Una notte da dottore: la recensione della commedia con Diego Abatantuono e Frank Matano

28 ottobre 2021
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Una strana coppia, quella composta da Diego Abatantuono e Frank Matano. L'ha formata Guido Chiesa, che ha diretto la commedia Una notte da dottore, viaggio notturno e con una puntata di malinconia. La recensione di Mauro Donzelli.

Una notte da dottore: la recensione della commedia con Diego Abatantuono e Frank Matano

In macchina di notte, in una Roma deserta e invernale. Un’atmosfera di suo piena di suggestioni e malinconica, a maggior ragione in epoca di confinamenti in casa durante la pandemia, con una nota di implacabile realismo di una buca piena d’acqua piovana e uno scooter che la prende in pieno. Non che sia esplicitata, la pandemia, in Una notte da dottore, ma le immagini dal drone non mentono, come chiunque conosca traffico ed affollamento romano può ben notare. Una strana coppia si aggira per le strade, composta da Diego Abatantuono e Frank Matano, nella commedia diretta con gusto da Guido Chiesa, che rielabora il francese Chiamate un dottore!, con Michel Blanc.

Burbero e acciaccato, il dottor Mai fa la guardia medica di notte. L’empatia non è esattamente la sua dote principale. Un incidente casuale lo porta a fare a pezzi la bicicletta di un rider senza cinismo e molto candore, finendo per bloccarsi la schiena in maniera tale da non riuscire a proseguire le sue visite. Allora si organizza una comunione di interessi, con la strana coppia che consegna in macchina il cibo, ma soprattutto con il giovane Mario che diventa dottore per qualche notte e cura i pazienti, aiutato via auricolare dal titolare. Improbabili cavalieri per interesse, in groppa a una macchina che diventa l’universo in cui due persone così lontane imparano a prendersi in giro, ma in fondo anche a ritrovare un po’ di fiducia nella paternità, l’uno, e di affetto per un figlio ormai scomparso prematuramente, l’altro.

La parte comica è garantita dalla relazione improbabile fra due fisicità, stili comici e generazioni così diverse, come quella di Abatantuono e Matano, oltre che dalla passerella di incontri di anime della notte in preda a emergenze mediche di ogni tipo, spesso surreali. La sorpresa è Matano, che perde la sua risata inconfondibile e conferma, come in LOL, di essere una notevole spalla comica. Non è lui a innescare la risata, per quello c’è il talento istrionico di un fuoriclasse come Abatanuono, seppure in versione autopilota. Ma il suo Candido che non perde entusiasmo in una vita da precario convince in pieno

Poi c’è la notte, la solitudine di una città che spegne le luci e si concentra sulla propria fragilità. Non tutto fila al meglio nel dosare le parti comiche con qualche affondata esistenziale, la parte finale non è proprio una conclusione con i fiocchi, ma Una notte da dottore ha un suo fascino semplice, senza troppe sovrastrutture, privo dell’ossessione per il cattivismo, pur senza privarsi di sane dosi di cinismo. Si porta dietro un passato pesante e un futuro che non promette poi molto di buono, ma non lo fa pesare. Rivendica una leggerezza disincantata, una carbonara a colazione e un pillola buttata giù con un bel bicchiere di whisky.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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