Un segreto tra di noi - Fireflies in the Garden, la nostra recensione

15 settembre 2008

Esordio nella regia di Dennis Lee, Un segreto tra di noi - Fireflies in the Garden – presentato nel Fuori Concorso di Berlino 2008 – è un film che conta su un cast d’eccezione. La storia, parzialmente autobiografica per Lee, è incentrata su un complesso intreccio di vicende familiari. Tanta carne al fuoco per un risultato discontinuo m...

Un segreto tra di noi - Fireflies in the Garden, la nostra recensione

Un segreto tra di noi - Fireflies in the Garden, la recensione

Il cinema americano (e non solo quello) continua a parlarci di famiglia, e con toni non certo concilianti: Fireflies in the Garden – primo lungometraggio di Dennis Lee, anche sceneggiatore a partire da vicende vissute sulla sua pelle – è infatti un puro melò familiare, nel quale s’intrecciano complesse dinamiche relazionali che coinvolgono diverse generazioni e un ampio arco di tempo e che getta una luce particolare sull'istituzione sociale in questione.

La trama del film, considerato l’alto numero di personaggi coinvolti (interpretati da attori come Ryan Reynolds, Emily Watson, Willem Dafoe, Julia Roberts, Carrie Ann-Moss e Hayden Panettiere) e le diverse relazioni che intrattengono tra di loro, può essere ridotta all’osso nel racconto del rapporto conflittuale e difficoltoso tra un figlio (Reynolds) e un padre (Dafoe) che è sempre stato anaffettivo e dispoticamente autoritario, ma si allarga a toccare anche diverse altre tematiche, seppur sempre legate alla famiglia e all’affettività.

Il vero problema di Fireflies in the Garden è la troppa carne messa al fuoco da Lee, nonché il suo momentaneo ma ripetuto cedere alle facili tentazioni del flirt con stereotipi e ruffianerie - come quando eccede nel giocare con lo svelare/non svelare degli accadimenti del passato. Avrà sicuramente pesato per il regista l’aspetto semi-autobiografico della storia che racconta, fatto sta che nel film non sempre vengono mantenute le debite distanze emotive.

Va anche detto però che dopo un incipit (basato su un lutto motore di tutte le vicende) che fa temere il peggio, Dennis Lee riesce man mano a correggere il tiro, e - per quanto rimanga farraginoso nella narrazione e commetta errori chiaramente dovuti alla sua inesperienza - a non mancare del tutto il suo bersaglio. Proseguendo il suo racconto e introducendo man mano i vari protagonisti, il neoregista riesce infatti – seppur a sprazzi – a centrare l’asciuttezza e la sobrietà di cui una storia di questo genere necessita, azzeccando con efficacia alcune delle relazioni tra i tanti personaggi che compongono la famiglia allargata al centro delle vicende, con momenti di discreta intensità.

Del ricco cast di Fireflies in the Garden piace segnalare Ryan Reynolds: figura centrale del film, regge una parte impegnativa in maniera più che degna. D’altronde, la cosa non sorprende più di tanto: già in altre sue interpretazioni (e specialmente nel misconosciuto Waiting…) il neo, invidiatissimo sposo di Scarlett Johansson aveva dimostrato di non essere affatto malaccio.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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