Giuseppe Bennati
Locandina Giuseppe Bennati

Giuseppe Bennati

Regista e Sceneggiatore  
NASCE A: PITIGLIANO, GROSSETO (ITALIA)
NASCE IL: 04/01/1921
24 Anni di carriera
10 Film
Qui puoi conoscere la carriera e le curiosità sulla vita privata di Giuseppe Bennati, leggere le notizie più recenti, trovare tutti i premi vinti e guardare le foto e i video.

DATI ANAGRAFICI DI GIUSEPPE BENNATI

Nasce a: PITIGLIANO, Grosseto (Italia)
Nasce il: 04/01/1921
Muore a: MILANO (Italia)
Muore il: 26/09/2006

BIOGRAFIA DI GIUSEPPE BENNATI

Regista. La sua carriera cinematografica inizia nella metà degli anni '40 quando, dopo aver abbandonato il Centro Sperimentale di Cinematografia (tra i suoi compagni di studi figurano Paolo Panelli, Tino Buazzelli e Nino Manfredi), si dedica alla realizzazione di una serie di cortometraggi autoprodotti. Nel 1950 gira i documentari "Levrieri da corsa", "Pompei" e "Acquario". Nello stesso anno debutta anche nella regia di lungometraggi con "Il microfono è vostro", ispirato all'omonima rubrica radiofonica. Due anni dopo dirige quello che fu arbitrariamente considerato il primo western del cinema italiano: "Musoduro" (1953) - tratto dal romanzo "Musoduro, memorie di un bracconiere" di Luigi Ugolini - accolto favorevolmente dalla critica. Dopo aver firmato il soggetto e la sceneggiatura di "La valigia dei sogni" (1953-54) di Luigi Comencini, scrive e dirige una serie di film che subiscono alterne fortune: "Non scherzare con le donne" e "Operazione notte" (entrambi del 1955) non ricevono gli stessi consensi della fatica precedente, "La mina" (1957), viceversa, conquista di nuovo la considerazione della critica e una tiepida accoglienza viene riservata a "L'amico del giaguaro" (1958). A dieci anni dell'esordio, invece, firma due opere ritenute inconsuete e sorprendenti: "Labbra rosse" (1960) - ritratto critico e spietato della famiglia, della borghesia, del consumismo e della gioventù amorale - e "Congo vivo" (1961), considerato dai più come il suo capolavoro, in cui sulla base di una storia d'amore tra un giornalista italiano e una donna belga viene affrontata con partecipazione e competenza la situazione congolese successiva alla proclamazione dell'indipendenza. Dopo una parentesi di regia televisiva nel 1970 con il "Marcovaldo" - mini serie televisiva con Nanni Loy, Arnoldo Foà e Didi Perego, tratta dai racconti di Italo Calvino - nel 1974 firma il suo ultimo film, il giallo "L'assassino ha riservato nove poltrone". Muore a Milano, dove viveva con i figli, all'età di 85 anni per un improvviso malore.

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