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Scissione: la serie gioiello di Apple TV+ tra sci-fi, mistero e dramma esistenziale

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Prodotta e diretta (in parte) da Ben Stiller, la serie Scissione è un eccezionale lavoro di suspense, geometrie e coscienze sdoppiate.

Scissione: la serie gioiello di Apple TV+ tra sci-fi, mistero e dramma esistenziale

"Ma io non ho AppleTV+", diranno molti di voi. Non si può essere abbonati a tutti i servizi streaming, ci mancherebbe, ma è importante sapere che tra tutte le piattaforme che offrono contenuti originali, dunque prodotti soltanto per i propri clienti, i (relativamente) pochi che Apple TV offre, hanno un'altissima percentuale di qualità. Dal recente I segni del cuore - CODA, vincitore dell'Oscar come miglior film dell'anno alla pluripremiata serie Ted Lasso di cui arriverà tra pochi mesi la terza stagione. Titoli popolari e ordinari ci sono, come The Morning Show e See, o il sempre ottimo Tom Hanks nei due tutto sommato gradevoli film Greyhound e Finch, ma l'impressione generale è che Apple voglia favorire produzioni con la volontà di allontanarsi dalla "formula", da quelle convenzioni narrative che vanno incontro al pubblico di massa secondo i "calcoli di un algoritmo", privilegiando invece libertà autoriale e sperimentazione.

Servant, per esempio, è una claustrofobica serie thriller/horror supervisionata da M. Night Shyamalan che ruota intorno a una surreale idea la cui tensione è tutta in mano agli attori e ai fenomenali filmmaker che si alternano alla regia. Un dramma incentrato sulla "Alternative History", ovvero quale piega avrebbe preso la Storia se le cose fossero andate diversamente, è For All Makind che racconta, con un intelligente sviluppo fittzio di eventi e personaggi, la corsa allo spazio tra USA e URSS. È da poco approdata la serie di spionaggio Slow Horses che si presenta come più che meritevole della nostra attenzione, ma è su Scissione che questo articolo si sofferma ora che si è conclusa al nono episodio la prima stagione.

Scissione: l'originale trama della serie

Scissione, in originale Severance, è una serie che si è progressivamente messa in risalto, con episodi resi disponibili a cadenza settimanale, come uno show originale e meticolosamente curato. Il concetto di partenza è molto interessante: alcune persone aderiscono a un progetto per scindere la propria memoria quando vanno al lavoro, vivendo così due vite distinte, quella privata e quella professionale. La tecnologia che permette questa scissione è sviluppata dall'azienda Lumon a "vantaggio" di un gruppo di propri dipendenti. Consiste nell'inserimento di una capsula nel cervello umano che funziona come una sorta di interruttore, spegnendo l'identità esterna dell'individuo e accendendo quella interna durante la discesa in ascensore agli uffici del piano interrato.

Questa idea può non sembrare così stupefacente, avendo ormai letto e visto in tante serie, film e libri, creazioni narrative di science-fiction che raccontano di sdoppiamenti di identità, personalità multiple, proiezioni e astrazioni mentali, stati di ipnosi e tecnologie invasive con presunti effetti benefici per le comunità. Scissione, però, fa tesoro del proprio potenziale e sceglie di avere cura dei personaggi, mantenendo concept futuristico e scenario distopico sullo sfondo. Il creatore Dan Erickson ha sviluppato il soggetto con la produzione esecutiva di Ben Stiller, il quale avrebbe dovuto occuparsi soltanto della regia del pilot ma decidendo poi di dirigere sei episodi su nove. Insieme i due hanno compreso quanto l'idea di tornare a casa dal lavoro, senza ricordare nulla delle ore trascorse in ufficio, fosse qualcosa di allettante e di facile identificazione per il pubblico. Con intelligenza hanno deciso di concentrarsi sulla condizione esistenziale dei personaggi durante la graduale espansione della storia, traghettando la science-fiction verso il thriller psicologico.

