#Unfit - La psicologia di Donald Trump - la recensione

21 ottobre 2020
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Un documentario dedicato a Donald Trump, con un approccio molto particolare, non politico, ma rigorosamente scientifico. La recensione di #Unfit - La psicologia di Donald Trump.

#Unfit - La psicologia di Donald Trump - la recensione

'Narcisismo maligno'. È questa la diagnosi che vede concordi una serie di psichiatri e specialisti provenienti da alcune delle principali università americane. A chi si riferiscono, con queste parole che suonerebbero minacciose se si riferissero al profilo di chiunque, anche solo del nostro vicino di casa? Nientemeno che a Donald Trump, 45° presidente degli Stati Uniti, che è in attesa del responso delle urne su una eventuale rielezione per un secondo mandato.

È adatto, quindi, a ricoprire l’incarico così cruciale per il mondo, non solo per gli Stati Uniti? No, dicono a inizio film gli scienziati intervistati. Inutile dire come sia raggelante fin dal primo istante, questo documentario, #Unfit - La psicologia di Donald Trump, diretto da Dan Partland. Il suo scostamento rispetto al consueto punto di vista, quello politico o al massimo legato all’essere umano, vuole utilizzare gli strumenti più obiettivi possibili, della scienza, per tracciare un profilo dell’uomo e del politico Trump.

Un’analisi comportamentale che coinvolge per la prima volta non testimonianze o osservazioni giornalistiche, ma professionisti della materia che dicono la loro, con cognizione di causa, sulla salute mentale dell’uomo più potente del mondo, spronati da una regola etica della loro professione che li spinge a mettere in guardia gli elettori, e non solo, sui pericoli di avere una persona con questo quadro clinico sulla poltrona di comando della Casa Bianca. “Sociopatico, xenofobo, misogino”, sono poi questi altri termini utilizzati per definire Trump, anche se alcuni riconoscono, su tutti il suo ex capo della comunicazione, durato in carica solo una decina di giorni, la grande capacità del presidente nell’intercettare la rabbia di una fetta importante del paese. “È uno stronzo, ma certo non uno stupido”, dice con parole molto chiare.

Si prende spunto dalla teoria del ‘narcisismo maligno’, coniata da Erich Fromm negli anni ’60 sulla scia delle analisi comportamentali sui leader nazisti, per identificare una persona priva di senso di colpa, sadica nel suo provare godimento nell’umiliare le persone, anche i suoi stretti collaboratori, che non a caso sono molto spesso cambiati, in un continuo via vai da porta girevole. Una dinamica che non può che rievocare il 'you're fired', sei licenziato, del Trump televisivo di The Apprentice.

Come dice il regista, Dan Partland, “dopo anni di osservazione empirica, espongono per la prima volta, senza mezzi termini, le loro opinioni di fronte a una telecamera e lo fanno per questioni etiche e professionali, perché percepiscono una vera minaccia per la nostra salute e per la sicurezza collettiva. Ritengo fondamentale che quante più persone vengano a conoscenza e ascoltino i pareri e le riflessioni espresse da coloro che hanno la qualifica e le competenze per effettuare una diagnosi, per divulgarle e per alimentare il dibattito pubblico.” Specie in un periodo in cui Trump è sotto esame per valutare se sia adatto o meno a un nuovo mandato. Gli scienziati coinvolti non hanno dubbi, chissà se la maggioranza degli americani la penserà allo stesso modo.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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