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L’allieva: ecco la fiction con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale tratta dai libri di Alessia Gazzola

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L’universo degli specializzandi in Medicina Legale e una protagonista sbadata ma intelligente di nome Alice.

L’allieva: ecco la fiction con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale tratta dai libri di Alessia Gazzola

La medicina, le difficoltà degli specializzandi, dottori affascinanti e perfettamente consapevoli di esserlo, la famiglia, le case condivise… Un momento: non stiamo parlando di una nuova stagione di Grey’s Anatomy o di altre più o meno celebri serie tv ambientate fra i corridoi d’ospedale. No. Anche se le sale operatorie ci sono, stavolta la medicina è Legale, l’ambientazione tutta italiana e, fra un’autopsia e un esame a cui prepararsi attentamente, c’è anche spazio per un po’ di mistero. Il campo però è quello della fiction: di 11 episodi in 6 puntate, per la precisione, che vanno a comporre L’allieva e che portano sul piccolo schermo i famosi romanzi di Alessia Gazzola "L’allieva", "Un segreto non è per sempre" e "Sindrome da cuore in sospeso". Tradotti in diverse lingue, i libri hanno come protagonista la sbadata ma intelligente Alice Allevi, studentessa di Medicina Legale che ama improvvisarsi detective e barcamenarsi fra due uomini ugualmente affascinanti: l’inflessibile dott. Conforti e il reporter Arthur. Intorno a loro, si agita un articolato microcosmo formato da colleghi, amici e investigatori. 

Prodotta da Endemol Shine Italy per Rai Fiction, e diretta da Luca Ribuoli, L’allieva andrà in onda, su Rai1, alle 21:15 a partire dal 27 settembre. La fiction è stata presentata questa mattina a Roma e ad accompagnarla c’erano il regista e il cast, composto innanzitutto da Alessandra Mastronardi (Alice), Lino Guanciale (Claudio Conforti), e Dario Aita (Arthur Malcomess). 

Ad aprile le danze, spiegando l’appeal della serie, è stata il Direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta: "Noi siamo partiti da un patrimonio: i romanzi Alessia. E’ sempre un privilegio poter partire da testi di base con personaggi così ricchi e pieni di vita. I libri sono stati tradotti in svariate lingue e si sono rivelati subito un grande successo. Insieme ai libri abbiamo ricevuto in dote una responsabilità, perché l’universo descritto da Alessia bisognava rappresentarlo al meglio. Endemol, con Provaci ancora Prof!, aveva già raccolto la bella sfida poter rinnovare il genere giallo-rosa, e adesso è bello avere una serie che affronta un mondo diverso, quello degli specializzandi in medicina, ci interessava la bellissima protagonista femminile di questi libri, un personaggio lontano da tutti i cliché di oggi. Abbiamo affidato la regia a Luca perché è un artista abituato a raccontare svariati universi collettivi in maniera credibile e coerente. Abbiamo fatto un’operazione molto fresca sul cast, volevamo attori pieni di professionalità ed energia. Ci andava di raccontare una generazione (i venticinque-ventiseienni) che fa più fatica a guadagnarsi i propri sogni rispetto a quella dei trentenni".

Una volta trovati i protagonisti della serie e avuto l’ok da Alessia Gazzola, l’impresa più ardua è stata convincere il regista a sposare il progetto. Ribuoli, infatti, non era convinto che L’allieva fosse pane per i suoi denti: "Quando la Rai mi ha proposto questa serie mi sono detto: e io cosa c’entro? Cosa posso dare a questo lavoro? Non avevo letto né i libri né i copioni. Il personaggio mi spaventava, poi ho letto il primo libro e mi sono tranquillizzato. Mi è sembrato un romanzo bellissimo con personaggi scolpiti a meraviglia, e siccome la cifra del mio mestiere è lavorare con attori e personaggi, ho detto: ci sto! C’era da trovare la protagonista, abbiamo scelto Alessandra e abbiamo 'minato' la sua psicologia per trovare i difetti del suo personaggio, per lei è stato impegnativo avere sulle spalle un ruolo così totalizzante (Alice è sempre presente, gli altri reagiscono a ciò che lei fa). Alessandra ha girato per 103 giorni senza fermarsi mai, l’abbiamo sostenuta in tutti i modi. Il lavoro insieme al cast è stato divertente e bello, è difficile trarre una serie da un romanzo, spero che Alessia sia contenta del risultato".

