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Hanna: il creatore David Farr ci racconta la serie su una ragazza pura in cerca della sua identità

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Nuova attesa serie di Amazon Prime Video in arrivo dal 29 marzo.

Hanna: il creatore David Farr ci racconta la serie su una ragazza pura in cerca della sua identità

Elegante, lingua tagliente e sorriso sempre pronto a esplodere, David Farr è l’esempio di come le produzioni di Amazon Prime Video siano ormai una multinazionale di lingue e intelligenze, Brexit o meno. Già, non parlategli di Brexit, a quel punto lo sguardo si incupisce, e come dargli torto. David Farr è regista teatrale, associate director nientemeno che della Royal Shakespeare Company, ma anche autore di selezionate sceneggiature nel cinema e nella televisione.

Lo incontriamo a Berlino, dove ci parla di Hanna, nuova serie Prime Video in arrivo dal 29 marzo di cui è creatore e autore di tutte le otto puntate, in cui espande le vicende raccontate nell’omonimo film diretto da Joe Wright, scritto dallo  dallo stesso Farr. Non c’è più Saoirse Ronan, ma la protagonista è la giovane e promettente Esme Creed-Miles, esordiente, figlia di Samantha Morton, insieme a Mireille Enos e Joel Kinnaman, già insieme nella serie The Killing. “Chi l’ha detto che a lavorare a storie cupe non ci si diverta?”, ci dice David Farr. “La cosa peggiore è scrivere della commedia, ti rende talmente ansioso, è davvero stressante, per questo i comici sono così infelici, mentre occuparsi di cose terribili ti gasa alla grande, perché in confronto la tua vita ti sembra tutta rose e fiori”.

Alla domanda se avesse ricevuto la benedizione dal regista del film, Joe Wright, Farr ha risposto così: “non ne avevo bisogno, ma lui è così alla mano e tranquillo, quello era il suo film, la sua visione. Come a teatro, sono due versioni diverse, anche i personaggi lo sono, è l’inizio a essere simile, poi le ultime puntate sono completamente nuove. Naturalmente ne abbiamo parlato molto, confrontandoci su quello che avremmo fatto. C’era molto altro da affrontare, secondo me, la mia versione è più una storia di formazione e un thriller politico, che poi è quello che faccio di solito io, mescolare psicologia e politica, mentre quella di Joe è una visione più favolistica, visivamente forte e piena di immaginazione, con Hanna che è come Dorothy nel Mago di Oz e si trova catapultata in un mondo nuovo. C’era un’altra storia vera da raccontare, su questa ragazza che non ha mai incontrato nessun altro se non suo padre e cerca di scoprire chi è, in senso letterale, perché non si sa niente del suo passato, e in maniera più esistenziale, cercando di capire se avrebbe potuto diventare felice con altri esseri umani. La televisione mi ha dato modo di raccontare e sperimentare senza l’ansia dei tempi serrati”. 

Una storia che unisce molti momenti diversi, divertenti e molto drammatici, mescolando generi e atmosfere, un episodio dopo l’altro. “È il modo in cui vedo il mondo”, ci risponde sorridendo Farr, “è molto istintivo. È misterioso per me l’equilibrio con cui tutto questo sta in piedi, è frutto di sensazioni. Può sembrare ridicolo da dire, ma sono molto influenzato dalla filosofia esistenzialista, per me si tratta di vivere in maniera onesta e capire come fai a farlo, Hanna è, a suo modo e con la sua purezza, uno splendido personaggio esistenzialista.”

Già, ma la violenza che ruolo ha nella serie, David Farr la farà vedere a sua figlia? “Sì, ha 13 anni e l’ha vista, anche se ero terrorizzato, perché accadono delle cose davvero spiacevoli, ma lei ne ha riso, perché la protagonista è una straordinaria giovane ragazza, il che fa una grande differenza. Spero che molti giovani, specie ragazze, abbiano voglia di vederla, anche se non è per tutti i tredicenni.”

La colonna sonora delle serie è più vicina a una partitura malinconica e da thriller, lontana dalla musica elettronica diretta e senza compromessi del film, che presentava anche i Chemical Brothers. “Ovviamente abbiamo dovuto pensare a una possibile seconda stagione”, ci confessa il creatore di Hanna, “perché se avrà successo bisognerà essere relativamente rapidi, per come funzionano oggi le serie televisive. La gente non vuole aspettare troppo. Ma non abbiamo certezze, vedremo, non pensate che ci siano dei numeri da raggiungere, Amazon e le altre piattaforme non funzionano così, hanno i loro metodi. Abbiamo lavorato con un gruppo relativamente limitato di persone, alla fine erano un paio a prendere le decisioni, non come al cinema, dove venti persone come niente ti mandano annotazioni. Con gli studios è un incubo. Amazon ha fiducia e ci ha dato libertà, quando Hollywood per molto tempo non ha avuto fiducia negli artisti; il rischio economico è troppo alto e alla fine paralizza il processo creativo”.

Com’è caduta la scelta di Esme Creed-Miles per il ruolo chiave di Hanna? “Abbiamo fatto provini a centinaia di ragazze, soprattutto dal centro e nord Europa, quando improvvisamente è arrivato un video, girato direttamente nel suo appartamento da questa ragazza dell’est di Londra, letteralmente a pochi chilometri da dove eravamo. C’era qualcosa di particolare, qualcosa di grezzo, ma vero. Ha delle qualità inspiegabili, che non puoi insegnare, nella sua pelle, nei suoi occhi, una vulnerabilità, ma anche una decisione. È stata subito una decisione unanime, Amazon l’ha subito adorata”.

Pochi giorni e gli otto episodi della prima stagione di Hanna saranno su Amazon Prime Video, a partire dal 29 marzo.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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