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Luna nera: parlano le creatrici della serie italiana fantasy di Netflix

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Le streghe al centro di questa storia ideata e diretta tutta al femminile terza produzione italiana Netflix Original.

Luna nera: parlano le creatrici della serie italiana fantasy di Netflix

“Le streghe son tornate”, per riprendere un motto della lotta femminista degli anni ’70, ricordato da Francesca Comencini, una delle registe della serie Luna nera, insieme a Paola Randi e Susanna Nicchiarelli, nonché artefice dell’impostazione visiva. Si tratta della terza serie Netflix Original italiana, prodotta da Fandango e tratta dal primo capitolo, Le città perdute, della saga fantasy omonima di Tiziana Tria, pensata come una trilogia e pubblicata ora da Sonzogno in parallelo con la messa online della serie, prevista per il 31 gennaio.

Tornano d’attualità le streghe, si diceva, o forse non sono mai passate di moda in quanto “donne ribelli libere e forti”, come ha dichiarato alla stampa la Comencini, “sono un simbolo, non rappresentano le forme o le caratteristiche che ci si aspetta dalle donne, magari perché anziane o perché non piacciono o non si accompagnano a uomini, o che non stanno un passo indietro. Una figura universale di chi ha libertà in eccesso. Trovare un modo per uomini e donne di stare al mondo e convivere, che sia diverso e sfugga alla tentazione di dominio degli uomini e di sottomissione delle donne è la più grande utopia del nostro tempo. Siamo tutte emozionate per il lavoro fatto, il punto di partenza nella ricerca di equilibrio fra realismo e fantasy è stato prendere atto come non ci sia niente di più magico della realtà e reale della magia dal punto di vista del patrimonio culturale tipicamente femminile, fatto di nascita, morte, corpi ammalati, momenti non visibili dei quali storicamente le donne sono testimoni. Volevamo che la magia scaturisse da una realtà povera e umana, fosse un riscatto poter raccontare queste donne non come vittime, ma concedere loro una seconda possibilità. Collaborare tra di noi è stato un entusiasmante scambio di fiducia e curiosità per i rispettivi lavori, molto divertente e nel rispetto dell’autonomia reciproca. Ho impostato la serie, ma considerando la loro sensibilità, istinto e le loro chiavi personali”

Una storia dunque che cerca di riparare i torti di secoli di immaginario distorto intorno a figure di donne forti e libere finite al rogo in un mondo fallocentrico. Luna nera, di cui abbiamo visto due dei sei episodi, è il racconto di una giovane levatrice di 16 anni, Ade, che nelle campagne del nostro paese, durante il XVII secolo, viene accusata di stregoneria. Fuggendo trova rifugio in una comunità di donne misteriose nei boschi e deve scegliere fra l’amore per Pietro, figlio del capo dei minacciosi Benandanti, e il suo vero destino. “Una sfida anche per noi”, ha detto Domenico Procacci di Fandango, “il nostro primo fantasy, cosa strana considerando che noi europei, e italiani in particolare, abbiamo nella nostra storia tanti elementi narrativi molto interessanti, spesso sacchieggiati dagli anglosassoni, ma quando vedo Il Trono di Spade non posso che ritrovare tanti riferimenti alla nostra cultura e storia, perché non raccontarli noi, con attori nostri e in italiano? Senza pregiudizi o scetticismo.”

Girata fra Cinecittà e splendidi scenari naturali del Lazio, su tutti Monterano, nel viterbese, Luna nera è una serie a suoi modo pionieristica, come è stato sottolineato nel corso dell’incontro con la stampa. Per il genere, il fantasy, poco abituale per le nostre produzioni, al cinema o in televisione, ma anche per un cast composito (per età, esperienze e formazione) e quasi sconosciuto, con ben sette esordienti. “Una serie piena di talento femminile, creata da donne per un’audience composita e globale”, in cui la stregoneria rappresenta la discriminazione di cui la donna ha sofferto in ogni epoca e nel conflitto fra scienza e superstizione. “Siamo orgogliosi della serie”, ha poi dichiarato Felipe Tewes, Director of International Originals di Netflix. “Abbraccia l’immaginazione, la creatività, prende rischi raccontando in chiave fantasy un’epoca cupa, qui mezzo per riscrivere la storia. Una lezione sullo scovare potere in noi stessi e trovare coraggio”.

Tiziana Tria, autrice del romanzo e una delle creatrici della serie, ha ricordato come “una delle cose più importanti per me era dare visibilità al patrimonio della nostra storia dimenticato e raccontato poi dagli anglosassoni. Ampliare lo spetto di quel periodo storico, esplodendo poi nel fantastico, ricollocare quelle donne al loro posto giusto sarebbe importante per capire meglio anche il nostro presente. Tutto è ispirato da fatti storici reali, documentati da atti processuali portati avanti da un potere maschile, giudici o uomini di chiesa. Sono donne di cui sappiamo pochissimo, se non che le loro confessioni furono estorte con la tortura. Abbiamo immaginato come dare loro voce, attraverso il fantasy”.

Luna nera sarà disponibile in tutta la sua prima stagione da sei episodi a partire dalla mattina del prossimo 31 gennaio, sulla piattaforma di Netflix.

photo credit Emanuela Scarpa/Victoria Will/ Netflix



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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