Abracadabra Recensione

Titolo originale: Abracadabra

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Abracadabra: recensione della commedia spagnola tra mistero e paranormalità

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Abracadabra: recensione della commedia spagnola tra mistero e paranormalità

Con un tentativo di ipnosi apparentemente fallito, uno spirito vagante entra a intermittenza nel corpo di uomo (Antonio De La Torre). Da questo spunto il regista e autore della sceneggiatura Pablo Berger realizza una commedia che per alcune pagine si traveste da film giallo, poi da film romantico e che non rinuncia a sconfinare in territori paranormali. Non è semplice sintonizzarsi lo stile del racconto che si avvicina e si allontana in continuazione. È ironico e sopra le righe all'inizio, cambia registro più volte toccando il dramma e il fantasy, asseconda l'umore degli eventi della storia e soprattutto sposta il punto di vista. Il film inizia uomo e finisce donna.

Berger è un abile narratore, si distingue senza aver bisogno di eccedere in estremismi e sa raccontare con delicatezza. Abracadabra è un film intermittente dai titoli di testa a quelli di coda e questo non è un male. Con pazienza e il giusto tempo per assimilare una storia diversa dalle altre, si può comprendere quanto il film insista sulla crisi di identità senza dichiararlo. La storia d'amore dei due protagonisti è agli sgoccioli perché lui è un uomo insopportabile. L'anima che lo possiede lo trasforma e sembra riaccendere la fiamma della passione nella moglie (Maribel Verdú), ma le personalità in conflitto non sono altro che una preziosa occasione per lei, per capire chi è e che cosa vuole a quel punto morto della vita. L'intermittenza del film riflette l'incertezza dei personaggi, però il tocco delicato, originale e consapevole del regista lascia viaggiare il film in chi lo vede, affinché riconosca qualcosa della propria identità. Con leggerezza.

Abracadabra
Il trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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