Prima della conferenza stampa di presentazione della serie, i giornalisti hanno potuto vedere la puntata introduttiva, un’ora e mezza di buona televisione in cui si definiscono i personaggi e viene risolto il primo caso. A dominare la scena, senza nulla togliere agli altri interpreti, era la Mastronardi, che ha dimostrato di saper padroneggiare tranquillamente una vasta gamma di emozioni. All’incontro con i giornalisti, l’attrice era visibilmente emozionata: "Devo veramente tutto a questi signori qua e al cast, perché L’allieva è stato un viaggio bellissimo durato sei mesi, non c’era mai stanchezza, c’era solo tanta energia e talmente tanta voglia di far vivere Alice sullo schermo che non abbiamo mai avvertito l’impegno che c’era dietro. Fin dal giorno del provino mi sono innamorata di Alice. Credo sia un personaggio nuovo per le fiction italiane. L’hanno paragonata a Bridget Jones, ma è molto di più, ha molte più sfaccettature, e poi nella storia ci sono amore, intrigo, una nonna, degli amici, è un microcosmo L’allieva, e grazie ad Alice siamo tutti qui ora e mi rendo conto di avere una responsabilità immensa, cosa che francamente mi terrorizza. Chiunque abbia ha letto i libri, ha in mente una propria Alice, spero che la nostra possa essere amata come l’Alice dei romanzi".

Più affabile del personaggio a cui dà vita, Lino Guanciale ha parlato di microcosmi e delle somiglianze e differenze fra il Claudio Conforti de L’allieva ed Enrico Vinci, personaggio che interpreta nella fiction Non dirlo al mio capo: "Il mondo universitario l’ho frequentato e lavoro spesso in quel contesto da docente. Sono dei microcosmi questi istituti in cui si fa una vita concentrazionaria, si creano dinamiche a cui è difficile sottrarsi, in studio abbiamo fatto esperienza proprio di questa cosa. Però c’era un solo aguzzino: il regista. Il mio personaggio, Conforti, approfitta del potere che ha, del suo fascino e della sua capacità di attrarre le donne. Io un paio di persone così le ho incontrate. Claudio Conforti non è poi così simile a Enrico Vinci, Vinci è un personaggio che cerca una redenzione, qui c’è un’ottica più realistica, Conforti è felice così com’è, il sadismo lo avvicina a Enrico, ma non hanno molte altre cose in comune. Però, in effetti, senza spoilerare troppo, vi dico che c’è un momento in cui il personaggio vacilla, ma in sostanza rimane fedele a se stesso".

A Dario Aita, invece, è toccato il compito di raccontare la storia d’amore fra Arthur e Alice, irresistibilmente attratti l’uno dall’altra ma presi dai rispettivi interessi: "Io e Alice viviamo una storia d’amore turbolenta perché il mio personaggio, che fa il reporter, vuole seguire la sua passione, e la sua passione lo porta lontano da Alice e questo crea distanza, allontanamento, e si aprono delle crepe, e in queste crepe si inserisce il terzo incomodo, che è Claudio. Insomma è una relazione difficile, ma non voglio anticiparvi nulla".

La fan numero uno de L’allieva è proprio Alessia Gazzola, che in Alessandra Mastronardi ha trovato l’Alice perfetta: "Sono emozionatissima, la prima puntata la conosco a memoria, l’ho vista un centinaio di volte e la trovo sempre bellissima. Alessandra è la miglior Alice che potessi desiderare. Ha uno sguardo limpido e volitivo che è quello che Alice doveva avere, non mi importava che fosse bruna o bionda, mi interessava il suo sguardo, la sua presenza, nella stesura del nuovo romanzo ammetto di essermi ispirata alla serie".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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