Blow con Johnny Depp e Penelope Cruz, la recensione della storia vera

10 maggio 2020
3 di 5

In Blow di Ted Demme, Johnny Depp interpreta George Jung, il trafficante di cocaina del cartello di Medellín.

Blow con Johnny Depp e Penelope Cruz, la recensione della storia vera

Blow è la storia di George Jung (Johnny Depp sullo schermo), uno dei più grandi spacciatori di cocaina tra gli anni Settanta e Ottanta: il film ci racconta la sua infanzia negli anni Cinquanta, col suo affetto per il babbo (Ray Liotta) e il suo astio verso la madre (Rachel Ann Griffiths), passando per il suo iniziale spaccio di erba in California con la complicità del traffichino Derek (Paul Reubens), finendo ai legami col cartello di Medellìn e Pablo Escobar, tramite l'amico Diego (Jordi Mollà). In mezzo, un barlume debole di vita normale, negli occhi di sua figlia Kristina, avuta dalla viziata colombiana Mirtha (Penélope Cruz).

Girato nel 2000, distribuito nel 2001, Blow è un film curiosamente uscito dai radar, nonostante il cast di prim'ordine gestito da Ted Demme, a partire da una ricostruzione della vita del vero Jung in un libro inchiesta di Bruce Porter. In effetti, nonostante un ritmo sempre alto, con pochi momenti di stanca, Blow segue la maggior parte delle regole sul biopic dei personaggi maledetti e ambigui, un racconto di ascesa e caduta, senza speranza. In tempi lontani dalle maggiori serie tv che ruotano su malavita e relativi personaggi "leggendari", evidentemente il tema non incontrava ancora l'interesse del pubblico, che nel mondo fermò gli incassi a un'ottantina di milioni di dollari, contro la cinquantina di budget, mandando la produzione in rosso.

Nonostante tutto, però, Blow ha una sua identità che lo rende ancora piuttosto apprezzabile, ma la si cercherebbe invano nella confezione giusto onesta. Una parte della sua forza è nell'interpretazione di Depp in piena forma in quegli anni, non solo nelle capacità recitative, ma proprio nell'aspetto fisico, affascinante e carismatico come non mai. Curiosamente, durante la visione, torna alla mente più spesso il Prova a prendermi di Steven Spielberg con Leonardo DiCaprio che l'apparentemente più simile Barry Seal con Tom Cruise: anche se Frank Abbagnale era meno pericoloso per la società di Jung, l'innata dolcezza di postura e lineamenti di Johnny Depp fa scattare una simile immedesimazione complice, che qui potrebbe essere moralmente parecchio più discutibile.

La forza del copione di David McKenna e Nick Cassavetes è nel compensare il tono da commedia dell'intero film (ma Reubens è un po' fuori controllo), con alcuni rimandi interni, sufficienti per contestualizzare bene il senso della parabola di George. Sua madre prima e sua moglie Mirtha dopo, incarnano una società che fa dipendere l'ordine e la sicurezza dal denaro: dai soldi leciti nel caso della mamma, da quelli illeciti nel caso di Mirtha, ma la sostanza cambia poco ed è ben sottolineata da un ammonimento del babbo, al quale il debole George da bambino non dà ascolto. Papà, che è appena andato in bancarotta, sorride al bimbo già preoccupato, fuorviato dai discorsi sprezzanti della mamma, e lo rassicura: "I soldi non sono la realtà". La realtà che George invano cerca è quella dell'affetto incondizionato, non acritico ma con forti radici, come quello che gli darà per sempre solo il papà, deluso per i processi e dalla galera, ma sempre lontano dal disprezzo, che nel film sembra dipendere solo dalla preoccupazione per il giudizio degli altri.

Il registro allegro e scatenato di Blow alla fine serve solo a servire con più leggerezza il dramma di un uomo alla deriva anche quando si crede sulla cresta dell'onda. Il rapporto disperato con la figlia Kristina, che comprensibilmente non si fiderà mai di George, è ben reso, specialmente in un finale che sgretola ogni rimasuglio di complicità, lasciandoci soli con la sconfitta che nè il film nè lo stesso protagonista possono più nasconderci. Ancora prima, battute o meno, l'idea di un carcere in cui si migliora come delinquenti invece di riabilitarsi aveva già tagliato le gambe all'ottimismo.
Blow è un film piuttosto convenzionale nel modo in cui si presenta, ma il crescente apprezzamento che il pubblico gli ha dedicato negli ultimi anni recuperandolo non si deve solo all'argomento diventato più di tendenza: la narrazione è ben calibrata, il suo interprete perfetto.

Blow
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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