Voyez comme ils dansent - la recensione del film di Claude Miller

01 novembre 2011
2.5 di 5

Un uomo, due donne, un lutto. Tante maschere. Sono questi gli elementi assemblati da Claude Miller nel suo nuovo film, Voyez comme ils dansent.

Voyez comme ils dansent - la recensione del film di Claude Miller

Vai allo speciale Festival di Roma 2011


Voyez comme ils dansent - la recensione del film di Claude Miller


Un uomo, due donne, un lutto. Tante maschere. Sono questi gli elementi assemblati da Claude Miller nel suo nuovo film, Voyez comme ils dansent.
L'uomo è il travagliato, sensibile e talentuoso Vic, clown e funambolo nel senso più altro del termine. Le donne sono sua moglie e la donna per cui Vic l'ha lasciata, abbandonando la Francia per rifugiarsi nel profondo Quebec. Il lutto, la morte di Vic, che le due donne dovranno superare incontrandosi in maniera (quasi) casuale facendo cadere le tante maschere loro e del loro comune amore.

Miller racconta la sua storia alternando costantemente i piani temporali, scegliendo di fare della moglie di Vic (Marina Hands) il punto fermo da seguire (e far seguire allo spettatore) nelle varie divagazioni temporali, geografiche ed esistenziali.
L'inizio di Voyez comme ils dansent è tutto legato infatti al suo rapporto con Vic, il proseguimento la vede, già vedova, a bordo del celebre The Canadian: il treno trascontinentale che unisce Toronto a Vancouver e che il destino farà bloccare proprio nei pressi dell’abitazione della sua rivale (Maya Sansa), che contatterà.

Eppure, è ovvio che l'unico, vero protagonista del film di Miller è il personaggio interpretato da uno straordinario (in più di un senso, su tutti quello etimologico) James Thierrée, attore, danzatore, scenografo e acrobata svizzero, figlio di Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée, nel circo fin dall'infanzia.
Sono il dolore e la bipolarità di Vic, la sua irrequietezza, la sua ricerca di un vero volto interiore, al centro di Voyez comme ils dansent. E, per questo e non solo per il carisma del suo interprete, è la parte iniziale, che lo vede più direttamente protagonista nell’espressione di tutto il suo disagio (a tratti rabbioso, a tratti dolente), quella più riuscita del film.
Miller però gioca con l'illusione, e passa a suggerire che il suo possa essere un film sulla conciliazione con sé stesse delle due donne amate con uguale e opposta inquietudine da Vic. Ma si tratta di un abbaglio volontario, dato che è evidente che quella conciliazione nasce solo dalla loro rispettiva accettazione della complessità inafferrabile del loro uomo.

Difatti, Miller le lascia serenamente al loro rispettivo destino, sul quale noi spettatori, come lui, non ci interroghiamo poi più di tanto, preferendo ricordare il mistero della vita e della scomparsa di quel Vic che ha ossessionato loro e, di conseguenza, noi. Del tutto inspiegabili e pretestuosi gli accenni alla cultura nativa americana che emergono nel corso del confronto tra le due donne: e la preghiera funebre in lingua mohawk pronunciata dalla Sansa è un momento scult da non sottovalutare.

Voyez comme ils dansent
Il trailer del film (lingua originale)


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento