xXx - Il ritorno di Xander Cage: la recensione dell'action con Vin Diesel

18 gennaio 2017
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Vin torna nei panni dell'agente segreto anarchico, tra azione e buffoneria totale.

xXx - Il ritorno di Xander Cage: la recensione dell'action con Vin Diesel

Un quartetto di acrobatici terroristi ha rubato il Vaso di Pandora, un congegno che consente l'hacking di qualsiasi apparecchiatura: lo sta usando per scagliare satelliti sulla Terra. Un bel pasticcio: l'unico che possa risolverlo è il buon "agente tripla x" Xander Cage (Vin Diesel). Strafottente e ribelle come al solito, Xander imporrà le sue regole e la sua squadra. E risolverà la situazione, seducendo, spaccando tutto e divertendosi da pazzi.

xXx – Il ritorno di Xander Cage è il terzo capitolo di una saga: Vin Diesel interpretò il primo xXx nel lontano 2002, mentre spettò a Ice Cube ereditare la serie nel più sfortunato xXx2: The Next Level (2005). Forte del successo stratosferico (e crescente!) della serie Fast & Furious, la Universal rilancia il franchise a oltre dieci anni di distanza con questo lungometraggio, diretto da D. J. Caruso e coprodotto dallo stesso Diesel.

Rispetto agli esordi con la regia di Rob Cohen quindici anni fa, Il ritorno di Xander Cage è - se possibile - ancora più pretestuoso, ridicolo, tamarro e privo di ogni senso della misura: dal montaggio isterico alle acrobazie visionarie aiutate dalla CGI, dal grottesco machismo testosteronico alle battute trash, dal sound design rintronante alla colonna sonora asfissiante, dalla trama assurda all'invulnerabilità congenita dei nostri eroi. Il terzo xXx è talmente tanto privo di vergogna da risultare di frequente uno spasso, perché tutti, attori e autori, ne sembrano perfettamente consapevoli: rispetto al parallelo Fast & Furious, tutto è virato sullo humor iperbolico, e lo stesso Diesel sembra sul punto di scoppiare a ridere una scena sì e l'altra no.

In caso contrario, indignerebbe di più il recupero del sessismo alla James Bond vecchio stile nel 2017, amplificato verso il delirio. Nonostante il poco convinto tentativo di fornire un ruolo attivo alle donne, tutte sbavano per Vin e dipendono da lui o da altri maschi: l'unica che sembra cavarsela da sola, Adele, suggerisce di essere omosessuale, quasi a prendersi gioco del politicamente corretto attuale. Senza humor lascerebbe senza parole la mira sbilenca dei cattivi come nei peggiori western d'epoca, anche quando avrebbero a disposizione mitra e arsenali a prova di fesso. Senza humor, risulterebbe più stufevole il desiderio di stroncare ogni tempo morto in funzione di un'esplosione, di una panoramica a schiaffo, di caciare discotecare e di calci rotanti che farebbero commuovere Chuck Norris (c'è Donnie Yen nel cast, per capirci, direttamente da Hong Kong).

Più che un film, xXx - Il ritorno di Xander Cage è la versione cinematografica degli spettacoli di cascatori in un parco a tema, o una fantasia costruita sulle vasche nel corso principale, coi finestrini abbassati e l'unz-unz seduttivo a contorno. Non sappiamo quanto si possa andare oltre un Vin Diesel che scia senza neve in una foresta fitta, e c'è da tremare all'idea di una futura saga corale, chiaramente costruita nello stiracchiato affastellarsi dei finali. Nel frattempo, usando la consapevole terminologia di Xander, consigliamo il film a chi come lui, con orgoglio, "lives for this shit".



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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