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Parasite: tutto quello che c'è da sapere sul film trionfatore agli Oscar 2020 - La nostra guida completa

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Il film coreano di Bong Joon-ho capace di vincere l'Oscar per il miglior film, la migliore regia, la migliore sceneggiatura e il miglior film internazionale.

Parasite: tutto quello che c'è da sapere sul film trionfatore agli Oscar 2020 - La nostra guida completa

È stato Parasite, il film sudcoreano scritto e diretto dal regista Bong Joon-ho, il trionfatore degli Oscar 2020. Arrivato alla Notte degli Oscar con sei candidature, ha portato a casa quattro statuette, vincendo il premo per il miglior film (primo in lingua non inglese a vincere nella categoria nella storia dell'Academy), la migliore regia, la migliore sceneggiatura e il miglior film internazionale (che è la nuova denominazione della categoria finora nota come miglior film straniero).
E per chi volesse saperne di più, ecco tutto quello che c'è da sapere su Parasite:

La trama

Parasite racconta la storia di due famiglie. La prima, la famiglia Kim, formata da madre padre e due figli (un maschio e una femmina) è molto povera, vive in un seminterrato di Seoul e campa di sussidi di disoccupazione e di espedienti più o meno legali. La seconda è la famiglia Park, ricchissima, che vive in una splendida villa di design, ed è formata in maniera identica. Le loro strade s'incrociano quando, grazie al contatto avuto da un amico che sta andando a lavorare all'estero e alcune credenziali fasulle, il figlio dei Kim riesce a farsi assumere come tutor della figlia dei Park, e a entrare in casa loro. Così, quando servirà trovare un'insegnante d'arte per il più piccolo dei Park, il ragazzo sarà in grado di far assumere sua sorella, ovviamente sotto mentite spoglie. Ma le cose si faranno sempre più complicate.

Di che genere è Parasite?

Difficile dare una risposta precisa a questa domanda. Perché, come tipico del suo regista e di molto cinema della Corea del Sud, Parasite è un film nel quale i generi si mescolano costantemente. C'è la commedia, c'è il thriller, il grottesco, il dramma sociale e familiare, e ci sono anche una spruzzata di melodramma e di (quasi) horror.

Parasite: il trailer

Parasite: dove vederlo

In occasione degli Oscar 2020, la distribuzione Academy Two ha fatto tornare Parasite nei cinema italiani, ed è attualmente disponibile in oltre 200 sale che potete trovare grazie al nostro trovacinema. Il film di Bong è anche disponibile per il pre-ordine di acquisto in Blu-ray e DVD sul sito di Amazon. L'uscita al momento è indicata nel 31 dicembre, una data provvisoria in attesa della comunicazione dell'effettiva apparizione sul mercato (ipoteticamente nel mese di maggio).

Il regista, Bong Joon-ho

Parasite è stato scritto e diretto da Bong Joon-ho, che con Park Chan-wook è il più noto e talentuoso dei registi della new wave coreana che si è fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo negli ultimi vent'anni. Il primo grande successo internazionale di Bong è il bellissimo thriller del 2003 Memorie di un assassino (che sta per debuttare per la prima volta nei cinema italiani il 13 febbraio grazie a Academy Two, la stessa distribuzione di Parasite). A quel film sono seguiti altri titoli di grande richiamo come il monster movie The Host e il drammatico Mother, e da due film girati da Bong in inglese e con un cast internazionale: Snowpiercer e Okja.

Cosa ha vinto Parasite

I quattro Oscar vinti sono solo il coronamento di una cavalcata trionfale, per Parasite. Un percorso pieno di successi e riconoscimenti che ha avuto inizio al Festival di Cannes 2019, dove ha ottenuto la Palma d'oro per il miglior film. Parasite ha anche vinto, tra gli altri, il Golden Globe come miglior film straniero; il BAFTA per la migliore sceneggiatura e il miglior film straniero; premi delle associazioni dei critici cinematografici di Boston, Chicago, Los Angeles, New York, San Diego. Ha vinto il Festival di Sydney, il Critic's Chioce Award come miglior regia e miglior film straniero e l'Independent Film Award come miglior film straniero e lo Screen Actors Guild Award per il miglior cast.

