Zombie contro Zombie Recensione

Titolo originale: Kamera o tomeru na!

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Zombie contro zombie: la recensione del film giapponese che ha sbancato i botteghini in patria

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Zombie contro zombie: la recensione del film giapponese che ha sbancato i botteghini in patria

Una cosa di cui sono da tempo convinto, è che le tecnologie digitali oggi a disposizione di chi vuole fare cinema permettono di esordire con un budget tutto sommato accessibile. Mentre chi esce dalle scuole di cinema in Italia spesso rifiuta di andare sul set se non ha almeno un milioncino di euro a disposizione. D’altronde, anche nell’era pre-digitale, di esordi fortunatissimi costati due lire ce ne sono stati tanti: solo per non andare troppo indietro nel tempo, i casi di Clerks o di El Mariachi li ricordiamo tutti, ma eran costati pochissimo anche Aguirre di Herzog, La casa di Raimi e Eraserhead di Lynch.
Se, a dispetto di questi esempi, non è certo una regola che il film a basso budget sia necessariamente riuscito, fa sempre piacere che nei cinema italiani, sovraffollati di titoli sempre tutti uguali, e poco coraggiosi, ne arrivi ogni tanto qualcuno capace di dimostrare come la creatività (e, nei casi ancora migliori, il talento vero) possa sopperire alla scarsità di risorse.

Magari non è il casi di parlare di talento puro, davanti a Zombie contro zombie, ma questa commedia horror tutta metacinematografica riesce a sorprendere e divertire, anche in virtù delle circostanze legate alla sua origine e al suo sviluppo: è nata come saggio finale di un workshop di cinema ed è stata girato con ventimila dollari, incassandone in patria oltre 23 milioni, e attirando l’attenzione dei festival di mezzo mondo (da noi, ovviamente, a proporlo non potevano che essere gli specialisti del Far East di Udine).
Budget (e zombie) a parte, è anche la parte legata al workshop a essere interessante: perché il film scritto e diretto da Ueda Shinichiro riesce a essere scanzonata riflessione su cosa voglia dire fare film (e non solo necessariamente cinema) oggi, in virtù di una spiccata vocazione metacinematografica che è vivaddio priva di ogni boriosa deriva teorico-cinefila e solo piena di passione ed entusiasmo, e che per spiegare per bene costringe a un piccolo, sebbene in fondo irrilevante, spoiler.

Zombie contro zombie inizia - così, di botto, come direbbe qualcuno - con un morto vivente che attacca una ragazza. Subito però capiamo che i due sono attori che stanno recitando in un film, quando il regista grida lo stop e inizia a inveire contro l’attrice. Viene decisa una pausa, ed ecco che ovviamente, in quella location isolata e industriale, la troupe del film (che continuiamo a seguire attraverso la lente della macchina da presa del direttore della fotografia, come in un found footage) si accorge di essere assediata da morti viventi veri.
E qui siamo ad un primo, superficiale e banalotto livello di metacinema.
Attorno al trentesimo minuto, però, partono dei titoli di coda, e poi appare un cartello che recita “un mese prima”, e per altri trenta minuti Zombie contro zombie racconta la genesi di quel film che abbiamo visto fino a quel momento, quando un regista “veloce, economico e del tutto nella media,” come lui stesso di definisce, viene scritturato per dirigere un film zombie di mezz’ora che verrà realizzato interamente in piano sequenza e trasmesso live, e mette assieme cast e troupe, e fa le prove.
E l’ultima mezz’ora del lavoro di Ueda è infine il rocambolesco dietro le quinte di quello che ci ha mostrato nella prima.

Ovvio che qui il metacinema s’impenna: Ueda, in qualche modo, gira i due terzi finali di Zombie contro zombie come fossero una specie di Effetto note comico e vagamente orrorifico, e mescolato con la serie Boris, raccontando come la passione per il cinema, quella di chi lo fa prima ancora di quella di chi lo guarda, caschi ripetutamente dentro il film e nei ruoli di ogni componente del set come una costante mise en abyme (si segua con attenzione lungo i tre segmenti del film un singolo ruolo/personaggio, magari il regista, per averne un'idea)
Una passione che, in casi come questo, spinge anche a perdonare ingenuità e facilonerie; perché, con sincerità magari ingenua eppure spiazzante, ne svela senza trucchi le origini e le cause.

Zombie contro Zombie
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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