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Un americano a Roma: la scena cult con Sordi e i maccheroni e il favoloso personaggio di Nando Mericoni

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Vi spieghiamo la scena dei maccheroni di Un americano a Roma e vi raccontiamo tutto quello che sappiamo sul personaggio interpretato da Alberto Sordi nel film di Steno.

Un americano a Roma: la scena cult con Sordi e i maccheroni e il favoloso personaggio di Nando Mericoni

Gli ammiratori di Alberto Sordi, che equivalgono alla quasi totalità della popolazione italiana, si dividono fra quanti mettono al primo posto della sua filmografia Il marchese del Grillo e quanti invece venerano Un americano a Roma. Fra le due commedie, una diretta da Mario Monicelli nel 1981 e l'altra da Steno nel 1954, e una a colori e l'altra in bianco e nero, noi propendiamo per la seconda, che tra l'altro chiude il film televisivo di Luca Manfredi Permette? Alberto Sordi, che se ne serve a mo’ di cesura fra i primi 20 anni di carriera dell'attore ancora un po’ incerti e l'inizio di un successo mai tramontato. Le ragioni della nostra simpatia per Un americano a Roma non le staremo qui a spiegare, e anche se siamo d’accordo con i più severi recensori che giudicano un po’ frammentaria la struttura narrativa del film, che procede per sketch, non possiamo non riconoscere la capacità, tanto del nostro Albertone nazionale quanto del regista e degli eccellenti sceneggiatori (Sandro Continenza, Lucio Fulci, Ettore Scola, Alberto Sordi e lo stesso Steno) di mettere a fuoco alcune caratteristiche dell'italiano di metà Ventesimo secolo, vittima di una profonda fascinazione per quell'America che aveva liberato il paese dalla Germania nazista e che con il suo cinema aveva invitato al sogno e alla fantasticheria tanti ragazzi che, come Nando Mericoni, ancora non sapevano cosa fare delle loro vite.

Interpretato anche da Maria Pia Casilio, Giulio Calì e Carlo Delle Piane, Un americano a Roma ci mostra la Roma del Ghetto, di Via Margutta e del Colosseo e ha la sua punta di diamante nella scena in cui Nando mangia un piatto di maccheroni. Una o più foto della memorabile sequenza sono appese, se ci avete fatto caso, praticamente in ogni trattoria romana che si rispetti, e ogni sordiano doc ne conosce le battute a memoria.

Un americano a Roma: chi è Ferdinando Mericoni detto Nando

A inventare il personaggio di Ferdinando Mericoni è stato Lucio Fulci, che prese ispirazione da un certo Blacky Norton, che parlava in maniera molto simile a Nando. Il primo film in cui lo troviamo è Un giorno in pretura di Steno, dove a interpretarlo doveva essere, a detta del produttore Carlo Ponti, Walter Chiari. Il regista optò invece per Sordi, che nell'episodio Ferdinando "Nando" Mericoni, l'Americano interpretava un tipo, fissato con l'America e Kansas City, che faceva il bagno nudo in una "marrana" fingendosi Tarzan di fronte a un pubblico di ragazzotti. Un vigile gli nascondeva i vestiti e Nando alla fine veniva condannato a 3 mesi di carcere per oltraggio al pudore. In Un giorno in pretura, Nando è orfano, mentre ha entrambi i genitori in Un americano a Roma. Molto importante è il look del personaggio, che gira con un bracciale di cuoio borchiato, un cinturone da cowboy, una maglietta bianca attillata dentro i jeans a tubo e un berretto da baseball. Nella scena in cui Nando va in moto scimmiotta il Marlon Brando de Il Selvaggio. Nando Mericoni appare anche nel film a episodi Di che segno sei?, dov'è una guardia del corpo di un istituto di vigilanza milanese. In quest'ultimo caso il cognome del personaggio è Moriconi.

La scena dei maccheroni

La scena in cui Fernando Mericoni, rientrato a casa la sera tardi dal cinema, va in cucina per mangiare, è piuttosto semplice da un punto di vista registico. Nando, con la maglietta a maniche lunghe bianca, il cappellino da cui non si separa mai e le mani che ancora imitano due pistole che sparano, si avvicina al tavolo dove sua madre gli ha amorevolmente lasciato un piatto di maccheroni, che il nostro mostra di disprezzare dicendo: "roba da carrettieri". Anche il fiasco di vino posato accanto ai maccheroni lo fa inorridire, e così il Santi Bailor di Trastevere opta per un cocktail letale a base di latte, marmellata, yogurt, mostarda e una fetta di pane. La pietanza improvvisata naturalmente gli fa schifo e Nando, dopo aver esclamato "ammazza che zozzeria!", attenta alla vita dei maccheroni esclamando: "Maccarone m'hai provocato e io ti distruggo. Io me te magno". La macchina da presa di Steno, durante la sequenza, si incolla a Sordi, prima si sposta da sinistra a destra, poi stringe su Sordi e si ferma, come in estatica ammirazione, salvo poi avvicinarsi ancora quando Mericoni si "organizza" il piatto a stelle e strisce. Nella scena vengono inserire due inquadrature del padre del personaggio (Giulio Calì), che in preda all'ira si rigira nel letto. Vorrebbe ammazzare il figlio, ma si trattiene. Ciò che veramente colpisce nella sequenza dei maccheroni è il linguaggio di Ferdinando Mericoni, che mescola parole vere o inventate o storpiate della lingua inglese al romanesco e che prende ispirazione non solo dal cinema ma anche dai fumetti. Non è l'unica volta, comunque, che nei suoi film Alberto Sordi viene mostrato mentre mangia. Sia in Un americano a Roma che altrove il cibo è metafora delle condizioni sociali. Come dimenticare, ad esempio, Sordi e Anna Longhi che si rimpinzano di fettuccine ne Le coppie (con lui che dice a lei: "Di’ quello che te pare ma le fettuccine… so sempre le fettuccine")? Tornando ai nostri maccheroni, prima guardati con orrore e poi divorati, le battute che più ci fanno ridere del dialogo con la tipica pietanza romana sono quelle finali, che alludono alla destinazione dell'obbrobrioso piatto american style: "Questo o damo ar gatto! Questo ar sorcio, co questo ce ammazzamo e cimici".

Le battute più celebri e buffe di Nando Mericoni in Un americano a Roma

Un americano a Roma è una commedia spassosissima dall'inizio alla fine, anche se il film e il suo protagonista provocano anche quel pizzico di malinconia che, con l'affermarsi della commedia all'italiana, diventerà più consistente fino a scivolare nel cinismo. Ovviamente i momenti più esilaranti sono affidati a Sordi. Ecco le sue battute più celebri e divertenti:

  • "Gatto mammone! Me so' accorto, sai? Fai finta de legge' er giornale... Sei una spia, sei! Vuoi cantare? Canta i salmi... Cah-Cah-Cah-Cah! Ti devo sopprimere, ti devo! Odo dei passi... Sei stato tu gatto mammone, hai cantato! Tieh! becca 'sto regaluccio... Cah! Io m'apposto..."
  • You take la tua street e segui sempre la tua main e nun te poi sbaglié! All right, all right! (...) Attention, nun annà a destra perché c'è er burone d'a Maranella, all right, all right amerecà!
  • Ammazza che casa! Qui ci troviamo di fronte alla tipica casa del film amerecano... Mazza che casa! Casa amerecana, serva friulana, del Nevada!
  • Polizia der Kansas City… orait orait… awanagana
  • Ormai hai 21 anni, è tempo che tu sappia di chi sei figlio


  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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