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L'Alligatore in persona, la parola a Matteo Martari, protagonista della serie di Daniele Vicari

Protagonista della serie Rai L’alligatore, abbiamo incontrato l’attore veneto Matteo Martari, che ha dato corpo, voce e tasso alcolico all’antieroe, investigatore per caso, creato dalla penna dello scrittore di noir Massimo Carlotto.

L'Alligatore in persona, la parola a Matteo Martari, protagonista della serie di Daniele Vicari

Marco Buratti, detto l’alligatore, è un ex cantante di blues, condannato ingiustamente a sette anni di carcere, a cui è rimasta addosso “la fragilità degli ex detenuti e l’ossessione della giustizia”. È così che Daniele Vicari tiene a presentare il protagonista della sua fiction, L'alligatore, da stasera 25 novembre su Rai2, ogni mercoledì per quattro serate. Lo interpreta Matteo Martari, “veneto nel profondo più di sé stesso”, cresciuto immerso in quei paesaggi, pescando nella laguna che gli danno senso ed energia, oltre “al marcio necessari per dare ad Alligatore il vitalismo e al tempo stesso la malinconia”.

Le parole di Matteo Martari, L'alligatore

Ma chi l’ha creato, questo affascinante personaggio che somiglia agli antieroi della letteratura hard-boiled, quelli pieni di difetti e vizi, ma con un rigoroso e personale senso di giustizia? Naturalmente un altro veneto, il padovano Massimo Carlotto, che nel 1995 ha pubblicato il primo romanzo della serie, La verità dell’Alligatore. “Grazie a quello e agli altri romanzi, avevo tanto materiale per prepararmi”, ci ha detto Matteo Martari, impegnato a rendere l’andatura ciondolante, segnata dalla vita, dell’investigatore suo malgrado, che scopre di essere bravo nelle indagini poliziesche, e che molti avvocati sono disposti a pagare per farglielo fare, ovviamente in maniera poco ufficiale.

Così prosegue Matteo Martari, “ci siamo trovati in uno studio per un’analisi e lettura delle sceneggiature, poi ci hanno messo a disposizione un vero e proprio spazio teatrale, dove abbiamo portato in scena i personaggi in maniera simile a quella di una compagnia teatrale. A quel punto per me è stato lineare, ci ho dovuto solo metterle il corpo, la verità inespressa dalle parole. Abbiamo fatto molte ore di prove, tre settimane più due di letture. Una fortuna che non avevo mai avuto prima, il tutto supervisionato in maniera costruttiva da Daniele Vicari, lo showrunner e regista della prima e terza puntata. Ha aiutato molto il fatto che io e Thomas Trabacchi, nella serie mio amico, tanto che i due si muovono spesso insieme, ci siamo trovati a trascorrere molte ore insieme e credo si veda anche nei personaggi.”

Marco Martari è quasi irriconoscibile, quando lo incontriamo via zoom, sbarbato e in abiti civili, rispetto alla barba incolta e le occhiaie dell’alligatore. Difficilmente lo riconosceranno subito, nella serie, quelli che l’hanno conosciuto come modello, suo primo approccio al mondo dello spettacolo, dopo aver completato la Scuola alberghiera. Per lui poi arriva il teatro, con la scuola Quelli di Grock, e il debutto al cinema arriva nel 2015 in La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi. Nello stesso anno entra nel cast della serie Non uccidere, nel ruolo del poliziotto Andrea Russo, che tornerà anche nella seconda stagione. Una decina di film e serie televisive, eccolo nei panni de l’alligatore, da stasera in prima serata, alle 21.20, su Rai2.

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