300 - L'alba di un Impero Recensione

Titolo originale: 300: Rise of an Empire

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300 - L'alba di un Impero: la nostra recensione del film con Eva Green

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300 - L'alba di un Impero: la nostra recensione del film con Eva Green

A parte il successo al box office, 300 è stato capace nel 2006 di dare corpo (scultoreo) ad una nuova immagine cinematografica altamente riconoscibile ritraendo la Grecia Antica come una fornace di guerrieri creati con lo stampo. Visivamente non è stato fatto altro che prendere le tavole della graphic novel di Frank Miller e farne immagini in movimento, esaltare ogni elemento suggestivo esistente creando sostanzialmente un artwork per ogni singola inquadratura, mantenendo inalterato lo spirito dark.

Questa sorta di sequel, in senso tecnico e non narrativo, racconta la battaglia di Capo Artemisio avvenuta contemporaneamente ai fatti narrati nel precedente film in cui Serse travolge i valorosi trecento soldati di Leonida. 300 - L’alba di un impero sposta l’azione sul mare dove i greci devono arginare la massiccia offensiva navale dei persiani. I primi sono comandati dal Generale Temistocle (interpretato da Sullivan Stapleton a cui manca il carisma di Gerard Butler) mentre i secondi eseguono gli ordini della spietata Artemisia (interpretata da Eva Green a cui il carisma non manca mai). Nel film si distingue la scena di sesso tra i due che non ha nulla di diplomatico, piuttosto, volendo cercare una lettura tra le righe, mette in parallelo guerra e sessualità come se il confine tra le due cose fosse inesistente.

300 - L’alba di un impero raggiunge impressionanti livelli di pittura creando di fatto arte visuale, in cui il 90% di quello che si vede è generato al computer. Come un collage di digital painting messi in rilievo nella versione 3D, il film diretto da Noam Murro fonde se stesso con il fumetto durante le numerose sequenze in slow-motion con l’inevitabile difetto di essere ripetitivo. Gli scontri in battaglia si somigliano tutti e la debolezza della struttura narrativa apre spiragli per sbadigli. Godersi le immagini diventa la ragione unica dello spettacolo, ma per quanto l’efferatezza delle uccisioni sia trattata artisticamente con tanto di sangue desaturato, non tutti gli stomaci sono in grado di reggere fino alla fine.



300 - L'alba di un Impero
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