Scissione: il reset della memoria

L'azione si svolge in una città di provincia americana nel centro-nord del Paese in cui la grande azienda di biotecnologia Lumon incute un certo timore nei suoi abitanti per l'avvio del controverso progetto denominato Severance. L'inserimento del microchip nel cranio di alcuni impiegati è ritenuto pericoloso per la salute degli stessi. Sebbene si siano sottoposti volotariamente all'esperimento, questi lavoratori sono guardati con diffidenza quando vivono il loro quotidiano in città. Perché lo fanno? Scopriamo quasi subito che il protagonista Mark Scout, interpretato da Adam Scott, ha vissuto un trauma nel suo recente passato. Sua moglie è morta in un incidente e per lui, poter andare al lavoro con una coscienza pulita che non gli faccia ricordare nulla della sua vita personale, è un grande sollievo. Ed è spesso questo il motivo che spinge un dipendente Lumon a richiedere di lavorare al piano interrato, una vita esterna pesante dalla quale prendersi una reale pausa. Molto velocemente, dunque, lo show ribalta una prima aspettativa: la scissione è più utile a dimenticare la vita esterna anziché il contrario.

Lo show inizia presentandoci la nuova arrivata Helly Riggs, interpretata da Britt Lower. È una logica scelta di convenienza narrativa per agevolare la nostra comprensione nei primi passi del racconto, in quanto anche la donna deve iniziare il processo di orientamento al suo primo giorno da "scissa". L'inquadratura a piombo in cui la si vede sdraiata su un grande tavolo di una sala riunioni, poco prima che riprenda i sensi, ne rimarca la nascita. La sua figura è racchiusa all'interno di quello che dall'alto può sembrare un bozzolo. Quando si sveglia, Helly viene al mondo. È la Helly con una memoria resettata, non conosce il suo nome, non sa dove si trova, non ha un ricordo che sia uno della sua vita esterna. La sua cognizione di persona adulta è integra (sa camminare, parlare, scrivere) così come lo è la sua impronta caratteriale, ma la coscienza e la memoria sono nuove di zecca. Per aiutarla con lo spaesamento, la Lumon le ha fatto registrare un video messaggio prima che l'interruttore nel suo cervello venisse spento. La sua versione esterna le spiega che è una sua scelta aderire al progetto di scissione, quindi è tutto sotto controllo. Anche troppo sotto controllo, constatazione destinata ad emergere in tutti i dipendenti, tra cui gli altri due del quartetto Irving e Dylan, interpretati da John Turturro e Zach Cherry, e il sempre magnetico Christopher Walken nel ruolo di Burt della divisione Optics & Design.

Scissione: i misteri della Lumon Industries

Dal mondo esterno si direbbe che l'operazione di divisione della memoria abbia lo scopo di mantere la segretezza sul lavoro che gli impiegati svolgono al suo interno. In realtà, neanche in quell'ampio ufficio con sole quattro scrivanie gli impiegati del Macro Data Refinement sanno precisamente quello che fanno. La cattura con il mouse dei numeri sullo schermo del computer, ha l'aria di essere più un videogioco che un compito di vitale importanza. Molte delle domande legate a cosa faccia la Lumon rimangono senza risposta ed è all'ultimo episodio della prima stagione, con una significativa rivelazione, che iniziamo comprendere qualcosa. Il progetto di Scissione è qualcosa su cui si sta investendo molto e nel nono e ultimo episodio si manifestano le intezioni dell'azienda.

Intanto all'interno del piano con gli impiegati al lavoro accadono non poche stranezze, ed è qui che la serie mostra anche un carattere da dark comedy. Oltre al mito della Lumon portato avanti di generazione in generazione, con tanto di statue di cera degli ex presidenti della società, c'è un impianto di supporto e manipolazione psicologica che che si basa su una sconcertante verità: resettare la memoria significa azzerare le esperienze. I dipendenti sono come bambini e come tali vengono trattati. Sono riluttanti a fare quello che gli viene chiesto e affrontano sedute di cura "terapeutica" per intervenire sulla loro fragile psiche, ma se ottengono buoni risultati sul lavoro vengono premiati. Come? Come se fossero scolaretti, con parentesi di festeggiamento infantile, tra intermezzi musicali, frutta, waffle e cocktail party. Il signor Milchick con camicia o dolcevita bianchi è un supervisore tanto sorridente quanto inquietante, grazie alla fantastica performance dell'attore Tramell Tillman. Autoritaria e per niente rassicurante è la signora Cobel, interpretata da Patricia Arquette. Loro non sono "scissi" e al di fuori delle mura dell'azienda recitano una parte per tenere d'occhio l'identità esterna degli impiegati. Milchick e Cobel sono agli ordini di un consiglio di amministratori che non vediamo mai.

