Schede di riferimento
Speciali Serie TV

Prisma, su Prime Video la nuova serie di Ludovico Bessegato: "Raccontiamo un'Italia fluida e più autentica"

179

Il regista di SKAM Italia, la sceneggiatrice Alice Urciuolo e il cast hanno presentato quello che chiamano il loro "romanzo di formazione", in streaming su Prime Video dal 21 settembre.

Prisma, su Prime Video la nuova serie di Ludovico Bessegato: "Raccontiamo un'Italia fluida e più autentica"

Cercarsi, perdersi, riconoscersi nell'altro. Essere visti e giudicati da altri e con fatica trovare se stessi senza sentirsi completi mai. Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo sono tra gli autori italiani che più di tutti sono riusciti a mettere in scena i disagi, le preoccupazioni ma anche la bellezza di una generazione complessa, fiera e ricca di sfumature come la Gen Z. Lo hanno fatto con SKAM Italia e ora ripetono l'operazione con Prisma, la nuova serie originale di Prime Video prodotta da Cross Productions che uscirà in streaming il prossimo 21 settembre. Ma non chiamatela semplicemente serie teen. Per gli autori è un vero e proprio racconto di formazione che, fotografando un'Italia diversa dal solito, vuole contribuire al dibattito su fluidità di genere e diritti nel nostro Paese senza avere la pretesa di "cambiare le teste". "Vogliamo raccontare una bella storia e speriamo che i nostri personaggi rimangano", si è augurato Bessegato - sceneggiatore e  regista - durante la presentazione della serie alla stampa.

Fluidità, cambiamento, innovazione: i temi di Prisma

In 8 episodi Prisma racconta le storie di un gruppo di adolescenti di Latina concentrandosi sulla complessa relazione tra l’identità, le aspirazioni, l’aspetto fisico e gli orientamenti sessuali. Protagonisti del racconto sono due gemelli, Marco e Andrea (interpretati dall'esordiente Mattia Carrano), identici nell'aspetto ma profondamente diversi per temperamento e inquietudini che esprimono. Insieme ai loro amici, Marco e Andrea intraprendono un percorso alla scoperta di sé in un mondo in continuo cambiamento. C'è voglia di innovazione in Prisma, di raccontare qualcosa che ancora in questo mondo e con questa cura non era mai stato raccontato. Nicole Morganti, Head of Italian Originals di Amazon Studios, si è detta molto fiera del lavoro fatto. "Volevamo innovare su un argomento a noi molto caro, il mondo dei giovani. Raccontare le loro storie, anche quelle che gli adulti faticano a capire. Questa serie farà finalmente capire qualcosa di più dell'identità di genere", ha detto. Anche Rosario Rinaldo, presidente Cross Production, ha puntato sulla parola chiave che è innovazione: "Da SKAM Italia a Rocco Schiavone, abbiamo sempre inseguito percorsi innovativi e lo facciamo anche con Prisma".

Prisma su Prime Video

Prisma

Come è nata la serie: l'ispirazione e il tema del doppio

Prisma è nata nel lontano 2019 quando Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo, reduci dalla fortunatissima esperienza di SKAM Italia, hanno avvertito il desiderio di fare qualcosa di completamente originale. "Per me SKAM è stata come una grande palestra ma aveva comunque una sceneggiatura di partenza. Mi chiedevo se sarei stato in grado di fare una serie da zero, era una vera e propria sfida con me stesso. L'occasione è arrivata quando Alice ha conosciuto la poetessa transgender Giovanna Cristina Vivinetto che ha un fratello gemello. Ho pensato che fosse uno spunto stupendo", ha raccontato Bessegato.

La stessa Giovanna Cristina Vivinetto è presente nella serie e ha dato il suo contributo con le sue poesie e le sue esperienze di vita. "Le nostre storie nascono dal reale. Ho conosciuto Giovanna, letto e ascoltato la sua storia. C'è molto di lei nel personaggio di Mattia. Il fatto che lei abbia un gemello ci ha permesso di esplorare cosa significhi per Andrea avere sempre a che fare con un suo doppio che rappresenta ciò che la società gli chiederebbe di essere. Quello che noi indaghiamo è proprio che cos'è un uomo oggi, cos'è una donna. Cosa ci si aspetta", ha aggiunto Alice Urciuolo.

La sfida di portare in scena due gemelli

Mattia Carrano, alla sua prima esperienza su un set in assoluto, si è dovuto subito confrontare con una sfida difficile: mettersi nei panni di due gemelli profondamente diversi a livello caratteriale. "Per me è stata una sfida enorme a livello attoriale. La parte più difficile? Le scene con i due gemelli. Le giravamo di seguito e di corsa mi andavo a cambiare ed entravo nei panni dell'uno o dell'altro. Con Ludovico abbiamo lavorato tantissimo sul linguaggio del corpo, su come parlano e su tanti altri aspetti. Sento entrambi i personaggi molto vicini a me. Penso sia normale tra i ragazzi scoprirsi, avere delle paure", ha detto il protagonista.

Prisma

Anche dal punto di vista tecnico, non è stato facile. Sono state provinate anche coppie di attori gemelli, ma solo Mattia Carrano - scovato grazie a un'agenzia - aveva determinate caratteristiche fisiche adatte per entrambi i personaggi. Ludovico Bessegato ha svelato qualche retroscena:

"Questa è stata tra le sfide più complesse. Oltre le difficoltà tecniche, era proprio difficile trovare un attore esordiente di 21 anni e dargli non uno ma due ruoli. Devo dire che all'inizio eravamo preoccupati: vedevamo i giornalieri, in cui appariva una controfigura di Mattia accanto a lui e non capivamo se le scene avrebbero funzionato. L'abbiamo capito soltanto mesi dopo al montaggio. Quando tutti hanno iniziato a chiederci: 'Come avete fatto a trovare due gemelli?', allora abbiamo capito che avevamo fatto un buon lavoro".

