Acid: recensione dell'eco-thriller di Just Philippot

25 giugno 2024
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Piogge acide devastano la Francia seminando panico e morte. E un padre cerca di proteggere sua figlia. La recensione di Acid di Federico Gironi.

Acid: recensione dell'eco-thriller di Just Philippot

Che cosa curiosa. Nella prima scena di Acid, un film che parla del cambiamento climatico attraverso una vicenda familiare intimista - oppure forse il contrario, vai a sapere - Just Philippot sembra parlare di tutt’altro. Acid si apre con immagini girate con lo smartphone, mostrando l'agitata e un po’ violenta protesta di alcuni lavoratori contro un datore di lavoro reo di non badare abbastanza alla sicurezza dei suoi dipendenti. Un inizio quasi alla Brizé. Quasi.
Certo, è una scena che serve per introdurre e raccontare il personaggio di Guillaume Canet, Michal, padre di Selma (Patience Munchenbach) in rapporti un po’ tesi con la ex Elise (Lætitia Dosch), innamorato della collega Karine (Suliane Brahim): che poi è quella che si era fatta male sul lavoro scatenando l’aggressione al boss per cui Michal è in libertà vigilata.
Ma oltre a inquadrare Michal, la sua situazione personale e la sua psicologia, la scena a ben vedere serve anche supportarne altre successive, nelle quali l’uomo accusa la figlia di non occuparsi troppo delle cause sociali, e lei le risponde che lui, invece, non si preoccupa abbastanza del cambiamento climatico. Serve, insomma, a mostrare come anche se impegnata, e impegnata in cause anche giuste e novecentesche, c’è una generazione che non vede l’apocalisse che le si para di fronte.
Ecco infatti che in Acid le questioni entrano nel vivo quando anche sulla Francia, come già in altre zone del sud del mondo, si abbattono piogge acide. Fortemente acide. Pesantemente acide. In grado di ustionare, bucare, distruggere. Uccidere. E gira che ti rigira, ecco che Michal, con Karin in ospedale, dovrà fare coppia con la ex Elise per salvare Selma. E da lì tutta un’altra drammatica serie di peripezie nelle quali Michal dovrà usare la determinazione anche feroce mostrata all’inizio del film per proteggere e difendere Selma.

Disaster movie legato alle drammatiche attualità del clima impazzito, Acid replica la formula abbastanza riuscita del primo film di Philippot, Lo sciame, mescolando appunto una vicenda familiare e intima con catastrofi naturali (qui la pioggia acida, lì le cavallette che si nutrivano di sangue) e con un sottofondo di importanti tematiche sociali (lì il destino degli agricoltori, qui molto altro, dall’egoismo della società alle citate differenze tra generazioni).
E ancora una volta, più ancora di quanto mostrato nel suo esordio, Philippot mostra una particolare predilezione nell’inquadrare (bene, e con un certo gusto) figure umane solitarie visivamente affogate da una natura maestosa e assieme spaventosa.
Certo, quei cieli così plumbei e minacciosi sono un richiamo evidente a un altro film catastrofico, di calibro ben maggiore, che raccontava dei disperati tentativi di un padre di salvare una figlia, il sottovalutatissimo La guerra dei mondi di Steven Spielberg. E così facendo, sottolineano come i limiti di Acid, oltre che in alcune rigidità un po’ meccaniche della scrittura, stiano anche nella sua non spiccata originalità.
E però va ammesso che Philippot è in grado di usare il genere con discreto piglio autoriale, e che la sua voglia di parlare di tematiche reali e concrete non va mai a penalizzare gli elementi più immediati del film, la sua capacità di raccontare una storia di legami familiari, le emozioni più basilari che vuole e che riesce a suscitare.
È un cinema consapevole dei propri mezzi e di quelli del cinema stesso, quello di Philippot, nel quale, come nelle sue inquadrature, l’elemento umano è centrale, circondato dalla forza e dall’avvincenza del genere, della tensione, dell’immagine. E né l’uno né l’altro, elemento umano e elemento cinematografico, finiscono con l’essere mai schiacciati o depotenziati dalle tematiche. Ambientali o sociali che siano.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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