Parasite e la critica italiana

Anche in Italia, come nel resto del mondo, il film di Bong ha conquistato la critica. Nella recensione per Comingsoon.it, Federico Gironi parla della "magica abilità" di Bong "di fare giocoleria coi generi, alternando commedia e dramma, grottesco e (quasi) splatter, sfiorando il melodramma, come niente fosse." E sostiene che "Non c’è [...] facile ideologia, nella scrittura di Bong, così come non ci sono scelte ovvie nell’eleganza della sua forma, capace di mutare a seconda dei contesti e degli stati d’animo dei suoi personaggi.
Emiliano Morreale su La Repubblica ha scritto che è il film in cui Bong "raggiunge la piena maturità", dotato di "una sceneggiatura impeccabile ma anche di una regia che riesce a trasmettere tensione [...] senza bravate né compiacimento."
Da Cannes, Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera ne parlò come di "un'amara riflessione sulle differenze di classe e di cultura nella Corea del Sud, svolta però con un sarcasmo e una carica farsesca sorprendenti."
Giulio Sangiorgio, su FilmTv, lo ha definito "Il Teorema che ci meritiamo, 51 anni dopo"; "un (grande) film popolare sul presente"; "Burning sotto acido, Noi in Corea del Sud."
Parasite è stato inoltre nominato Film della Critica da parte dell'apposita commissione del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani, con questa motivazione:

Mescolando la forza dello storytelling con la riflessione sociologica e una buona dose di sarcasmo, il film, Palma d'oro a Cannes, inizia come una commedia degli equivoci per trasformarsi nella sorprendente metafora di un Paese che nasconde nelle proprie "viscere" quella parte di sé che non vorrebbe vedere. E l’avventura di chi è disposto a tutto pur di trovare un lavoro, si chiude con un’amara (e sanguinosa) riflessione sulle differenze di classe e di cultura nella Corea di oggi.

Attenti agli spoiler

Parasite riserva di continuo sorprese e colpi di scena, specie nella sua parte finale. Anche per questo, prima della sua presentazione in prima mondiale sulla Croisette, il regista Bong aveva indirizzato a giornalisti e critici un appello affinché i pezzi e le recensioni sul film non contenessero i temutissimi spoiler. Questo è l'accorato appello di Bong Joon-ho che invita a non rovinare l'esperienza della visione a chi verrà dopo di voi:

Una supplica:

Al giorno d’oggi le persone, quando aspettano di vedere un film per il quale c’è molta attesa, se ne stanno alla larga dai loro siti di cinema preferiti e indossano le cuffiette con il volume alto mentre siedono nell’atrio dei cinema.
Ovviamente Parasite non è un film che dipende solo da un unico grande colpo di scena finale. È chiaramente diverso, per esempio, da certi film hollywoodiani che gettano chi non l’ha ancora visto nello sgomento e nella rabbia più totali quando qualcuno all’ingresso della sala si mette ad urlare: “Bruce Willis è un fantasma!”

Nonostante ciò, credo sia la speranza di tutti i registi che il pubblico rimanga con il fiato sospeso ad ogni colpo di scena, grande o piccolo, che si sorprenda e venga risucchiato nel film brulicante di emozioni dall’inizio alla fine.

Dunque, in tutta onestà, vi supplico –

Quando scriverete la recensione di questo film, per favore trattenetevi il più possibile dal rivelare come si sviluppa la storia dopo che fratello e sorella cominciano a lavorare come insegnanti privati, particolare che viene svelato anche nel trailer.
Questa gentilezza da parte vostra sarà un magnifico regalo per il pubblico e per il team che ha lavorato a questo film.

Chino il capo e vi imploro ancora una volta – per favore niente spoiler.

Grazie.
Bong Joon Ho

La villa di Parasite

Tra le candidature all'Oscar di Parasite c'era anche quella per la migliore scenografia: meritatissima, visto che la splendida villa che è teatro dell'azione (ma anche la casa seminterrata dei poveri Kim) sono state create interamente e appositamente per il film. In Parasite si dice che la villa è stata vdisegnata da un archistar di nome Namgoong Hyeonja. Questo architetto non esiste e la villa teatro delle vicende è che un enorme set interamente ricreato da Bong con il suo scenografo, Lee Ha Jun. Perfino buona parte degli arredi della elegantissima e spaziosa villa sono stati disegnati appositamente per il film. Maggiori informazioni le trovate nella nostra news dedicata alla scenografia di Parasite e nel backstage del film.

Sì, ma cosa c'entra Gianni Morandi?

Può sembrare strano, ma c'è un legame diretto tra Parasite e Gianni Morandi. In una scena del film, infatti, a un certo punto si ascolta, un po' a sorpresa, "In ginocchio da te", la canzone con cui il cantante vinse il Cantagiro del 1964 e che ispirò l'omonimo musicarello (sul cui set Morandi conobbe Laura Efrikian), e che fu portata in tournée dal cantante in Giappone nello stesso anno.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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