Velvet Buzzsaw Recensione

Titolo originale: Velvet Buzzsaw

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Velvet Buzzsaw: la recensione del film Netflix con Jake Gyllenhaal a cavallo tra satira e horror nel mondo dell'arte

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Velvet Buzzsaw: la recensione del film Netflix con Jake Gyllenhaal a cavallo tra satira e horror nel mondo dell'arte

Non è un mistero per nessuno che in questi anni di crisi economica il mercato dell’arte - come molti dei mercati dei generi di lusso - quello dell’arte sia rimasto fiorente. E che addirittura le opere d’arte siano state considerate alla stregua di beni rifugio da parte dei fortunati che avevano soldi da investire.
Forse è questo uno dei motivi per cui il cinema, di recente, si sta tanto dedicando al mondo dell’arte e alle sue contraddizioni economiche, che poi diventano anche etiche e morali: da The Square fino a questo Velvet Buzzsaw, passando per Il mio capolavoro.
Certo è, comunque, che nessuno si era spinto così oltre come Dan Gilroy, che in Velvet Buzzsaw mescola, come in quegli altri film, la satira sul mondo dell’arte con una riflessione anche abbastanza seria sull’eterno dualismo di arte pura e mercato, tra l’immagine e la sostanza, ma sommando a tutte queste cose qui i toni e il canovaccio di un film horror soprannaturale.  

Qualcosa, in Velvet Buzzsaw, fa tornare alla mente addirittura il Cigarette Burns di John Carpenter, il bellissimo episodio della serie Masters of Horror diretto dal regista americano: lì un film (art house, ovviamente) che faceva impazzire la gente, spingendola alla morte e al suicidio, svanito nel nulla e poi ritrovato; qui dei quadri dipinti da un artista sconosciuto, folle e disturbato, che li avrebbe voluti distrutti, e trafugati da casa sua, dopo la sua morte, dall’ambiziosa assistente di una spietata gallerista, che iniziano a seminare morte attorno a loro.
Quello spunto lì, però, Gilroy lo declina in maniera ironica, in un film che gioca spudoratamente col ridicolo e il caricarurale in maniera decisamente volontaria; e che però, nel suo essere un po’ fuori di testa, ha una sua perversa efficacia.

Velvet Buzzsaw è un film dove si sono personaggi che si chiamano Morf Vandewalt, Rhodora Haze, Josephina, Coco, Damrish, Bryson; perfino Vetril Dease, che è il nome dell’artista maledetto. Un film dai toni quasi sempre sopra le righe, ma che riesce a dipingere come sinceri e credibili i tormenti del pittore in crisi d’ispirazione di John Malkovich, e si permette stilettate ben assestate come quando racconta di un cadavere in un museo che viene scambiato per un’installazione.
Certo, l’ironia è un po’ facile, come magari ovvie sono frasi del tipo “è sempre una questione di soldi”, “tutta l’arte è pericolosa” e “qual è lo scopo dell’arte se nessuno la vede”; frasi che però non stanno lì solo per riempire un dialogo ad effetto, ma nella loro ovvietà riescono comunque ad avere hanno una ricaduta concettuale su quello che stiamo guardando.

È chiaro dove voglia andare a parare Gilroy col suo film, pur all’interno del paradosso per il quale un prodotto esplicitamente commerciale si fa carico di tutelare la purezza dell’arte. Perché in Velvet Buzzsaw a salvarsi sono gli artisti che mettono il loro sentimento davanti ai compromessi col mercato, o alle aspettative di un mondo e di un ambiente. Di certo non si salvano i galleristi opportunisti, i consulenti che hanno rinnegato i musei per intascare gli assegni dei privati, e tutti quelli che dopano in maniera turbo-libertista il mercato dell’arte.
Poi c’è il critico, il Morf di Jake Gyllenhall, su cui mi soffermo per ovvio interesse personale, e non solo perché più protagonista di altri. Un critico narciso, di quelli capace di sostenere,  per cattiva coscienza che “una cattiva recensione è sempre meglio che sprofondare nell’anonimato”, ma anche di riconoscere come la sua attività sia “riduttiva ed estenuante”. Sarà lui, in quanto colui che guarda, e che riflette, a capire cosa sta succedendo coi quadri di Vetril Dease, e che sarà capace di un pentimento, rinunciando al suo ego, ma che dovrà comunque scontare i suoi peccati originali.
Ma quelli, in fondo, li dobbiamo scontare tutti. Perfino gli artisti.

Velvet Buzzsaw
Il Trailer Ufficiale Italiano del Film - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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