Lontano da lei: recensione del dramma di Sarah Polley con Julie Christie tratto da Alice Munro

01 aprile 2020
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Una coppia di anziani affronta la progressione dell'Alzheimer di lei, fra ricordi che si decompongono e bilanci di una vita.

Lontano da lei: recensione del dramma di Sarah Polley con Julie Christie tratto da Alice Munro

Un uomo e una donna, Grant e Fiona; un amore lungo 44 anni, da quando lei ne aveva solo 18. Parte da qui l’attrice canadese Sarah Polley (indimenticabile nello splendido Il dolce domani) per il suo esordio alla regia, Lontano da lei, adattando un racconto della connazionale Alice Munro, Nemico, amico, amante…, in originale il ben più metaforico The Bear Came Over the Mountain. La Munro all’epoca - siamo nel 2006 - non era ancora così celebre nel mondo e lontana sette anni dalla vittoria del Nobel. Maestra del racconto breve, della semplicità di storie quotidiane, in cui la narrazione, il tempo del racconto, ci conduce spesso nel passato e nel futuro. Proprio il tempo è al centro di questa storia d’amore fra chi di tempo non ne ha più. Fiona (Julie Christie) inizia a perdere colpi, i primi sintomi dell’alzheimer, come le viene diagnosticato. Grant (Gordon Pinsent) non si dà pace, vede il loro rapporto lungo ma solidissimo, i due sono molto legati a una quotidianità piena di ironia e complice tenerezza.

Il tempo, si diceva: Il passato, unica occasione in cui qualche sporadico riferimento e cambio di espressione fa intuire che non tutto sia andato liscio nel loro matrimonio così lungo. Proprio quel passato in cui sempre più Fiona diventa prigioniera, perdendo la memoria a breve tempo a causa della malattia. Ogni riferimento al passato è come formasse un’orma sulla neve fresca che circonda la loro casa nell’inverno del grande nord, subito ricoperta da un presente gioioso e affettuoso. 

Fiona vuole andare in una clinica, una volta preso coscienza della malattia e resasi conto di poter diventare un rischio per sé stessa, mentre Grant deve superare l’iniziale regola di rimanere lontani per un mese consecutivo, per poi ricostruire una quotidianità a distanza: lui su un divano in disparte, lei incapace di riconoscerlo e morbosamente legata a un altro anziano paziente, come fosse l’amichetto dei giochi irrinunciabile in una rinnovata infanzia. Fino a che punto Grant riuscirà a superare sentimenti umani, ma non nobili, come la gelosia e la paura dell’abbandono dell’amata di una vita? Riuscirà a trovare la forza altruista di permetterle di essere felice un’ultima volta? Sarà addirittura tutta una commedia, quella di Fiona, per punire Grant per le sue passate infedeltà, quando era professore universitario?

Un amore, o meglio la sua memoria, composta di tanti frammenti, scivola via come sciando di fondo lungo un lago ghiacciato. Sulla riva c’è un cottage, grande e imponente, dove i due hanno costruito la loro vita insieme, ora sottoposta a un vero test, a un riesame a distanza di così tanto tempo. Quanto di doloroso del passato è andato perso, dimenticato da una memoria conciliante, o meglio dal punto di vista della storia, che rimane sempre quello di Grant? Come le ricorda una dottoressa, sempre gentile e conciliante, perdendo per una volta e per un attimo la calma: “quelli che pensano che la loro storia d’amore sia stata perfetta sono quasi sempre gli uomini”. 

Prodotto dal mentore della Polley, Atom Egoyan, che l’ha diretto in alcuni dei suoi film migliori, Lontano da lei - away from her è lo struggente bilancio di una vita trascorsa insieme, con atmosfere che rievocano il rigore nordico di Ibsen o Bergman e le straordinarie interpretazioni di Julie Christie, alla quarta nomination all'Oscar, e il canadese Gordon Pinsent. Una dissezione dell’amore, cruda e non solo nostalgica, che evita scorciatoie e tributi zuccherosi per concentrarsi sulle asperità del viaggio. Il tutto senza dimenticarsi di trarne la conclusione che ne valga sempre la pena, anche solo per un ricordo fugace, un momento, un abbraccio, perché “a volte bisogna scegliere, di essere felici”.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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