Personaggi complessi in una realtà in continua evoluzione

Ludovico Bessegato, durante la conferenza stampa di presentazione di Prisma, si è poi soffermato su un argomento interessante: è giusto o sbagliato far interpretare certi ruoli LGBTQI+ ad attori che hanno vissuto nella vita reale le stesse esperienze? Su questo ha detto:

"È illegale chiedere a un colloquio o a un provino di definire il proprio orientamento o la sua identità. Quindi ci sono dei casi in cui le persone hanno fatto dei coming out pubblici e altri casi in cui questa informazione riguarda quello che la persona ha o meno voglia di comunicare. Prisma ha dei personaggi che si definiscono ma la maggior parte non si definisce e questa è la caratteristica della nostra serie. Parlare della non-binarietà, della fluidità. Quindi chiedere a una persona di definirsi sarebbe stato contrario a quello che volevamo raccontare cioè un mondo di persone che si cercano ma fanno fatica a dare a se stessi una definizione. Inoltre l'identità e l'orientamento non sono fatti statici. Sono invece dinamici e in continua evoluzione. Inoltre non è detto che quella condizione rimanga tale negli anni in cui si sviluppa lo show. Per cui quell'elemento non deve essere un elemento fondante nella scelta di cast, soprattutto perché anche l'identità dello stesso Andrea è in evoluzione. Tutti i personaggi di Prisma hanno una loro complessità e in fase di casting cercavamo solo attori che portassero in scena una loro complessità senza chiedere loro da dove nascesse".
Prisma su Prime Video

Latina, una città di provincia come nessun'altra

Prisma è ambientata a Latina, una città sicuramente insolita. Non la solita grande città ma neppure la tipica città di provincia. E la scelta di collocare in certi territori la storia ha anche un forte significato culturale. "Si tratta delle terre di fondazione, nell'Agro Pontino, che sono le terre fondate dal fascismo. E sappiamo tutti che il fascismo aveva fatto della società patriarcale il suo modello unico di famiglia. Questi luoghi nella serie sono il simbolo di una realtà più grande che ci riguarda tutti ma portano il segno di quello che siamo stati e di tutta una serie di imposizioni culturali", ha spiegato Alice Urciuolo. Bessegato, che ha conosciuto Latina proprio grazie a quest'ultima, è rimasto subito molto colpito da questa città giovane, che ha solo 90 anni:

"È diversa da qualsiasi altra realtà di provincia perché non ha un centro storico, non ha il classico corso con i negozi. Ha un grattacielo che è il quarto più alto d'Italia, una centrale nucleare che lentamente stanno smantellando. Ha una sua forza narrativa e da regista ho colto le opportunità che offre. È anche una città fluida proprio come i nostri protagonisti perché ha cambiato nome tre volte".

Prisma

L'Italia fluida di Prisma che "non è manifesto politico"

Può una serie come Prisma contribuire ad arricchire il dibattito su fluidità di genere, orientamento sessuale e altre tematiche care al mondo LGBTQI+? Su questo Bessegato è stato molto chiaro: pur inserendosi inevitabilmente in un dibattito politico e culturale attualmente in corso, Prisma non vuole insegnare niente a nessuno ma soltanto raccontare una bella storia, una storia che rimanga. In particolare il regista e sceneggiatore ha detto:

"Non vorrei vedere strumentalizzata una serie come Prisma. Non ci tiriamo indietro a raccontare certi temi e certi personaggi, ma quello che volevamo fare era una serie universale. Non ci interessa fare una serie manifesto, anche perché la società cambia e speriamo che certi temi vengano superati dalla storia. Vorremmo che la nostra serie, fatta di personaggi e conflitti, rimanga. La nostra ambizione era fare un romanzo di formazione: abbiamo parlato semplicemente delle cose che sono nella mente e nelle priorità dei ragazzi. Non penso che una serie da sola possa cambiare le teste, non c'è questa ambizione".

Bessegato non si è sottratto alle domande più scottanti, visto che certi temi trattati nella serie sono più attuali che mai in vista delle vicinissime elezioni politiche. Tuttavia ha mandato un messaggio di ottimismo facendo riferimento a una nuova generazione, quella protagonista di Prisma, che è molto più aperta al cambiamento:

"Non mi faccio tante illusioni che una serie possa spostare gli esiti elettorali. Però almeno contribuiamo ad arricchire il dibattito e la rappresentazione. È un lavoro più lento ma siamo felici di contribuire a rappresentare un mondo diverso, un'Italia diversa e più autentica. Ma comunque la nostra ambizione è soprattutto raccontare una bella storia. Di certo abbiamo un problema in questo Paese. Non siamo all'avanguardia sui diritti. Quello che però posso dire è che quello che abbiamo visto è che esiste una parte importante di ragazzi che sono all'avanguardia rispetto alla capacità di elaborare, riflettere e comunicare all'esterno certe sensazioni. Prisma non vuole insegnare niente a nessuno ma da persona ho provato invidia per una generazione che è così disponibile ad aprirsi, farsi delle domande".

Prisma arriva in streaming su Prime Video, con i suoi 8 episodi tutti disponibili, mercoledì 21 settembre. Qui sotto trovate il trailer ufficiale.

Scopri Prime Video
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
Schede di riferimento
  • Giornalista professionista
  • Appassionata di Serie TV e telespettatrice critica e curiosa
Suggerisci una correzione per l'articolo