A spasso con Bob Recensione

Titolo originale: A Street Cat Named Bob

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A spasso con Bob: recensione del film che racconta una bella storia vera

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A spasso con Bob: recensione del film che racconta una bella storia vera

Un uomo solo e senza prospettive incontra un gatto. E il gatto lo adotta come compagno umano e gli cambia la vita offrendogli una seconda, insperata possibilità. È la storia vera raccontata nel best-seller autobiografico “A spasso con Bob” (Sperling & Kupfer), sulla vita di James Bowen, musicista di strada a Londra dopo una carriera da rocker mai decollata, senza soldi e senza un tetto sulla testa, schiavo della siringa. Fino all’incontro con un magnifico gatto rosso, battezzato Bob in onore del villain di Twin Peaks, con cui nasce una vera e propria storia d’amore che, grazie alla rete e alla pubblicazione del libro, nel 2012 fa di questo sfortunato ragazzo e del suo fedele amico due celebrità mondiali.

Per tutti quelli che credono che il cane sia il miglior amico dell’uomo, A spasso con Bob sarà una vera sorpresa (o un brutto colpo), mentre non si stupiranno gli amanti di queste imperscrutabili creature. James ha vissuto il lato positivo di un mondo in cui i social possono decidere della vita o della morte di qualcuno: se prima era un fantasma, ignorato da passanti frettolosi e scostanti, quando il gatto ha iniziato ad accompagnarlo al lavoro e a stargli accanto come il famiglio di una strega, lo ha reso visibile. Le loro immagini riprese dai cellulari e caricate su Youtube hanno fatto il giro del mondo. Da questo incontro fortuito Bowen ha preso il coraggio che gli mancava per ripartire, senza dimenticare chi è stato: oggi che può vivere serenamente, lavora ancora per i senzatetto e gli animali senza rifugio.

Sorprende un po’ (ri)trovare dietro alla macchina da presa il canadese Roger Spottiswoode, che ha firmato film come Sotto Tiro, Turner e il casinaro, Air America e il James Bond movie con Pierce Brosnan Il domani non muore mai. Grazie al suo solido mestiere il regista confeziona un prodotto onesto e godibile - anche se forse più adatto a una visione televisiva natalizia - evitando la trappola di un'eccessiva edulcorazione, tipica del family movie all'americana. Non è la solita Londra da cartolina quella che vediamo sullo schermo, anche se la forza della storia viene un po’ stemperata dalla necessità di renderla più interessante, dando a James un interesse amoroso, un amico che va in overdose e un conflitto con la famiglia paterna, nel libro nemmeno accennati, per quanto plausibili.

Luke Treadaway è perfetto nel ruolo del bravo ragazzo sfortunato e lo seguiamo con partecipazione nelle sue peripezie per strada, dove incontra violenza e intolleranza ma anche persone generose e sensibili, in quello che diventa – come nel libro – un inno alla vita e alla possibilità dei miracoli. E c’è un bonus: Bob appare in tutta la sua divina bellezza nel ruolo di se stesso (è lui il gatto che sta sulla spalla di James), coadiuvato, come si conviene a una vera star, da altri cinque felini.

A spasso con Bob
Il trailer italiano del film - HD
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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