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Una mamma per amica ha vent’anni anni ma non li dimostra: 5 motivi per cui è ancora così amata

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Il 5 ottobre 2000 andava in onda il primo episodio della serie sulle ragazze Gilmore creata da Amy Sherman-Palladino: ecco perché non passa mai di moda.

Una mamma per amica ha vent’anni anni ma non li dimostra: 5 motivi per cui è ancora così amata

Vi sarà capitato in qualche mattinata grigia e ordinaria di fare timidamente zapping tra i canali tv. Avrete notato, forse, che tra notiziari e talk show la tv del mattino offre una certezza: le repliche di Una mamma per amica su Italia 1. Sono gli stessi episodi di quando saltavate la scuola perché malati, gli stessi di quando buttavate un occhio al televisore mentre vi preparavate per il primo colloquio di lavoro, gli stessi che arrivano dopo i cartoni animati che guardano i vostri figli. Da vent’anni, (anzi diciotto visto che Gilmore Girls - questo il titolo originale - ha debuttato in Italia quasi due anni dopo la prima messa in onda americana sulla vecchia WB, esattamente il 5 ottobre 2000) la coppia madre-figlia formata da Lorelai e Rory Gilmore e la Stars Hollow stravagante e colorata creata da Amy Sherman-Palladino ci tengono compagnia.

Una mamma per amica vent’anni dopo: 5 motivi per cui è una serie ancora attuale

Perché una serie che ha due decenni e che si basa semplicemente sulla storia di una madre e di una figlia è ancora così popolare? Si potrebbe dire che l’eccentrico drama con Lauren Graham e Alexis Bledel abbia goduto di una rinnovata notorietà grazie a Netflix che, prima di ospitare nel 2016 il revival Una mamma per amica: Di nuovo insieme, ha acquisito tutte le stagioni. La verità è che per qualcuno (per la sottoscritta sicuramente), Una mamma per amica è davvero la serie rassicurante per eccellenza, da vedere quando ci si vuole riconciliare con il mondo, a cui affidarsi dopo l’ennesimo drama distopico che ci ha tolto il sonno. Se non siete ancora convinti, vi diamo 5 motivi per cui Una mamma per amica non passa mai di moda ed è ormai un classico della televisione di conforto.

I dialoghi concitati e intrisi di cultura pop

Una mamma per amica

I fan di Una mamma per amica lo sanno: stare dietro alla parlantina di Lorelai Gilmore è un’impresa. Uno studio pubblicato sulla piattaforma Medium ha messo in luce che il numero di pagine della sceneggiatura di un episodio di Gilmore Girls è pari al doppio di quello di qualsiasi altra serie di un’ora. Le frasi di Lorelai sono brevi ma il ritmo è concitato. È una tecnica che abbiamo ritrovato, molti anni dopo, soltanto ne La fantastica signora Maisel, non a caso un’altra serie firmata da Amy Sherman-Palladino. Gli americani la chiamano semplicemente fast talking ma in questa serie è molto di più. Non solo perché caratterizza perfettamente uno o più personaggi (oltre a Lorelai, non dimentichiamoci della Paris di Liza Weil) ma anche perché le battute sono un vero e proprio esercizio di stile: sempre ricercatissime e con innumerevoli riferimenti alla cultura pop, da Oprah Winfrey a Star Wars, dai Peanuts ai film di John Hughes a cui le ragazze Gilmore sono devote.

Trama semplice, dettagli ricercati

Una mamma per amica

Basterebbero pochissime parole per spiegare, a qualcuno che non conoscesse la serie, la trama di Una mamma per amica: un drama classico che esplora il rapporto tra una giovane madre single e sua figlia sedicenne. Detta in questo modo, potrebbe apparire poco interessante. E così deve essere sembrata agli spettatori americani che, nel corso della prima stagione, non hanno premiato particolarmente la serie (che sfidava il giovedì sera, c’è da dire, colossi quali Friends su NBC e Survivor su CBS). Pian piano però, sono stati i dettagli a convincere prima la critica e poi il pubblico: l’ottima caratterizzazione dei personaggi (persino quelli minori), le situazioni ricorrenti e così rassicuranti, quali le cene del venerdì e le riunioni cittadine e i succitati eccentrici dialoghi, per fare qualche esempio. E la serie è durata 7 stagioni (153 episodi) e un revival.

È una serie onesta

Una mamma per amica

Nonostante il mondo di Stars Hollow sia popolato da decine di personaggi sopra le righe, Una mamma per amica è una serie realistica, perché crea empatia. Chiunque può trovare qualcosa di sé in uno dei protagonisti. Che non sono perfetti: fanno errori (c’è chi non ha mai perdonato a Rory alcune discutibili scelte sentimentali), litigano, cadono e si rialzano trasformando spesso i fallimenti in opportunità. Meno stucchevole e più intelligente di altri drama che pure erano in voga nei primi anni 2000 (Dawson’s Creek in primis), questa serie ha colpito dritto al cuore con la sua onestà.

I titoli di testa e il tema musicale

Carole King ha registrato appositamente per Una mamma per amica la riconoscibilissima versione della sua Where You Lead insieme alla figlia Louise Goffin. Una canzone così perfetta, per stile e testo, che sembra in realtà scritta proprio per la serie. Da sempre basta ascoltarne due note per pensare a Stars Hallow e a quell’atmosfera che sa di autunno, di calore e di familiarità. Anche il tema musicale composto da Sam Phillips, il famoso “La La La” che si sente spessissimo per intenderci, è stata una richiesta esplicita di Amy Sherman-Palladino che, ha detto Phillips in un’intervista, “voleva che la musica fosse uno dei personaggi della storia, come se fosse nelle teste di madre e figlia".

Non è solo una serie: è uno stile di vita

Una mamma per amica

Una mamma per amica ha messo in scena un tipo di relazione madre-figlia ben preciso. Basato sulla fiducia, sulla lealtà, sull’ironia, su arguti riferimenti musicali e cinematografici, sul cibo spazzatura e su litri di caffè. In tempi non sospetti (cioè quando ancora Gomorra: La serie non esisteva e pochi titoli attiravano le critiche di chi parlava di “prodotti diseducativi”) c’è stato anche chi si è mostrato perplesso di fronte a uno stile di vita considerato poco edificante. Capofila è la genitrice della sottoscritta, sempre sostenitrice della sua verità “una madre non può fare l’amica”. Allo stesso tempo, ho sentito di persone ispirate dalla tenacia di Rory che hanno deciso di continuare gli studi per frequentare l’università dei sogni. In qualsiasi modo la si pensi, questa serie ha fatto discutere, ispirato persone, lanciato tendenze. Insomma, si è guadagnata un posto in quello stesso olimpo pop geek che ha contribuito a creare.

Ora vi sfidiamo a non sentirvi nostalgici e a non correre su Netflix per far partire un episodio a caso di Una mamma per amica. Magari non della confusionaria sesta stagione, secondo molti volutamente sabotata dalla creatrice prima di lasciare lo show per poi tornare solo per il revival. Ma questa è un’altra storia.

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