Two Mothers - la recensione del film con Naomi Watts e Robin Wright

16 ottobre 2013
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La regista francese Anne Fontaine esordisce nel cinema in lingua inglese adattando Doris Lessing

Two Mothers - la recensione del film con Naomi Watts e Robin Wright

Se pensiamo all’Australia ci vengono in mente il mare, il sole, una spiaggia e perché no una casa semplice, ma dalla vista mozzafiato su una scogliera. Sono anche le prime immagini del nuovo film della regista Anne Fontaine, Two Mothers. In questa sua vacanza dall’altra parte del mondo esordisce in lingua inglese adattando il romanzo di Doris Lessing "Le nonne", con l’aiuto dell’esperto della materia Christoper Hampton.

Presto questo scenario da sogno lo vediamo popolato da due donne, due bionde molto belle, che dopo un rapido prologo vediamo divertirsi e sguazzare in acqua con due ragazzi altrettanto belli, ma poco più che ragazzi: i figli. “Sono due divinità greche, li abbiamo davvero fatti noi?” ridacchiano con soddisfazione le due, interpretate dalle splendide quarantenni Robin Wright e Naomi Watts. Sono grandi amiche fin da bambine, la loro frequentazione è così simbiotica che la sera si salutano sempre con un bel ‘ci vediamo domani’.

Il film è ambientato in una costante estate, pur sviluppandosi in alcuni anni, con il mare e l’acqua che svolgono un ruolo insistito all’infinito di liquido amniotico e scandiscono le vite dei protagonisti, insieme al sole, alla sabbia e infinite variazioni di scenari da cartolina. Presto si nota qualcosa di stonato nel rapporto fra le due madri e i due figli, una nota morbosa nel loro continuo stare insieme in un microcosmo chiuso, in cui non esistono altri divertimenti e altre persone; solo poche ore al lavoro e subito insieme. Una birra in mano, una sigaretta, un bagno in mare e una cena in terrazza. Improvvisamente, senza particolari avvisaglie, le due madri iniziano una relazione l’una con il figlio dell’altra. Prima tentano di resistere, ma presto la loro complicità vincerà sull’inaccettabilità sociale. Anzi, finiscono per sfruttare i sospetti di una relazione omosessuale fra di loro, più accettabile socialmente, per nascondere la verità. Quasi che il rapporto delle due venisse esplicitato carnalmente saltando di una generazione, con i due figli prolungamento di loro stesse.
Un marito è morto, l’altro assente.

Two Mothers racconta parallelamente la storia di iniziazione sentimentale di due giovani vissuti in un ambiente protetto e la maturazione di due donne che cercano disperatamente di allontanare lo sfiorire della loro bellezza consapevoli che i ragazzi potranno presto cercare qualcuno della loro età. Un film di corpi: distesi al sole, nel pieno del loro vigore o in attesa di affrontarne i primi cedimenti. La storia dell’amore materno che lascia spazio a quello sentimentale, come esplicitato in una scena di litigio fra i due ragazzi, in cui le due donne si precipitano a dividere e consolare il partner piuttosto che il figlio.

La Fontaine non ci prepara allo scoppio di questo amore, che come tutto il film suona falso. I personaggi vengono lasciati fluttuare fra troppe spiegazioni e sviluppi prevedibili. Forse si contava troppo sulla forza scabrosa di questo amore, che però viene trattato con eccessiva prudenza, in fondo moralistica, diventando una deviazione casuale più che un moto di passione irrefrenabile. Il risultato è un polpettone tradizionale e prevedibile in cui attrici di livello sembrano imbrigliate in una storia priva di mordente che sembra non finire mai.






  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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