le scelte registiche a cui accennavamo sopra bloccano la potenza deflagrante tipica di un amore segreto.

E’ tutto troppo ordinato, in un certo senso, in Carmen y Lola, e prevedibile, a cominciare dalla reazione isterica e violenta delle famiglie delle due ragazze, in cui nessun personaggio ha una vera tridimensionalità. Restano due belle giovani donne (Zaira Morales e Rosy Rodriguez), una buona direzione degli attori non protagonisti e il messaggio che il film trasmette, che poi è l'invito alla tolleranza e all'accettazione dell'omosessualità.

Carmen y Lola
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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