Beautiful Creatures - La sedicesima luna: la nostra recensione del film

14 febbraio 2013
2.5 di 5

Chi si sia sentito bombardato negli ultimi anni dal fenomeno Twilight è guardingo: Beautiful Creatures - La sedicesima luna, si presenta proprio come un Twilight a ruoli invertiti.

Beautiful Creatures - La sedicesima luna: la nostra recensione del film

La sonnecchiosa e bigotta cittadina di Gatlin della Carolina del Sud non è posto per i sogni dell'adolescente Ethan Wate. L'arrivo in città della coetanea Lena Duchannes è la scossa: misteriosa, ospite di uno zio considerato dalla comunità alla stregua di un demonio, popola per qualche inquietante ragione i sogni di Ethan ancor prima che lui la conosca. Lena è infatti una maga, alle soglie del suo sedicesimo compleanno, momento in cui dovrà scegliere se essere reclamata dal bene o dal male.

Chi si sia sentito bombardato negli ultimi anni dal fenomeno Twilight è guardingo: Beautiful Creatures - La sedicesima luna, adattamento del primo romanzo della saga creata dalle scrittrici Kami Garcia e Margaret Stohl, si presenta proprio come un Twilight a ruoli invertiti. Preoccupati dalla clonazione, ci si avvicina timorosi all'adattamento cinematografico che Richard LaGravenese ha scritto e diretto. L'autore nomination all'Oscar per il copione di La leggenda del Re Pescatore coglie però bene le differenze con il lavoro della Meyer: se per le avventure di Edward e Bella si era discusso di derive teocon in una solennità retorica che tanto irrita i detrattori, qui ci si appella nei dialoghi a Bukowski e a una robusta dose di humor con alcune battute molto centrate. Non solo. Viene lanciato un messaggio opposto all'ortodossia: magia pagana e generosità cristiana s'incontrano nella vicenda sul terreno comune del sacrificio in nome dell'affetto, nè ci sono verità assolute. "Sono gli uomini che decidono cos'è cattivo e cos'è buono, non Dio", sentenzia una maga voodoo.

Sullo sfondo, il dramma della Guerra Civile e l'eterno divario tra Nord e Sud degli Stati Uniti: il cinema di genere sposa i temi trattati da autori più blasonati come lo Spielberg di Lincoln o il Tarantino di Django Unchained. Non che si rinunci al regolamentare fascino della "flashata" amorosa adolescenziale, ma LaGravenese prova ad avvolgerla in un gotico burtoniano: cene grottesche movimentate da sortilegi come in Beetlejuice, la sorella strega Emmy Rossum che rimanda all'Eva Green di Dark Shadows, un confronto finale che riecheggia quello di Sleepy Hollow. Una buona bussola, ma Burton si nasce e la messa in scena non riesce mai a farsi notare quanto gli attori: la semplice Lena di Alice Englert, il disinvolto Ethan di Alden Ehrenreich, i divertiti e consapevolmente sopra le righe Jeremy Irons ed Emma Thompson, ancora più apprezzabili in versione originale.

Il sottogenere Twilight, come dimostra il quasi contemporaneo Warm Bodies, per sopravvivere dovrà offrire diverse declinazioni della stessa idea: LaGravenese ci prova ma Beautiful Creatures - La sedicesima luna non riesce nonostante l'impegno a distinguersi fino in fondo. Rimane uno spettacolo comunque divertente e apprezzabile, al quale avrebbero forse giovato maggiore asciuttezza e più ritmo nella seconda metà.

 



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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