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La libertà di stampa, il ruolo delle donne: "Oggi stiamo peggio di allora." Steven Spielberg presenta The Post

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Con lui in Italia sono arrivati anche Meryl Streep e Tom Hanks, protagonisti di un film politico e attualissimo, dedicato a Nora Ephron.

La libertà di stampa, il ruolo delle donne: "Oggi stiamo peggio di allora." Steven Spielberg presenta The Post

“La libera stampa è il guardiano della democrazia. È quello che mi hanno insegnato ed è quello in cui credo.”
La prima fase pronunciata da Steven Spielberg nel corso della conferenza stampa di presentazione del suo nuovo film, The Post, è lapidaria e non lascia adito a dubbi: il suo film, storia della pubblicazione dei Pentagon Papers da parte del Washington Post, avvenuta sfidando l’amministrazione Nixon che minacciava i giornali attraverso il potere giudiziario, è un film politico eccome.
Poi, nel caso ci sia in giro qualcuno che ha voglia di fare orecchie da mercante, rincara la dose: “Allora era il 1971, e per la prima volta dalla Guerra Civile una corte di giustizia cercò di limitare la libertà di stampa, bloccando le pubblicazioni del New York Times. Ci volle la Corte Suprema per ribadire questo diritto. Dal 2017, con questa curiosa inversione delle cifre finali, ci troviamo nella stessa situazione: anzi, in una situazione forse peggiore.”
Una situazione, specifica ulteriormente il regista americano, “nella quale oramai si mette la fastidiosa etichetta fake-news su tutto quello che non piace al Presidente.”

Spielberg lo chiama “Presidente”, ma mai “Trump”. Meryl Streep, dal canto suo, non si spinge nemmeno a tanto quando racconta che “quando il copione di Liz Hannah fu acquistato da Amy Pascal e me lo fece leggere, mancavano sei giorni alle elezioni. Allora, alla vigilia di quella che tutti pensavamo sarebbe stata la prima presidenza di una donna nella storia del Paese, ci sembrava un film capace di raccontare i passi avanti che avevamo fatto da allora. Poi,” prosegue, “è arrivato il giorno delle elezioni, e da quel momento in poi The Post è diventato un film su passi avanti non fatti, in un presente dove un comportamento ostile alla stampa e alle donne è presente ai massimi vertici del nostro governo.”

Già, la stampa e le donne. Perché oltre che a essere un film sulla libertà di stampa, The Post è anche un film sulla condizione femminile e sull’emancipazione, a suo modo, e per questo ancora più attuale. Più ancora del Ben Bradley di Tom Hanks, infatti, di The Post è protagonista la Katherine Graham di Meryl Streep, editrice del Washington Post: una donna ritrovatasi a capo di un impero editoriale che, dice Spielberg, “faticava a trovare la sua voce in un mondo di uomini.”
“Aveva la sensazione di non essere al posto giusto, in un mondo dominato dai bianchi e dai maschi,” dice l’attrice che la interpreta. “Ma ha trovato il coraggio di imporsi, di sfidare Nixon, in un momendo in cui non era ancora consapevole della sua autorità e della sua autorevolezza. Lei ha imparato ad avere coraggio, ma non sempre noi insegniamo alle nostre figlie ad avere lo stesso coraggio.”
"Mi piacerebbe che questo film possa ispirare, per convincere le donne a 'fuck it', ed esprimersi come vogliono in un mondo che non glielo permette," aggiunge il regista.

Ovvio poi che, di fronte a questi argomenti, il discorso si sia allargato fino a toccare quell’universo di questioni nate con l’Harvey-Gate e dilagate a colpi di hashtag in tutto il mondo.
“Non so perché ci sia voluto tanto prima che le donne facessero sentire la loro voce in maniera chiara e forte, e perché l’abbiano fatto ora” dice la Streep. “Noi esseri umani ci mettiamo tanto a capire. Ma l'aria è cambiata, e non solo a Hollywood, dove è scoccata la scintilla per una ribellione che riguarda da tanti anni tanti altri ambiti. E sono molto ottimista.”
Non cauto, ma umile, è Spielberg su questo stesso tema: “Non ho la competenza per esprimermi. Posso dire che si tratta di una lotta di potere, e che le donne hanno dimostrato spesso di essere capaci di rompere lo stampo dentro il quale gli uomini le vogliono costringere. Come quando, durante la II Guerra Mondiale, hanno occupato tutti i ruoli necessari per far andare avanti un paese mentre gli uomini erano in guerra. Ma alla fine del conflitto, sono state rimandate in cucina, non hanno potuto capitalizzare il ruolo e le competenze conquistate. Ma il problema è prima di tutto maschile,” continua. “Di uomini che non sanno controllarsi, comportarsi in maniera adeguata, accettare un no.”

L’uomo di The Post, il direttore Ben Bradley, non aveva di questi problemi: “ha sempre saputo benissimo che Kate Graham era il suo capo, e non si sarebbe mai sognato di mettere in discussione questo fatto,” dice Tom Hanks, che lo interpreta. L’attore lo definisce “un uomo molto competitivo, una vera belva. Nel giugno del 1971 il Post era il secondo quotidiano di Washington dopo lo Star, ma l’idea che il New York Times avesse una storia che lui non aveva non lo faceva dormire la notte.
“Voleva competere alla pari e superare il Times,” aggiunge Spielberg. “Perché guardava al futuro, a un futuro dove il Post sarebbe stato degno di avere lui alla direzione. Sono state questa sua passione e questa sua determinazione a far sì che Katherine Graham trovasse il suo coraggio: e il loro esempio è stato fondamentale per quello che poi han fatto Woodward e Bernstein con il Watergate.”

The Post”, dice ancora il regista, è il primo dei miei film in cui si racconta un rapporto uomo-donna così forte e complesso, e sono stato molto fortunato a farlo con attori come Meryl e Tom.” E se il film è dedicato a Nora Ephron, è perché in qualche modo l’incontro tra i due, che non avevamo mai lavorato prima fino a questo momento, è arrivato grazie a lei. “Tom era un suo grande amico, e anche io lo ero,” spiega la Streep, “anche se tra noi non ci conoscevamo bene. Nora è stata una grande ispirazione per me, e mi piacerebbe fosse qui per commentare il film, e i nostri tempi. Nessuna come lei saprebbe fare commenti intelligenti e taglienti sul periodo che stiamo vivendo.”



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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