Scissione: geometria scenografica e l'arte dei titoli di testa

È di grande seduzione estetica il lavoro svolto dagli scenografi di Scissione. Oltre alla coinvolgente costruzione narrativa, lo show trova un perfetto spaesamento per i personaggi nel labirintico piano interrato dove lavorano. Immerso nel bianco e con spazi angusti o eccessivamente ampi a seconda del condizionamento psicologico che l'azienda della storia tenta di imporre. A fornire una buona ispirazione per dare concretezza alla concettualità della serie sono stati il film The Truman Show (di cui ricordiamo l'ambientazione totalmente fittizia per l'incosapevole protagonista interpretato da Jim Carrey), il videogame The Stanley Parable (nel quale un impiegato si accorge che l'edificio dove lavora è deserto e deve capirne il motivo) e la leggenda metropolitana nata su internet delle Backrooms (non-luoghi con stanze vuote, ronzio dei neon e luce fluorescente che generano smarrimento e inquietudine).

La cosiddetta ciliegina sulla torta è la sequenza dei titoli di testa, in tutto e per tutto capace di riprodurre l'effetto straniante che alberga nei personaggi della storia. La musica di Theodore Shapiro anche ascoltata a occhi chiusi coglie con poche ed eleganti note gli stati d'animo essenziali: angoscia, disorientamento, alienazione. Le immagini animate al computer con una versione renderizzata di Adam Scott sono invece merito del creativo tedesco Oliver Latta. È stato sufficiente per Ben Stiller vedere su Instagram i suoi lavori, una serie di modellazioni 3D di corpi e volti spesso disturbanti per chi guarda, e dunque perfette per dare a Scissione una intro da non saltare ma ammirare con fascinazione ad ogni singolo episodio.

Scissione: Ben Stiller artefice di una serie eccezionale

Infine è proprio Ben Stiller a confermare ulteriormente grandi capacità e intelligenza quando opera in cabina di regia. La sua è a tutti gli effetti una naturale evoluzione di un artista discreto e risoluto nell'industria cinematografica hollywoodiana. Ha ereditato le vesti di attore brillante dai genitori, Jerry Stiller e Anne Meara che hanno formato un duo comico tra gli anni 60 e 80, ma dirigere altri attori e dare corpo alle storie era qualcosa che aveva nel sangue, a cominciare dal lontano 1994 con Giovani, carini e disoccupati. Il lavoro di regista è proseguito con Il rompiscatole, con Matthew Broderick e Jim Carrey, e con tre titoli in cui ha anche diretto se stesso: il film di culto Zoolander, l'ensemble autoironico di Tropic Thunder e l'ambizioso I sogni segreti di Walter Mitty nel quale diventava evidente la padronanza del mezzo acquisita negli anni, sia per un più che buono occhio fotografico sia per la sensibilità richiesta dalla storia.

C'è lui alla regia della miniserie drammatica di genere carcerario del 2018 Escape at Dannemora, sette episodi con le fenomenali performance di Benicio Del Toro, Paul Dano e soprattutto dell'irriconoscibile Patricia Arquette. Per Apple TV+ Ben Stiller è andato oltre, creando e coordinando un mondo distopico di fortissimo impatto estetico, con simmetrie e un'ortogonalità fuori asse al servizio di una storia di suspense esistenzialista. Scissione è una delle migliori serie mai realizzate e si spera che il finale sospeso della prima stagione possa trovare nei futuri episodi lo stesso alto livello di qualità artistica.

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